Indirizzi a regola d’arte

Lùbar. GAM

Dalla Triennale all’avanguardistica Fondazione Prada, passando per la nuova “Vòce” di Aimo e Nadia, un percorso artistico tra caffè e ristoranti dove vivere un’esperienza culinaria immersi nella cultura.

di Eliana Grassini

Capitale del design, dell’arte e sempre più anche del food, Milano brulica di indirizzi dove il bello incontra i sapori della cucina all’interno di musei, gallerie e fondazioni per un risultato ad alto tasso esperienziale, reso unico dall’irresistibile connubio creatività e buon cibo. Una triplete da segnare in agenda ha sede negli spazi di Fondazione Prada, che ha portato una brezza di modernità e avanguardia artistica in una zona periferica e dimenticata della città. Qui ci si può perdere nell’atmosfera fuori dal tempo del Bar Luce, omaggio ai caffè della vecchia Milano, disegnato dal regista Wes Anderson che ha realizzato un capolavoro dalle nuance pastello, perfetto per una colazione con le brioche delle Pasticceria Marchesi o per gustarsi un aperitivo tra uno spritz e una partita a flipper. Nel nuovo edificio Torre hanno da poco aperto anche un ristorante e un cocktail bar ad alta quota, che regalano uno sguardo inedito sulla città: l’esperienza parte dalla salita, si accede agli spazi con un ascensore panoramico in pietra rosa “effetto wow”. Il cocktail bar, con il suo scenografico bancone e la bottiglieria sospesa, richiama le atmosfere dei rooftop newyorkesi e offre una vista in cinemascope che dalla desolazione post urbana dello Scalo conduce lo sguardo fino ai nuovi skyline. Il ristorante Torre è uno spazio fatto di poltroncine in velluto blu, legno e immense vetrate dove gustare i sapori essenziali della cucina regionale italiana, immersi in una collezione d’arte permanente tra i quadri di William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley.

Vòce di Aimo e Nadia. Foto di Paolo Terzi

Vòce di Aimo e Nadia. Foto di Paolo Terzi

Rimanendo sintonizzati sulle frequenze dell’arte moderna non si può perdere un’esperienza culinaria all’Osteria con Vista della Triennale di Milano con una terrazza che offre uno dei panorami più fiabeschi della ristorazione milanese, sospeso tra il verdeggiante giardino del museo (con tanto di fontana De Chirico) fino al Castello e alla Torre Velasca. Si inizia con una drink list di livello che offre un’accurata selezione di twist on classic per l’aperitivo per poi proseguire a cena con le proposte dello chef Cerveni, che porta in tavola una cucina tradizionale italiana con il suo tocco d’autore. Per un break immersi in un’esclusiva serra urbana il place to be è LùBar negli spazi del GAM, Galleria d’Arte Moderna di Villa Reale. Questo bar opera dei fratelli Bonaccorsi è aperto da colazione fino a cena e prende forma in quello che un tempo fu il porticato della villa e che oggi è una moderna orangerie fatta di grandi vetrate e materiali originali del 700, dove fare colazione circondati da palme e cactus o gustare specialità streetfood dal DNA siciliano, servite in ceramiche di Caltagirone. Tra le nuove aperture da non perdere c’è il Caffè Fernanda, la caffetteria (bellissima!) che mancava alla Pinacoteca di Brera. Un progetto firmato rgastudio che crea continuità e coerenza visiva con il nuovo layout della galleria tra opere d’arte, pareti color ottanio e ispirazioni anni Cinquanta per rendere omaggio alla visionaria direttrice Fernanda Wittgens. Pavimenti in marmo color rosa antico, cornici rosso Lepanto, un grande bancone bar in legno sotto la tela seicentesca del Damini: questo caffé è l’indirizzo giusto per rilassarsi dalla colazione fino all’aperitivo sorseggiando un drink con scorcio privilegiato su Il Bacio di Hayez. Un’altra nuova apertura ha sede nelle Gallerie d’Italia in piazza della Scala e porta la firma della coppia simbolo dell’alta cucina Aimo e Nadia, che dopo aver reso leggenda il loro Luogo (una stella Michelin) e aver aperto il loro primo format bistro negli spazi Rossana Orlandi, fanno ora il tris con Vòce. Caffetteria, libreria e ristorante gourmet, Vòce vuole essere un concept moderno capace di far incontrare cultura gastronomica e artistica attraverso una proposta culinaria studiata dagli chef Pisani e Negrin (chef de Il Luogo di Aimo e Nadia) che si ispirano ciclicamente ai temi delle mostre ospitate negli spazi delle gallerie. Tra i luoghi dedicati agli amanti dell’arte non può mancare Giacomo Arengario nel Museo del Novecento, un piccolo gioiello di Art Decò con suggestivo affaccio sulle guglie del Duomo. In cucina la mano del giovane chef José Otoya regala un sapore originale alle ricette della gastronomia italiana con ingredienti peruviani e innovative tecniche di cottura. Per concludere la tappa finale è l’esperienza bistellata da Enrico Bartolini all’interno del Mudec, un capolavoro di alta cucina dove gustare le creazioni fuori dagli schemi dello chef più stellato d’Italia tra boiserie su misura, colori tenui e quadri d’autore.

 

INDIRIZZI

Bar Luce
largo Isarco 2

Torre ristorante & cocktail bar
via Lorenzini 14

Osteria con Vista
viale Emilio Alemagna 6

LùBar
via Palestro 16

Caffè Fernanda
via Brera 28

Vòce
piazza della Scala 6

Giacomo Arengario
via Guglielmo Marconi 1

Enrico Bartolini
via Tortona 56

 

Articolo pubblicato su Club Milano 49 marzo – aprile 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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