La regina del Caucaso

Georgia, Tblisi

Accoccolata tra i confini di Russia, Turchia, Armenia e Azerbaigian, la Georgia dà voce a un cocktail esplosivo di vibrazioni mediterranee miste a quel sapore un po’ aspro tipico dei Paesi dell’ex blocco sovietico.

di Cristina Buonerba

Con una cultura enogastronomica da leccarsi i baffi, antichi edifici patrimonio dell’Unesco, il fascino senza tempo della decadenza che si alterna ad architetture futuristiche e a tanta movida dal carattere metropolitano, Tbilisi, la capitale della Georgia, si sta pian piano conquistando il titolo di una delle città più interessanti d’Europa. Ebbene sì: guai a chiacchierare con un cittadino georgiano parlando di Asia Centrale. La regina del Caucaso si trova in Europa e i suoi abitanti sono piuttosto intransigenti su questo argomento. Con una storia antichissima alle spalle, crocevia di culture che si sono intrecciate lasciando tracce indelebili e un passato ancorato all’ex Blocco Sovietico, la Georgia è un Paese capace di affascinare fin dal primo istante. In alto i calici, quindi, dato che secondo la leggenda pare sia stata proprio la Georgia a inventare il nettare degli dei. E non a caso anche da questo punto di vista i georgiani sono in grado di conquistarsi la fiducia di ogni avventore, turista o visitatore a suon di calici di vino rosso. Restando in tema, davvero d’altri tempi è anche l’ospitalità del popolo georgiano, pronto a condividere con fierezza ed entusiasmo ogni sfumatura della propria terra. Passeggiando per la capitale non si può sfuggire alla sensazione di ritrovarsi in una città sospesa tra passato e futuro.

Georgia. Il ponte della pace

Tbilisi. Il ponte della pace

Il centro storico ad esempio è una vera e propria perla di architettura con le stradine acciottolate che si alternano ad antichi edifici patrimonio dell’Unesco, facilmente visitabili. Ci si può, infatti, addentrare in tutta tranquillità all’interno degli androni di vecchi palazzi popolati da intere famiglie georgiane: ad accoglierci si troveranno semplicemente i volti sorridenti di chi li abita.
Una curiosità: lo sapevate che le case tradizionali di Tbilisi sono chiamate “cortili all’italiana”? La loro pianta ricorda, infatti, quella delle case di ringhiera milanesi ma in chiave caucasica, con strutture di legno intarsiato e dipinto da tinte color pastello, con i panni appesi al sole e il profumo della carne speziata che bolle in pentola e si diffonde nell’aria. Tra le tante cose da fare nella capitale georgiana c’è di sicuro una capatina al Dry Bridge Bazaar, il mercato delle pulci dove ogni giorno, dalle 9 alle 18, è possibile gironzolare tra le bancarelle dove si trova davvero di tutto: dai cimeli risalenti al vecchio blocco sovietico come medaglie, passaporti, maschere anti gas, portachiavi fatti con proiettili di kalashnikov, a vinili, oggetti di artigianato locale e molto altro. Vero e proprio fiore all’occhiello della città sono i bagni sulfurei: non a caso Tbilisi in lingua georgiana traduce proprio il termine “sorgente calda”. Qui infatti sgorgano acque termali ricche di zolfo dalle proprietà antinfiammatorie, come sanno bene i tanti visitatori che arrivano per immergervisi da tutta Europa. I più conosciuti e affascinanti sono in assoluto i bagni Orbeliani, dove è d’obbligo prenotare con un certo anticipo, essendo particolarmente ambiti da chi è in visita. Il centro storico è reso ancora più speciale dalla caratteristica Torre dell’Orologio, una torre tutta storta che sembra essere uscita direttamente da Alice nel Paese delle Meraviglie e che si trova a pochi passi dal primo teatro di marionette della città.

Georgia,-funicolare-di-Tbilisi

Funicolare di Tbilisi

Ma Tbilisi non è solo antichi edifici e contaminazioni dei tempi passati. Così ad esempio uno dei cuori pulsanti della scena underground della città è Fabrika, una fabbrica di cucito risalente ai tempi dell’Unione Sovietica che oggi è il luogo perfetto per fare il pieno di street art o perdersi tra i tanti negozietti di designer locali, per sorseggiare un buon caffè o, perché no, per immergersi nella movida notturna a suon di birra, musica dal vivo e chiacchiere con avventori del posto. Un posto che non si spegne mai e che è pieno di vita a qualsiasi ora del giorno e della notte. Tra i simboli della Tbilisi moderna c’è senza dubbio anche il Ponte della Pace, una struttura dalle linee morbide e sinuose illuminata da luci al LED che si erge sulle acque del fiume Mtkhvari e che porta la firma dell’architetto italiano Michele De Lucchi. Insomma così vicina eppure così lontana, Tbilisi conquista sia per il suo sapore decadente, sia per il suo carattere moderno e pieno di vita: soprattutto è una città capace di sorprenderci a ogni passo con il suo fascino caucasico.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 50 maggio – giugno 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

Commenti

commenti

Be first to comment