Milano in bloom

Fioraio Bianchi

I fioristi della città stanno cambiando e le loro botteghe si trasformano in luoghi dove trascorrere del tempo e anche conoscere se stessi… perché i fiori hanno un’anima e tanto da insegnare.

di Carolina Saporiti

“Chi non ha pane, ma compera fiori è un poeta”, dice un proverbio turco. A Milano vivono tanti poeti a giudicare dal numero di fioristi presenti in città: vetrine colorate, banchetti in strada, piccoli negozi di pochi metri quadrati, ma anche bistrot con cucina abbelliti da fiori in vendita. Insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma è utile una precisazione: anche nel mondo dei fiori la qualità si paga: «Per ogni tipo di fiore, ci sono quattro o cinque qualità» dice Franco Afflitto, proprietario di Monzani, uno dei fioristi più antichi di Milano. La si vede dal prezzo e dalla loro durata, pensare però che i fiori comprati nei banchi in strada siano meno cari e di minor pregio rispetto a quelli venduti in negozio è sbagliato. I genitori della signora Valchiria erano persone precise, grandi appassionati di Richard Wagner e per la figlia sognavano un futuro fatto di musica. Lei invece ha preferito i fiori. Il suo “banchetto” si trova in piazza Medaglie D’Oro, e “preciso” non è l’aggettivo che viene in mente guardandolo. È un tripudio di fiori, molti esotici, alcuni selvatici, qualcuno mai visto prima. E quello per i fiori è un vero amore per Valchiria, lo si avverte da come li guarda, da come li tocca per sceglierli, da come ne parla. Così mentre racconta curiosità sulle varietà che sta usando, prova a capire qualcosa di noi avventori, perché i fiori hanno un’anima e lei cerca di connetterla con la nostra. Tra i fioristi più longevi di Milano, dicevamo, c’è Monzani. Oggi la proprietà è nelle mani di Franco Afflitto che si è specializzato nella vendita di cactus, orchidee e bonsai, ma quando ha aperto più di 100 anni fa (nel 1907) il negozio, che allora aveva sede in corso San Gottardo 1, era affiancato anche da alcune serre e da un’impresa di pompe funebri. «Dal 1956 − racconta Afflitto − il negozio si trova negli spazi di XXIV maggio. Non ho voluto cambiare il nome per rispetto nei confronti della famiglia». Una vera istituzione milanese tanto che, si dice, sia il secondo negozio di fiori più antico della città. Altro quartiere, altra istituzione.

Fioristi, Rosalba Piccinni

Dopo il primo negozio a Bergamo nel 1997, Rosalba Piccinni ha aperto un punto vendita anche a Milano in via Broggi nel 2009

Il Fioraio Bianchi è conosciuto da tutti i milanesi come uno dei luoghi più iconici di Brera e della città. Rilevato 15 anni fa dalla famiglia Mirigliano per farne un bistrot/ristorante aperto dalla mattina alla sera, mantenendo la vendita di fiori, un tempo questa era la bottega di Raimondo Bianchi, un visionario dei fiori, che veniva chiamato da Parigi e New York. «Quando tutti creavano bouquet ricchi e colorati, lui realizzava composizioni essenziali che oggi sono diventate la normalità, ma che allora erano assolutamente innovative» racconta Francesca Mirigliano. La proprietà ha lasciato inalterato il luogo e ha mantenuto lo stesso gusto nella scelta dei fiori che oggi è nelle mani di Vanni Atzeni, l’erede scelto dal signor Bianchi. A rivoluzionare il concetto di fiorista a Milano è stata anche Rosalba Piccinni, conosciuta come la cantafiorista. Bergamasca, ha aperto nel 1997 il suo primo negozio a Bergamo e poi quello di Milano. Nel 2009 ha dato vita al brand Potafiori che chiamare negozio di fiori è riduttivo. Rosalba nel suo spazio di via Salasco fa tante cose, connettendo tutto ciò che ha un’anima: musica − è una cantante jazz spesso ospitata dal Blue Note di Milano; cibo − Potafiori è un luogo aperto dalla colazione a cena; fiori − che vende, ma che insegna anche a comporre. «Personalmente associo i fiori alle persone, pregi e difetti, caratteri e caratteristiche. Ci sono, ad esempio, fiori generosi, che amano stare insieme agli altri, oppure ci sono fiori indipendenti, dalla forte personalità, che da soli danno il meglio di sé» dice Rosalba. Tra chi è a Milano da “sempre”, da tanto o da un po’, c’è chi in città è arrivato da pochissimo, ma con grande stile. È Green Wise, un design studio che vende allestimenti per eventi, giardini, terrazze e landscape, e che ha inaugurato la presenza in Italia con la mostra Stem durante l’ultima design week. Green Wise è un movimento che arriva dal Giappone, dove è stato fondato nel 1905, che incentiva lo slow green, la coltivazione di fiori selvatici, cresciuti senza fertilizzanti chimici, motivo per cui hanno spesso gli steli attorcigliati e girati in direzioni diverse. Ed è proprio qui che risiede la loro bellezza e anche quella delle persone che se ne prendono cura, impegnandosi a rendere il mondo un posto più buono. Almeno quanto i fiori stessi.

Fioristi, Green Wise

Green Wise ha inaugurato la sua presenza a Milano, la prima fuori dal Giappone, durante la Milano Design Week, con la mostra Stem

 

INDIRIZZI

Fioraio Bianchi
via Montebello 7

Fiorista Monzani
via Trincea Delle Frasche 2

Green Wise
via Palermo 5

Rosalba Piccinni
via Giuseppe Broggi 17

Valchiria
Piazza Medaglie D’Oro 3

 

Arucolo pubblicato su Club Milano 50 maggio – giugno 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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