La primavera del gusto

Milano cambia con l’alternarsi delle stagioni. Nei colori, ma soprattuto nei sapori e in primavera fioriscono nuove aperture. Ve ne presentiamo nove.

di Marco Torcasio | 21 marzo 2019

Ciclicamente ci imbattiamo in nuove aperture di locali, ristoranti, concept gourmet che catturano la nostra attenzione, ma spesso si rivelano meteore in un panorama gastronomico incessantemente cangiante e mutevole. Qui abbiamo selezionato ben 9 nuovi indirizzi. Li abbiamo provati con gusto, qualcuno primeggia sugli altri, alcuni necessitano di tempi di collaudo più lunghi, ma tutti meritano attenzione.

Altriménti
A nemmeno un anno dall’apertura del suo ristorante [bu:r], lo chef italo-olandese Eugenio Boer attira ancora i riflettori su di sé cimentandosi in una nuova avventura imprenditoriale: un ristorante che, come indica il nome stesso, evoca qualcosa fatto in un altro modo. Il menu si sviluppa attraverso le sezioni “Verdure”, “Carni” e “Pesci”, oltre ai “Dessert”. All’interno di ogni “contenitore” l’ospite può scegliere tra antipasti, primi e secondi, per non più di dieci proposte, decidendo se seguire un percorso tematico o eventualmente combinare piatti appartenenti a sezioni diverse. Per chi opta per le verdure si può spaziare fra la pasta e fagioli con cardoncelli e datterini e il cavolo cappuccio con yogurt e senape. Chi invece vuole muoversi nel segmento delle carni potrà scegliere ad esempio il maialino con uva fragola e rapa bianca o il risotto alla milanese con ragù di vitello. Tra le portate di pesce segnaliamo gli spaghetti alla chitarra con cozze, pomodoro e limone e il polpo con giardiniera, pane e rosmarino. La cantina, ancora in fase di completamento, annovera già un totale di 250 etichette fra le quali trovano largo spazio piccole realtà produttive e “vignerons” indipendenti.

Astice alla catalana, credits @fusillolab

Emporio Armani Caffè e Ristorante
L’indirizzo è lo stesso: via Croce Rossa. Il locale, Emporio Armani Caffè e Ristorante, completamente diverso. Cambia la formula, la disposizione degli spazi, cambiano il design e la proposta gastronomica.  Il piano terra si divide in due parti, collegate tra loro ma indipendenti. Da via Croce Rossa si accede al nuovo grande bar caffetteria dove è possibile gustare e acquistare sia pasticceria fresca di produzione propria, sia prodotti Armani/Dolci by Guido Gobino. Al pranzo vero e proprio, con un variegato menu e proposte di light lunch, è riservata invece la parte adiacente al bar. Come piace a Giorgio Armani, la cucina è mediterranea e continua a offrire un menu improntato a semplicità e leggerezza. La carta contempla piatti che hanno da sempre contraddistinto l’Emporio Armani Caffè. Il risotto allo zafferano, gli spaghetti al pomodoro, o la cotoletta alla milanese. Al piano superiore, il menu del ristorante è gourmet e mescola tradizione e innovazione.

EA Caffè e Ristorante Milano, piano terra. © Beppe Raso

Muu Muuzzarella
Il primo concept restaurant dedicato all’oro bianco campano nasce a Napoli nel 2013 in Vico II Alabardieri: “una dichiarazione d’amore al sapore della mozzarella di bufala campana”. Oggi i giovani imprenditori Salvatore Maresca e Dario Moxedano portano a Milano il format che reinterpreta la mozzarella di Bufala DOP in ogni piatto: Muu Muuzzarella. Il prodotto d’eccellenza è qui protagonista di accostamenti con carne, pesce, verdura e salumi. In carta anche veri e propri piatti. La Rattacasa (il classico comfort food napoletano, pasta mista con patata gialla e mozzarella affumicata), la tartare di tonno (cubetti di mozzarella DOP e crudo di tonno, con limoni di Sorrento su un velo di pesto di basilico), il caratteristico TiramiMuu (servito all’interno di una caffettiera dalla forma ottagonale con babà artigianale e crema di bufala) e l’irriverente Muu Cheese Cake, il classico dolce anglosassone rivisitato in chiave campana con ricotta di latte e burro di Bufala. Ogni giorno per l’aperitivo, dalle 18.30 alle 20, si possono abbinare le Bufale ai cocktail e ai vini selezionati dal Mozzarella Bar.

