La città intorno

Milano non ha un solo centro città, ma molti di più. Sempre più attive e in continuo sviluppo le periferie del capoluogo vivono la loro primavera, ospitando nuove realtà, manifestazioni culturali e tanti progetti nati dal basso. Per una città sempre più coesa e sfaccettata

di Elisa Zanetti

È una città con tanti cuori quella che Milano prova a diventare. Così se è vero quello che batte più forte è all’ombra della Madonnina e delle guglie del Duomo, non mancano però tanti piccoli centri che cercano di farsi spazio in una città che mira a essere sempre più viva e vivibile a ogni sua latitudine. Luoghi di scambio, intrattenimento e formazione punteggiano sempre più la mappa del capoluogo lombardo, provando a scardinare il valore simbolico della parola “periferia”. Se infatti oggi il termine è comunemente utilizzato per indicare l’insieme dei quartieri più lontani dal centro, la sua etimologia svela un’interessante suggestione: la parola viene infatti dal greco “periphereia”, derivato a sua volta di “periphero”, portare intorno, girare. Ed è proprio questo ciò che Milano cerca oggi di fare: portare in giro le sue migliori iniziative, ma anche crearne di nuove, spingere i suoi abitanti a scoprire altri luoghi di interesse e offrire a chi vive al di fuori della cerchia dei Bastioni motivi per sentirsi fiero del proprio quartiere. Negli ultimi anni in città sono nate realtà come mare culturale urbano, centro di produzione artistica che mira a costruire un nuovo modello di sviluppo delle periferie, mentre Prada ha scelto il tutt’altro che centrale viale Isarco per aprire la sua Fondazione milanese. Manifestazioni di grande respiro hanno nel corso delle proprie edizioni esteso sempre più le loro iniziative fuori dal centro: l’ultimo Piano City ha portato le sue note sino a Corvetto, via Padova, Parco Nord, Dergano, Bovisa e Chiaravalle. Decisamente diffusa anche l’ultima edizione di JazzMi, che lo scorso novembre ha raggiunto via Padova, Corvetto, Niguarda e insieme a Paolo Fresu anche Quarto Oggiaro, invitando i cittadini a scoprire attraverso concerti, laboratori e progetti speciali quattro luoghi simbolici del quartiere. Da sempre presente in tutte le articolazioni della città, nella sua ultima edizione Bookcity ha lanciato in collaborazione con ATM “il giro di Milano in 90/91 minuti”, accendendo i riflettori al di fuori dei grandi viali dove passa la 90-91.

Torre. Fondazione Prada. Foto di Bas Princen, courtesy Fondazione Prada

La vista sulla città e sulla sua periferia dagli spazi della Torre, inaugurata la primavera scorsa, di Fondazione Prada. Foto di Bas Princen, courtesy Fondazione Prada

ll maggiore coinvolgimento delle periferie guida in generale l’andamento della vita cittadina: il sindaco Giuseppe Sala lo aveva annunciato a inizio mandato, quando a giugno 2016 disse che le periferie sarebbero state la sua “ossessione”. Il nuovo piano di governo del territorio in via di adozione in Consiglio comunale prevede che almeno la metà dei proventi di urbanizzazione generati in zona 1 venga destinata alla periferia della città. Quest’anno inoltre il comune ha quasi raddoppiato i fondi destinati a sostenere i progetti per il miglioramento dei quartieri, raggiungendo quota un milione di euro. Di queste risorse, 600.000 euro da destinare a Giambellino-Lorenteggio, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Adriano-Padova-Rizzoli, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese, attraverso un bando dedicato alle periferie. Tante le associazioni che hanno risposto alla chiamata di Palazzo Marino e 25 le realtà premiate. C’è l’associazione culturale Tumb Tumb che in questi anni ha dato vita a Super, un festival “lento” e itinerante, protrattosi dal 2015 al 2018 per conoscere e raccontare luoghi e realtà delle periferie cittadine. BinG è un’idea di ABCittà per recuperare spazi marginali e inutilizzati, delimitati dal tracciato ferroviario e dal cantiere del Piano Integrato di Intervento Greco-Conti. I lavori iniziati a ottobre 2018 porteranno entro giugno alla realizzazione di due murales, di un orto condiviso e a un percorso di inclusione sociale attraverso lo sport. Nella zona di Giambellino-Lorenteggio, l’Associazione culturale Trillino Selvaggio valorizzerà invece il parco di via delle Rose, un’area verde poco utilizzata che verrà trasformata in un “museo/orchestra” a cielo aperto, con installazioni artistico-musicali realizzate dai cittadini. Intergenerazionale e interculturale, il progetto mira a coinvolgere l’intera comunità, dai ragazzi delle scuole fino agli anziani. A giugno un concerto inaugurerà la nuova vita dell’area. La Compagnia teatrale Dionisi con il progetto “Il fanciullino di Milano” ha scelto invece di raccontare le periferie milanesi attraverso interviste agli abitanti dei quartieri e incontri, il tutto per realizzare un sito, un libro e un documentario dedicato. Si parte da un quartiere dormitorio della periferia sud, un complesso degli anni Settanta, con al centro una piazza che non è mai riuscita a essere più che una triste spianata di cemento. È solo uno dei tanti fogli bianchi su cui iniziare a scrivere nuove meravigliose storie.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 48 gennaio – febbraio 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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