Alla scoperta di via Scaldasole

Passeggiate alternative? In via Scaldasole non mancano sorprese. Dove oggi sorgono gallerie d’arte e librerie antiquarie, un tempo c’erano trafficati bordelli e la malavita capitanata dalla Compagnia de Fil de fer.

di Alessandra Cioccarelli | 21 giugno 2018

Nel cuore di Corso di Porta Ticinese c’è un’antica via, piuttosto defilata e misteriosa, dal nome di Scaldasole. Oggi la via appare come un mosaico di vecchi stabili e nuovi edifici costruiti tra gli anni Ottanta e Novanta sulle rovine post-belliche,  ma non sono in molti a sapere che la fama di questo luogo, nei primi del Novecento, è legata anche a episodi della cronaca nera milanese. Via Scaldasole, insieme al vicinissimo vicolo Calusca e a via Arena, ha avuto anche un passato malfamato per via delle frequentazioni più o meno losche che qui si avvicendavano. Da queste parti si poteva comprare davvero di tutto a buon prezzo, luogo d’incontro privilegiato era il grande mercato di piazza XXIV Maggio dove arrivano le merci che avevano risalito i Navigli fino al porto della Darsena. Conosciuta come Porta Cicca o Porta Cinese la zona prendeva il nome dalla Cina, l’altro nome della mala di Milano. Quanto all’etimologia di Cicca le origini sono più confuse: per alcuni deriverebbe dal milanese “ciccà”, masticare, un’allusione al vizio di masticare il tabacco, all’epoca molto in voga, specialmente tra i delinquenti; secondi altri Cicca deriverebbe invece dallo spagnolo chica (piccola) perché durante la dominazione spagnola del 1500 Porta Ticinese era la più piccola porta della città o secondi altri chica (che significa anche ragazza) si riferirebbe invece a una delle attività più diffuse della zona: la prostituzione.

Lezione di yoga al giardino Scaldasole

Lezione di yoga al giardino Scaldasole

Non a caso in vicolo Calusca, uno dei più malfamati della vecchia Milano, a due passi da via Scaldasole, si trovava la casa di appuntamenti conosciuta da tutti con il soprannome di Cà Losca, semplificato poi in Calusca. E dietro le case di via Arena, per chi giungeva da via Scaldadasole, sorgeva in via Olocati il dormitorio di “Mamma Rosa”, un’anziana signora smilza considerata la mamma di tutti i locch, ovvero i balordi – il termine deriva dallo spagnolo loco -, chiamati anche ligera perché “leggeri di morale”. Un’altra realtà della zona  era la Compagnia de Fil de fer –  così chiamata forse per gli strangolamenti col filo di ferro o per la scassinatura delle serrature – , frequentatori tutt’altro che occasionali della “mala” di via Scaldasole e via Arena e dei traffici dei bordelli della zona, non è rimasta traccia. Oggi lo scenario della via è radicalmente mutato ed è curioso osservare come laddove si radunavo sinistri raduni e si incontravano protagonisti della malavita milanese, abbiano preso vita negozi e attività decisamente virtuose. È il caso del Giardino condiviso (via Scaldasole 10-12), una piccola area verde di 1000 metri quadri, che dopo anni di abbandono e degrado, è diventato un giardino condiviso gestito dall’associazione CIVICI. Una realtà che dal 2015 che si occupa della manutenzione dello spazio e dell’organizzazione di attività culturali e sociali per gli abitanti del quartiere. Tra le iniziative messe in campo un orto sociale a cassoni curato dagli stessi cittadini.

alfea rare books

Alfea Rare Books

Tra i locali protagonisti più apprezzati della via c’è poi ALFEA, una libreria antiquaria che al numero 3 di Via Scaldasole si sdoppia in due per dedicarsi all’antiquariato e al modernariato librario. E dopo aver frugato tra opere antiche o rare d’arte, libri di viaggi e letteratura e tra le preziose incisioni da collezionismo non perdetevi un salto da Six: tra le ultime aperture della via che vi lascerà sorpresi per l’originalità. In un edificio della vecchia Milano, nonché ex monastero, posizionato al civico 7, si nasconde dietro un ampio portone un universo poliedrico ed esotico: stiamo parlando della galleria Six Gallery, la boutique di green design di Irene Cuzzaniti e il raffinato Sixième Bistrot. Non vi resta che dare un’occhiata di persona!

SIX. Foto di Alberto Strada

SIX. Foto di Alberto Strada

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