Caprese con Mozzarella di Bufala Campana DOP

Boul & Co.
Qui le ciotole (il nome rappresenta la versione italianizzata dell’inglese “bowl”) sono le protagoniste indiscusse della tavola con l’obiettivo di celebrare l’italianità, pur mantenendo sempre lo sguardo rivolto a Est. Riso, pesce crudo o cotto con verdura sono la base di partenza di ogni proposta. Il menù si articola in quattro sezioni principali: Boul (undici portate che raccontano in maniera significativa il sodalizio tra il “mood” asiatico e l’eccellenza delle materie prime nostrane), Soup (tre zuppe, di cui una vegetariana), Fish Salad (due proposte a base di insalata arricchite da abbinamenti inaspettati) e Veggie Salad (due insalate fresche con ingredienti rigorosamente stagionali). Non manca una lista di Sweet Boul & Dessert, per colazione o per chiudere un pasto con una proposta nutriente, ma sempre attenta alle calorie. Per una pausa veloce, inoltre, il menù offre tre appetitosi Bao, tipici panini cinesi cotti al vapore, i soli a non essere serviti in “boul”, proposti con ripieno di pesce senza dimenticare una versione vegetariana. Per coloro che intendono provare un percorso che si avvicini di più a una degustazione, lo Sharing Menu per due persone è la soluzione perfetta in quanto consente di spaziare attraverso la varietà delle proposte disponibili, con la possibilità di selezionare 3 Boul da condividere.

Boul & Co., interno. © Beatrice Pilotto

GūD Darsena
L’ex-Social Market diventa GūD Darsena, nuova declinazione del non-format per auto-definizione di Ugo Fava, Stefano Cerveni, Marco Giorgi e Luca Miele. Con 30 posti interni, 10 al bancone e 30 nel dehors, il chiosco è aperto dalle h9 alle h2 di notte e si lascia apprezzare in tre momenti chiave. GūD Morning, il momento della colazione che annovera oltre ai classici caffè, cappuccio e tè, spremuta di arancia, Golden Drink (latte di cocco e curcuma), Maca Cacao (latte di cocco con maca) e Matcha latte. GūD for You è l’angolo dedicato alle Italian Cirasci Bowl, al Fish&Chips (merluzzo bianco fritto in pastella, patate rustiche con la buccia e salsa di piselli home made) e al Chick’n’Chips (pollo marinato con lime e spezie e fritto in pastella, patate rustiche con la buccia e salsa allo yogurt magro con erbe). GūD Che zuppa! declinata in più varianti è sostituita da rinfrescanti gazpacho con l’arrivo dell’estate. GūD Drink infine è la proposta aperitivo e drink serale (dalle h18): una proposta di vini al calice dalla cantina, birra e una piccola lista di cocktail.

Italian Cirasci Bowls

Insieme Restaurant
Alle redini della cucina c’è Alessandro Garlando, chef giovane ma già molto preparato grazie alle precedenti esperienze maturate al fianco di Antonino Cannavacciuolo, Matias Perdomo, Elio Sironi, Francesco Mascheroni e Filippo Gozzoli. Chapeau! In sala c’è Federica Caretta, classe 1993, le cui origini pugliesi la abituano sin da bambina alla buona cucina e ai sapori mediterranei. Il menu ha un taglio moderno e si compone di 12/14 main course, che cambiano periodicamente sulla base della stagionalità e della disponibilità delle materie prime. Che nulla sia lasciato al caso si deduce dalla presenza in carta di alcune sciccherie per palati fini. Al posto delle acciughe del Cantabrico, sui crostini troviamo infatti la Masculina da magghia, una tipologia di alici proveniente dalla pesca nel golfo di Catania effettuata con specifiche reti. Anche il burro si differenzia in quanto prodotto dal Consorzio Vacche Rosse. L’uovo a 65° è servito accompagnato da un classico della cucina francese, la douxelle, ovvero un trito di funghi champignon, burro, scalogno e tartufo. L’amore per la ricerca e la bontà degli ingredienti traspare dunque nettamente, ma in alcuni momenti sconfina forse in qualche eccesso di prezzo che potrebbe essere rivisto.

