Le Madonnine di Milano

Madonnina Torre Allianz

Non tutti sanno che la Madonnina che protegge i milanesi dalle guglie del Duomo non è la sola in città. Rendendo onore alla tradizione che vuole la statua della Vergine svettare sopra ogni cosa, con il moltiplicarsi dei grattacieli si sono moltiplicate anche le copie della celebre “piscinina”.

di Elisa Zanetti

«O mia bela Madunina che te brillet de lontan | tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan | sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man…». Come dare torto a Giovanni D’Anzi (1906 – 1974), compositore e musicista milanese che nel 1934 scrisse quello che in qualche modo può essere definito l’inno del capoluogo lombardo, un’ode alla città e alla sua Madonnina, che dalla guglia maggiore del Duomo veglia amorevolmente sui suoi abitanti. E se è vero che nell’operosa Milano non si sta mai con le mani in mano, la città nel corso degli anni non ha mai smesso di dimostrarlo, con una crescita urbanistica, anche in altezza, che ne ha rivoluzionato lo skyline, regalandole primati importanti e portando al moltiplicarsi delle Madonnine sui suoi tetti. Sì perché, a Milano, la Vergine deve stare più in alto di tutto e tutti. Tornando indietro nel tempo si scopre che a lungo ci fu il divieto di realizzare palazzi che superassero i 108,50 metri del Duomo: Mussolini, che nel 1929 aveva firmato con la Chiesa cattolica i Patti Lateranensi chiudendo la cosiddetta questione romana, ne fece addirittura una legge: nessuno doveva mettere in ombra la Madonnina. Fu così che la Torre Branca (realizzata nel 1933 su progetto dell’architetto Gio Ponti e in origine chiamata Torre Littoria) e la Torre Velasca vennero fermate rispettivamente a 108 e 106 metri. Si dovette aspettare il 1960 per avere una svolta e trovare una soluzione alla questione. In quell’anno, il futuro pontefice Montini pensò di portare una copia della statua a 127 metri, sul tetto dell’allora nuovo Palazzo Pirelli, garantendo alla Madonnina un punto privilegiato e liberando così anche in altezza la crescita della città. La strada era aperta: dopo il Pirellone, fu la volta di Palazzo Lombardia che accolse a 161 metri la copia della Madonnina esposta nell’area Expo durante i mesi della manifestazione. Per questa terza statua si batté strenuamente l’allora governatore della regione Roberto Formigoni che impedì l’installazione di una quarta copia sulla Torre Unicredit, oggi ritenuto il palazzo più alto d’Italia. La motivazione? Nonostante i 231 metri di altezza raggiunti grazie alla sua antenna, la parte abitabile dello stabile tocca quota 152 metri senza superare dunque la sede della regione. Ma si sa: non c’è il 2 senza il 3 e il 4 vien da sé: nel 2015 la Torre Allianz – “il dritto” dei tre grattacieli del progetto Citylife, realizzata dagli architetti Isozaki e Maffei – con i suoi 202 metri di altezza ottenne il record di edificio più alto per numero di piani e il diritto di ospitare sulla sua cima la quarta Madonnina della città. Quale sarà la prossima?

 

Articolo pubblicato su Club Milano 51 luglio – agosto 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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