Soluzione o problema

I monopattini elettrici sono un mezzo in teoria eccellente per muoversi in città nei brevi tragitti. L’arrivo massiccio di questi veicoli sulle strade, però, ha creato problemi che legislatori e amministrazioni pubbliche stanno cercando di risolvere.

di Enrico S. Benincasa

È il “campione” della micromobilità elettrica, il mezzo di nuova generazione che più di altri ha preso piede grazie alla sua semplicità di utilizzo. E, in più, ha caratteristiche che si prestano ottimamente per un progetto di sharing mobility in città. Stiamo parlando ovviamente del monopattino elettrico, entrato velocemente nella nostra quotidianità negli ultimi due anni e diffusosi capillarmente prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. Tanti i modelli sul mercato, da quelli da poche centinaia di euro a soluzioni top di gamma che superano i 1.000 euro. E si sono interessate a questo segmento aziende come BMW, Volkswagen, Hyundai e Mercedes, pronte a giocare il loro ruolo in questa “partita”. Date le premesse il monopattino elettrico sembra essere una soluzione pratica ed ecologica alla necessità di spostarsi per brevi tragitti. Le esperienze e le notizie di questi ultimi mesi, però, stanno facendo ricredere in molti sulla reale natura di questo mezzo. Molto del clamore è legato alla diffusione dei sistemi di sharing mobility con i monopattini elettrici. Tutto è iniziato nel settembre del 2017, quando Bird, allora poco più che una startup, ha messo a disposizione la sua prima flotta sui marciapiedi di Los Angeles. La diffusione in altre città americane (e non solo) di questo e altri servizi simili è avvenuta rapidamente, così come l’interesse per le società noleggiatrici: molte di loro sono state quotate in borsa (o si apprestano a farlo). Dopo poco tempo, però, le amministrazioni locali hanno messo un freno – che in alcuni casi è diventato un bando – a quella che si stava prefigurando come una vera e propria invasione. Troppe le incertezze legate alla regolamentazione, agli incidenti e agli atti di vandalismo per fare finta di niente. Anche la semplice presenza sui marciapiedi, diventati i parcheggi di questi mezzi, si è rivelata poco sostenibile.

Monopattino elettrico Boosted Board

Il monopattino elettrico di Boosted Board è tra i più cari sul mercato, ma garantisce ottime performance

I media si sono interessati al fenomeno sin da subito. Buzzfeed ha dedicato una delle sue puntate della prima stagione di Follow This, docu-serie uscita l’estate scorsa su Netflix, al fenomeno in California. Purtroppo i giornali si sono occupati anche di casi di cronaca come quello del primo morto in strada su un monopattino, avvenuto lo scorso giugno a Parigi. Recentemente, poi, uno studio di un gruppo di ricercatori pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters ha analizzato la carbon footprint di un veicolo in mobilità condivisa e, sebbene il parere delle aziende noleggiatrici sia diverso, il dato che ne esce non è esattamente “verde”. Il vuoto normativo è però la vera questione da risolvere. In che categoria vanno inseriti questi mezzi di trasporto? Possono circolare su strada? E sui marciapiedi? Lo scorso 13 luglio il Ministero dei Trasporti Italiano ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto per la “Sperimentazione della circolazione su strada di dispositivi per la micromobilità elettrica”. Si è deciso di limitare la presenza di hooverboard, monowheel, Segway e monopattini elettrici nelle aree pedonali con limite di velocità posto a 6 km/h. La circolazione di Segway e monopattini elettrici è ammessa anche su percorsi pedonali, piste ciclabili e strade con limite di velocità a 30 km/h, ma con limite di velocità a 20 km/h. I mezzi poi devono essere dotati di avvisatori acustici e luminosi. La sperimentazione avrà una durata di 12 mesi. Il Comune di Milano, certamente quello in Italia con il maggior numero di questi veicoli in sharing, ha in seguito deciso di bloccare tutti i servizi di noleggio per aprire un bando conforme con queste linee guida e rivolto alle varie aziende interessate, aumentate vertiginosamente negli ultimi mesi. Nel frattempo è previsto anche l’aggiornamento della segnaletica orizzontale e verticale nelle aree di utilizzo. Rimangono ovviamente in circolazione tutti i mezzi privati, i cui proprietari sono a questo punto tenuti a seguire quanto stabilito dal MIT.
Che ci fosse bisogno di regole è indubbio, la sensazione, però, è che basterebbe un po’ di buon senso da parte di tutti gli attori in causa – dalle aziende produttrici/noleggiatrici agli utenti – per far sì che questi strumenti siano considerati per quello che sono: una pratica, accessibile e divertente soluzione all’esigenza di mobilità di ognuno di noi.

Il monopattino d Helbiz

Il monopattino di Helbiz, il primo servizio attivo in Italia di noleggio monopattini elettrici

 

In apertura: Uno dei mezzi di Lime, società americana di sharing mobility

 

Articolo pubblicato su Club Milano 52 settembre – ottobre 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

 

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