Riviera di Milano. La Martesana delle ville

Primavera 2013, villa De Ponti, foto Giorgio Toscani

Voglia di primavera? Il Naviglio Piccolo con le sue ville nobiliari e le magnifiche fioriture è una meta ideale e a portata di mano per una passeggiata luminosa “en plein air”.

di Alessandra Cioccarelli | 18 marzo 2019

Arriva la bella stagione e il desiderio di godersi giornate luminose all’aria aperta. Per accogliere il risveglio della primavera non serve andare tanto lontano. Il Naviglio della Martesana, anche detto Naviglio Piccolo, è una destinazione a portata di mano per una passeggiata rilassante e un’occasione per scoprire una zona milanese ad alto tasso artistico. Lungo la sponda destra della Martesana, nel tratto tra il Ponte vecchio (via Adriano) e la frazione Tre case (via Idro), è possibile ancora ammirare magnifiche dimore di villeggiatura. Ma facciamo un salto nel tempo, più precisamente a cavallo tra il Settecento e Ottocento. È in questi anni che Crescenzago diventa famosa come meta eletta di villeggiatura. La zona, chiamata la “Riviera di Crescenzago” o persino la “Riviera di Milano” viene scelta, infatti, come meta vacanziera da diversi notabili milanesi che qui vi costruiscono ville bucoliche immerse nel verde e a ridosso del canale. Ad allietare il soggiorno dei villeggianti non manca la cucina saporita di accoglienti osterie e rigeneranti passeggiate lungo i viali alberati. Un breve tour, che comincia con Villa Lecchi e approda a Villa Pino, ci guida alla scoperta della Riviera di Crescenzago e delle più belle ville nobiliari.

2012 Villa Lecchi, ora denominata villa Pallavicini, sede della omonima associazione Culturale

2012 Villa Lecchi, ora denominata villa Pallavicini, sede della omonima associazione Culturale

Villa Lecchi
Risalente al XVIII secolo, Villa Lecchi, conosciuta anche come Villa Pallavicini, è l’unica villa edificata direttamente sul canale della Martesana, proprio a ridosso del ponte, con entrata in via Meucci 1. Il nome della Villa deriva da una famiglia di nobili milanesi che qui abitarono per lungo tempo e ospitarono anche una notte del 1816 persino l’imperatore Francesco e la consorte di passaggio per Milano. Nel XIX secolo Villa Lecchi diventò anche sede della fabbrica di Enrico Mangili, noto industriale tessile e filantropo, passato alla storia come l’inventore dei coriandoli. Ancora oggi sul muro che si affaccia sulla Martesana si possono intravedere le tracce della ruota che grazie alla corrente delle acque muoveva i macchinari della filanda. Oggi la Villa ospita la sede dell’associazione Pallavicini.

Villa De Ponti, autunno 2015, foto Giorgio Toscani

Villa De Ponti, autunno 2015, foto Giorgio Toscani

Villa De Ponti
Preziosa testimonianza di architettura barocca con pianta a ferro di cavallo e ingressi simmetrici, Villa De Ponti è una delle più antiche ville della riviera di Crescenzago lungo il Naviglio della Martesana. In origine la villa era di proprietà della chiesa e veniva usata come luogo di villeggiatura dalla curia ambrosiana. Nei secoli l’edificio passò nelle mani di diverse famiglie fino a quando nell’Ottocento divenne proprietà della famiglia De Ponti che sul lato ovest della villa fece costruire una filanda. Nel 1857 la famiglia De Ponti ottenne il consenso dall’allora regno Lombardo-Veneto di dotare la filanda di una ruota che potesse sfruttare la forza idraulica delle acque della Martesana.

Villa Albrighi, 2014, foto Giorgio Toscani

Villa Albrighi, 2014, foto Giorgio Toscani

Villa Albrighi
Risalendo la Martesana e superando l’ex municipio di Piazza Costantino e la vecchia Cascina Monti, si incontra al civico 15 di via Amalfi. Costruita alla fine del Settecento in stile neogotico deve il suo nome alla famiglia Albrighi che ne vennero in possesso ai primi del Novecento, prima di passare nella proprietà della famiglia Sioli.  All’esterno si fanno notare ricercate decorazioni con disegni in rilievo in cotto, all’interno la villa custodisce invece affreschi e soffitti a cassettoni.

Villa Petrovic, cartolina viaggiata nel 1920, si vede il sentiero utilizzato dai cavalli per trascinare i barconi controcorrente, ora trasformato in ciclopedonabile, archivio F.Ornaghi

Villa Petrovic, cartolina viaggiata nel 1920, si vede il sentiero utilizzato dai cavalli per trascinare i barconi controcorrente, ora trasformato in ciclopedonabile, archivio Ornaghi

Villa Petrovic
Al numero civico 27 di via Amalfi fa capolino Villa Petrovic, una delle tre ville protagoniste del quadro del 1790 di Domenico Aspari custodito presso il Museo di Milano a Palazzo Morando. Residenza di origine settecentesca, questa villa neoclassica di pianta quadrata si fa notare per le ampie dimensioni, le greche in cotto e la svettante torretta in stile neogotico.

Villa Pino durante la nevicata del dicembre 2009, foto Giorgio Toscani

Villa Pino durante la nevicata del dicembre 2009, foto Giorgio Toscani

Villa Pino
L’ultima villa della Riviera risponde al nome di Villa Pino, anche chiamata Villa Brasca. La villa, prezioso edificio del XVIII secolo in stile neoclassico, fu fatta edificare da Domenico Pino, generale napoleonico, ed era in origine circondata da un grande parco. Le ristrutturazioni avvenute nei secoli hanno modificato profondamente l’architettura interna, ma nella facciata esterna è ancora visibile il corpo semicilindrico centrale da cui si dipartono due sinuose rampe di scale simmetriche.

Il tour lungo la Martesana non si può concludere senza un momento di relax nella natura. Vi attendono cascate di glicini e poetiche fioriture che tutte le primavera ornano il Naviglio Piccolo e fanno la gioia di fotografi e pittori.

 

In apertura Primavera 2013, villa De Ponti, foto Giorgio Toscani

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