Una dimora privata aperta alla città

Fondazione Carriero

Una casa-museo per promuove e valorizzare l’arte contemporanea in tutte le  sue espressioni: dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla performance, offrendo sempre uno sguardo altro. Ecco la Fondazione Carriero. L’obiettivo? Avvicinare all’arte, al suo senso e al suo divertimento.

di Marilena Roncarà

Milano si sa, riserva delle sorprese, degli angoli nascosti, degli intermezzi preziosi: è quello che succede a pochi passi da piazza San Babila, in via Cino del Duca 4, quando in contrapposizione con l’adiacente Palazzo Visconti di Modrone e il suo stile rococò, compare una piccola residenza gotica costruita in mattoni di cotto, con un portale d’ingresso a tutto sesto. Si tratta di Casa Parravicini, uno dei pochi edifici privati della città risalenti al Quattrocento, che da settembre 2015 è sede della Fondazione Carriero. Tutto comincia per volontà di Giorgio Carriero, collezionista e grande appassionato d’arte che decide di condividere questa sua passione con il pubblico: la Fondazione è un ente no profit, un luogo di promozione e divulgazione dell’arte moderna e contemporanea, con anche un programma educational per scuole e bambini, ma soprattutto attivo nella produzione di mostre. Di volta in volta assieme al curatore Francesco Stocchi, scelto perché italiano, ma con una visione e una presenza all’estero – da 8 anni è infatti curatore di Arte Moderna e Contemporanea presso il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam – viene selezionato un artista da presentare al grande pubblico attraverso uno sguardo originale, che è poi quello di tutta la Fondazione, direttore e team compreso. «Dell’incontro con Giorgio Carriero mi è piaciuto il fatto che non volesse esibire la sua collezione, ma andare avanti, aggiungendo altro», ci racconta proprio Stocchi, che prosegue: «Tutto nasce da un processo corale, da una dialettica che poi viene declinata in modo specifico. Così ad esempio nell’ultima mostra abbiamo chiamato un Rem Kolhass a presentare un Sol LeWitt più sensuale ed emotivo; in quella in corso proponiamo un Giulio Paolini più introspettivo. E poi c’è l’anormalità dello spazio che presenta la dicotomia del vecchio che incontra il nuovo: un palazzo del Quattrocento e uno del Settecento uniti e riadattati da Gae Aulenti nel 1991 tramite un congiungimento meccanico. Uno spazio difficilissimo, ma che è anche una bella sfida». In effetti sono in tutto 500 metri quadrati divisi in sette sale: tre al primo piano e tre al secondo – ambienti semplici impreziositi dal soffitto a cassettoni del Quattrocento – e un’unica grande sala al terzo piano, all’interno dell’adiacente Palazzo Visconti, comunicante con casa Parravicini. Tutto questo contribuisce a fare della Fondazione Carriero una contemporanea casa-museo dove il contesto storico del sito si fonde con la proposta artistica, offrendo proprio grazie alla sua identità peculiare un punto di vista originale per la comprensione delle opere e degli artisti proposti. Sono suggestioni che vorrebbero portare l’arte fin dentro al cuore delle persone.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 47 novembre-dicembre. Clicca qui per scaricare il magazine.

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