Isole Borromee. Crociera di primavera

Isole Borromee. Isola Bella

Pavoni bianchi, cascate di bougainvilles, giardini terrazzati, grotte d’arte sotterranee…visitare le Isole Borromee è come entrare in una meravigliosa fiaba dove sembra svanire il confine tra realtà e fantasia. La notizia più bella? Si raggiungono in giornata da Milano

di Alessandra Cioccarelli | 18 maggio 2019

Facilmente raggiungibile da Milano, l’arcipelago delle Isole Borromee, nel medio Lago Maggiore, è una destinazione magica per una gita nella natura. Isola Madre, Isola Bella, Isola dei Pescatori sono le tre sorelle di un magnifico arcipelago che include anche il piccolo Isolino di San Giovanni e lo Scoglio di Malghera. Per visitare questi tre gioielli del Lago Maggiore basta raggiungere in auto o in treno la località di Stresa dove da Piazzale Lido partono quotidianamente imbarcazioni con destinazione Isole Borromee. Pronti a salpare?

Isole Borromee

Isole Borromee

Grotte d’arte, pavoni bianchi e fioriture multicolore sull’Isola Bella
A una manciata di minuti di barca dal Lido di Stresa si incontra Isola Bella, la più famosa delle Borromee. Fu Giulio Cesare II Borromeo nel 1620 a iniziare i lavori per la costruzione del palazzo e dei superbi giardini. Alla morte di Giulio nel 1638 i lavori furono portati avanti dal fratello Carlo III che dedicò l’isola alla sposa Isabella D’Adda. Il palazzo fu però inaugurato con grandi feste nel 1671 dal figlio Vitalino VI: il progettista dei lavori fu Antonio Crivelli ma i maggiori architetti lombardi dell’epoca – da Francesco Maria Richini a Carlo Fontana – furono coinvolti. Il palazzo occupa la parte settentrionale dell’Isola ed è una pregevole testimonianza del barocco lombardo che predilige all’esterno forme sobrie ancora tardo rinascimentali. Una scalinata con gradini in granito rosa di Baveno e lo stemma araldico dei Borromeo – tre anelli intrecciati simboleggianti l’unione tra Visconti, Sforza e Borromeo –  ci conducono al Piano Nobile del Palazzo dove potremo visitare gli ambienti più importanti del palazzo: la sala del ricevimento, il Salone Grande, la sala della musica, la sala dedicata a Napoleone Bonaparte che qui fu ospite ben due volte, la sala di Luca Giordano con opere a tema mitologico dell’artista seicentesco, la sala da ballo in stile neoclassico. La visita continua esplorando la parte sotterranea del palazzo: ad attendervi sei ambienti a forma di grotta realizzati nel Settecento – irrinunciabile la scultura della Venere addormentata del Monti – realizzati con l’inserzione di una decorazione a pietre di natura lavica o sassolini locali provenienti dai torrenti e dal lago. Prima di lasciare l’Isola Bella non perdetevi una passeggiata nei giardini terrazzati all’italiana del Seicento, un vero capolavoro di arte paesaggistica. Passeggiando da queste parti incontrerete una costruzione a proscenio adibita agli spettacoli, i rari pavoni bianchi originari della Persia, rose, azalee ed essenze arboree da tutto il mondo.

Isole Borromee, Isola Madre pavone. Foto di Ursula Di Chito

Isola Madre pavone. Foto di Ursula Di Chito

 

Ceramiche a mano e lavarello sulla pittoresca Isola dei Pescatori
A breve distanza in motoscafo dall’Isola Bella, sorge la pittoresca Isola dei Pescatori, ovvero l’unica isola abitata dell’arcipelago. A vivere qui sono una cinquantina di persone tenacemente affezionate al suolo isolano e alle sue tradizioni. L’Isola dei Pescatori accoglie i visitatori con un’atmosfera pittoresca e antica. Qui si viene per passeggiare all’interno delle strette e poetiche viuzze, per assaporare la cucina del Lago Maggiore nei ristorantini con terrazza panoramica – tra le specialità locali ci sono filetti di pesce persico e lavarello – e scoprire botteghe che ancora realizzano ceramiche interamente dipinte a mano. La Chiesetta di San Vittore dedicata all’omonimo martire romano è l’unico monumento dell’isola, ma merita assolutamente una visita. Costruita attorno all’anno mille interamente in pietra in stile romanico-lombardo (si conserva ancora un abside esterno restaurato dell’epoca), fu interamente ricostruita nel Seicento-Settecento. Al suo interno, visitate le tre pregevoli cappelle laterali ornate da marmi e stucchi policromi dedicati alla Vergine e da reliquari in argento massiccio.

Isole Borromee. Isola Madre. Piazzale della Cappella, fontana. Foto di Ursula Di Chito

Isola Madre. Piazzale della Cappella, fontana. Foto di Ursula Di Chito

Giardino botanico e Palazzo Borromeo i protagonisti di Isola Madre
La nostra navigazione sul lago continua in direzione di Pallanza e approda alla terza e ultima isola: l’Isola Madre, anch’essa come l’Isola Bella ancora di proprietà della famiglia Borromeo, ma aperta al pubblico per le visite. Si tratta della più grande delle tre isole per superficie ed è il primo possedimento della famiglia su questa parte del Lago Maggiore a partire dal Cinquecento. Ci avviamo subito verso l’ingresso dello splendido giardino botanico che abbraccia il Palazzo Borromeo. Il giardino è in parte terrazzato secondo lo stile all’italiana e in parte più naturale con diverse alberature secondo lo stile inglese. Ma il fascino di questo luogo è soprattutto dovuto alla straordinaria varietà di essenze provenienti da tutto il mondo: l’Isola Madre gode di una sorta di microclima, data la sua posizione in mezzo al lago e riparata, con una temperatura anche invernale di alcuni gradi superiore alla costa. Percorrendo il Viale d’Africa, un trionfo di essenze tropicali, arriviamo al Piano delle Camelie con oltre 150 varietà diverse di questo fiore, raggiungiamo quindi il giardino mediterraneo per giungere nel regno ombreggiato delle felci dell’Oceania. Lungo la strada che conduce al piazzale antistante la dimora Borromeo, ammiriamo l’antica darsena, la vista sulla collezione di rododendri ed azalee, i fagiani colorati originari della Cina, i giganteschi tassi della Florinda, i pavoni colorati e i rari esemplari bianchi. Eccoci all’interno del famoso palazzo per visitare i lussuosi ambienti dell’edificio fatto costruire a partire dal Cinquecento. Sala da ricevimento, sala del Ciclo delle stagioni, camera dei teatrini, Galleria degli Antenati, salottino di famiglia sono alcuni degli ambienti più suggestivi della visita. Concludiamo il nostro tour ammirando la facciata del palazzo ricoperta nel periodo estivo da cascate di bougainvilles e con una breve incursione tra le conifere del giardino all’inglese. Da non perdere il maestoso ginko biloba… che dite, niente male per una gita fuoriporta?

Isole Borromee

Isole Borromee

 

 

 

 

 

 

Commenti

commenti

Be first to comment