Insieme Restaurant, interno. © Andrea Fongo

Tram Tram, fermata con cucina
“Un po’ bar, un po’ vineria, un po’ osteria, molto casa”
. Così ama definirsi questo luogo del desinare, molto milanese nell’allure ma con un’anima romana prorompente nei sapori. Il menu è infatti un omaggio alle radici di Francesco d’Argenzio, il padrone di casa, con piatti e ingredienti come il cacio e pepe, i carciofi, le puntarelle, la cicoria, i saltimbocca, l’agnello e varie specialità Laziali. Il locale ha due anime. La prima è definita dal grande bancone di recupero, rivestito in ottone dove fermarsi per un caffè o un brindisi con un bicchiere di vino o un cocktail. Ai tavoli, invece, ci si può sedere per leggere, lavorare al computer, per mangiare a pranzo, per l’aperitivo o per cena.  Il menu si completa con ricette casalinghe, “cavalli di battaglia” di cuochi per passione come mamme, papà, nonni, amici, riproposte e preparate dal giovane chef Pietro Perrotti e Maureen Mann l’altra socia e padrona di casa. Un esempio? Le scaloppine di vitello servite con purè di patate e verdure al vapore. Più casa di così!

Credits: Liana Solis @studiopanpepato

Ichi Station
Un format innovativo per sushi lovers: Haruo Ichikawa (per tanti anni è stato lo chef di Iyo di Milano, per cui ha ricevuto una Stella Michelin) inaugura Ichi Station, un luogo dalla doppia anima perché sono due le modalità di fruizione. Una “station” di 50mq che si presenta come una piccola pasticceria di sushi, dove il cibo è esposto in vetrina e il cliente può scegliere di comporre la propria travel box come se fosse una scatola di cioccolatini. E una seconda vita online. Tutto il menu presente nella stazione è infatti disponibile per la consegna a domicilio, sul sito, tramite appo anche attraverso le principali piattaforme di food delivery milanesi. Nel menù cattura l’attenzione la Sushi Donut, una vera e propria ciambella di riso ricoperto di salmone, tonno, tobiko, avocado, cetriolo e sesamo. Tra le Ispirazioni Italiane troviamo l’Uramaki Calabria, con tonno piccante, cipolla rossa di Tropea e olive; l’Uramaki Roma Cacio e Pepe con gambero in tempura, avocado, pepe, sale e pecorino; oppure il Chirashi Piemonte: tartare di manzo, uovo di quaglia, tartufo bianco e salsa yakiniku.

Ichi Station Milano, vetrina

Tàscaro
Il primo bàcaro nel cuore di Milano rivisita un simbolo del territorio veneziano con l’obiettivo di far rivivere la sua atmosfera e i suoi sapori. Il menu si divide tra cichéti (piccole porzioni, così piccole che rende meglio l’idea definirle bocconi) e tàscari, evoluzioni mignon del classico tramezzino veneziano, più precisamente mezze lune realizzate in collaborazione con la veneta Aurora Zancanaro del panificio milanese LePolveri, che ha creato un impasto a base di farine vicentine biologiche selezionate, di tipo 1 e semintegrali. Seppur mignon, i tàscari sono disponibili in molteplici varianti: farciti con sughi, moscardini in umido, fagioli in salsa alla veneta e baccalà alla vicentina. Per chi vuole fermarsi a cena, o farsi un aperitivo lungo, consigliamo il baccalà mantecato, il fegato alla veneziana, la zuppa di trippa, le seppie in nero con polenta bianca e le sarde in saor. Immancabile in carta un vero status symbol dell’aperitivo veneziano come l’ombreta, che in dialetto significa appunto bicchiere di vino proposto nel tipico formato da osteria.

 

 

In apertura una foto di GūD Milano Darsena.

Indirizzi 

Altriménti
Via Monte Bianco 2/A, Milano

Emporio Armani Caffè e Ristorante
Via Croce Rossa 2, Milano

Muu Muuzzarella
Via Raffaello Sanzio 24, Milano

Boul & Co.
Via Gaspare Rosales 1, Milano

GūD Darsena
Piazza XXIV Maggio, Mercato Comunale, Milano

Insieme Restaurant 
Via Giovanni Rasori 12, Milano

Tram Tram, fermata con cucina 
Via Lazzaretto 16, Milano

Ichi Station
Via Col di Lana 3, Milano

Tàscaro 
Via Sirtori 6, Milano

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