Storia di uno sport ibrido

Padel

Nato “per sbaglio” sul finire degli anni Sessanta, il padel, disciplina a metà strada fra tennis e squash, sta vivendo in Italia una stagione d’oro, con testimonial d’eccezione e tanti nuovi campi da gioco.

di Marco Agustoni | 27 febbraio 2019

Siamo soliti guardare agli sport contemporanei come a qualcosa di immutabile e finito, come se calcio, basket, tennis e via dicendo esistessero da sempre e da sempre presentassero le medesime caratteristiche. Per questo, ogni volta che un nuovo sport, magari frutto della ricombinazione di altre discipline, fa la sua comparsa, tendiamo a guardarlo con una certa sufficienza, come se stesse arrecando un oltraggio ai suoi ben più blasonati “colleghi”. Eppure gli sport a noi noti e le loro regole sono oggetti fluidi, frutto di un lungo processo di perfezionamento e trasformazione, come esemplifica il caso del fuorigioco calcistico, che dalla sua definizione originaria del 1859 a oggi ha più volte e sostanzialmente mutato le proprie caratteristiche. Allo stesso modo, può accadere che, per iniziativa di un singolo o per il consolidamento di una pratica collettiva, due o più sport si mescolino e diano vita a qualcosa di nuovo, un ibrido che con il tempo finisce a sua volta per assumere contorni netti fino a diventare una disciplina sportiva a sé stante. È il caso del padel, che ultimamente sta riscuotendo un notevole successo e si sta diffondendo in maniera capillare con campi in tutta Europa. Questa per ora ancora “esotica” disciplina trae a sua volta origine da una derivazione del tennis nota come paddle tennis, che rispetto al “cugino” più famoso è giocato con una racchetta più piccola e rigida su campi di dimensioni inferiori e con una rete più bassa. Come spesso accade con le nuove idee, il padel deve la sua nascita all’uso creativo delle limitazioni con cui un singolo si è trovato a confrontarsi. E quel singolo, per quanto riguarda il padel, si chiama Enrique Corcuera. Acapulco, Messico, 1969: secondo la “leggenda”, Corcuera decide di costruire un campo di paddle tennis fuori dalla sua villa, ma deve fare i conti con dei muri proprio a ridosso dell’area in cui vuole costruirlo. Invece di lasciar perdere o – soluzione ancora più drastica – cercare di eliminare fisicamente il problema, decide di renderlo… un non-problema. E con una risoluzione storica sceglie di rendere i muri in questione parte integrante del campo da gioco.

Gutierrez Sanyo, giocatore del team di Head

Gutierrez Sanyo, giocatore del team di Head

Nasce così il padel, una sorta di ibrido fra tennis e squash con un campo e racchette di piccole dimensioni e la possibilità di interagire con le barriere laterali (muri, plexiglass, reti…). Da invenzione individuale, nel corso dei decenni il padel diventa uno sport praticato a livello collettivo, diffondendosi soprattutto nei Paesi latinoamericani come Messico e Argentina e da lì in Spagna. Negli ultimi anni, lo sport comincia a prendere piede anche nel resto d’Europa, Italia compresa, con un sorgere di campi e campetti dedicati, assieme a veri e propri tornei professionali. In Italia la Federazione Italiana Padel nasce nel 1991, con la costruzione di un primo campo a Bologna. Da allora la crescita è lenta, ma nel 2008 la disciplina viene ufficialmente riconosciuta dal Coni e negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom, con la nascita di molti nuovi campi e associazioni e con l’endorsement da parte di celebrità come gli ex calciatori Gigi Casiraghi e Demetrio Albertini, che di recente hanno portato il padel nel cuore del capoluogo lombardo, a CityLife, con i campi di City Padel Milano. A partire dal 1992, ogni due anni si disputa addirittura una sorta di “mondiale” di padel, il Padel Tennis World Championship, ospitato per lo più da Spagna e Paesi sudamericani, con l’Argentina a farla da padrone nel medagliere sia femminile che maschile. L’Italia, al momento, è ancora non pervenuta, ma dato il crescente interesse nel nostro Paese per questa disciplina sportiva, chissà che fra qualche anno non vedremo anche qualche connazionale sul podio. Ma cos’ha di speciale, rispetto ad altre varianti, il padel, per essere diventato così popolare? Innanzitutto, almeno a un livello di base, è praticabile facilmente da tutti. In secondo luogo, è molto dinamico e ha poche interruzioni di gioco. Per finire, e forse è questo il suo vero segreto, lo si gioca quasi esclusivamente in coppia, per cui subentra anche tutta la motivazione di competere assieme a un partner affiatato. Per chi volesse scoprire questo “nuovo” sport, a Milano e dintorni ci sono già molte alternative a disposizione, a cominciare dal già citato City Padel Milano fino a Sport Promotion Comasina, passando per la Padel Factory di Tribiano, Sport Time a Corsico, Castelletto Tennis a Settimo Milanese e Paradise Beach Arena a Sesto San Giovanni. Buon divertimento!

 

INDIRIZZI

City Padel Milano
via Anna Maria Ortese

Sport Promotion Comasina
via Salemi 19

Sport Time Corsico
via Visconti di Modrone 2, Corsico MI

Padel Factory
via Paullo 3/A, Tribiano MI

Castelletto Tennis
via Reiss Romoli, Settimo Milanese MI

Paradise Beach Arena
via Giovanni Boccaccio 285, Sesto San Giovanni MI

 

Articolo pubblicato su Club Milano 48 gennaio – febbraio 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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