Una passeggiata arcobaleno

Quartiere arcobaleno

Voglia di colore? Un po’ Notting Hill, un po’ Burano… tra piazza Cinque Giornate e piazza Tricolore vi attende il quartiere più allegro di Milano. Un sogno operaio diventato quasi realtà.

testo e foto di Alessandra Cioccarelli

Chi rimprovera Milano di essere una città grigia e austera, non deve essere mai passato da via Lincoln. A due passi da piazza Cinque Giornate e dal vivace Corso XXII Marzo si trova uno dei quartieri più curiosi della città, ribattezzato “quartiere giardino” o “quartiere arcobaleno”. Il motivo? Sarà subito chiaro quando imboccando via Lincoln vi ritroverete catapultati in un quartiere dai colori sgargianti e festosi. Ad attendervi niente condomini dai profili seriosi, seppur eleganti, della Milano più nota ma una scanzonata sfilata di villette variopinte decorate da minuscoli giardini. Giallo, lilla, verde, rosso, azzurro i colori di queste villette che ricordano un pittoresco borgo ligure – con le case tutte colorate per farsi notare dai pescatori di rientro – ma anche l’atmosfera fiabesca di Burano o l’allegria di Portobello Road.

Quartiere arcobaleno

Quartiere arcobaleno

Case arcobaleno per i ferrovieri

Ma dove nasce questa favola visionaria?  Negli anni 80 dell’Ottocento, vicino a corso XXII Marzo c’era un’area dismessa: qualche anno prima era stata abbattuta la stazione ferroviaria di Porta Tosa, divenuta inutile perché era stata nel frattempo costruita la Stazione Centrale (in piazza Repubblica), che aveva sostituito anche Porta Nuova. Ed è nel 1889 che la cooperativa operaia (la SEAO, Società Edificatrice di Abitazioni Operaie), concepisce l’idea di un quartiere-giardino esteso destinato agli operai, in particolare ai ferrovieri in tutta la zona di Porta Vittoria. All’epoca non esistevano le case popolari e le nascenti cooperative edilizie erano l’unica soluzione abitativa a buon mercato in alternativa agli affitti liberi. La cooperativa dei ferrovieri versò 270.120 lire dell’epoca per  l’acquisto dell’intera area, circa 100 mila metri quadri. L’obiettivo – un esperimento di “città ideale”- era la creazione di un quartiere composto di case colorate a prezzi accessibili, dotate ciascuna di un proprio orto e giardino privato e immerse in un clima tranquillo e appartato. Purtroppo l’arrivo delle due guerre mondiali e la recessione economica stravolse questo ambizioso piano e la “città ideale” rimase confinata alla sola via Lincoln.

 

Quartiere arcobaleno

Quartiere arcobaleno

Da villaggio operaio a quartiere trendy

Originariamente edificate come case operaie, le villette furono successivamente vendute dalla Seao e oggi hanno drasticamente cambiato valore immobiliare, acquisendo un prezzo di mercato decisamente alto. Esclusività (sono una manciata), centralità (a pochi passi dal Duomo), unicità (ognuna è diversa dall’altra), metrature importanti, giardini privati, strada silenziosa sono alcuni dei plus di queste coloratissime abitazioni. Forse non sarete i prossimi fortunati proprietari, ma niente vi impedisce di gustarvi una bella passeggiata in questa deliziosa via e godervi lo spettacolo di un arcobaleno immerso tra roseti, palme svettanti, alberi da frutto, aiuole profumate. In un attimo vi sentirete in vacanza e potrete divertivi a sbirciare tra le cancellate fiorite e fantasticare su una vita dalle tonalità pastello.

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