I luoghi dell’infinito

Monte Conero

Nella Riviera del Conero la costa smette di essere una monotona distesa sabbiosa per lasciare spazio a calette, boschi e pareti rocciose a picco sul mare, mentre nell’entroterra dolci colline accompagnano alla scoperta di borghi ricchi di storia.

di Elisa Zanetti

C’è chi dice che il suo nome derivi dal greco kòmaros, corbezzolo, che qui così intensamente caratterizza la macchia mediterranea, chi da kynee, elmo, poiché il suo profilo ne ricorda la forma, o ancora chi ritiene che risulti dall’unione di kyma, onda, e oros, montagna, e sia quindi il “monte sulle onde”. Quello che è certo è che il Monte Conero, con le spiagge dell’omonima Riviera e gli avvolgenti colli alle sue spalle, offre ai visitatori uno scenario naturale davvero speciale. Unica propaggine rocciosa da Trieste al Gargano, nonostante i soli 572 metri di altezza, questa montagna ha tutto il diritto di essere definita tale per la magnificenza con la quale si erge dalle acque, le ripide pareti rocciose a picco sul mare e i numerosi sentieri immersi nel verde. Si tratta inoltre di un vero tesoro dal punto di vista geologico, poichè tra le sue suggestive stratificazioni racchiude l’intera era del Miocene, che si estende da 23,03 a 5,333 milioni di anni fa.

Conero, spiaggia Le Due Sorelle

Conero, spiaggia Le Due Sorelle

Dominata dal Monte Conero, la costa in questo tratto dell’Adriatico è alta e mette alla prova i bagnanti. Così se da un lato si sfugge alla monotonia di lunghe spiagge sabbiose sempre uguali a sé stesse, dall’altro occorre munirsi di scarpe da ginnastica per raggiungere le spiagge attraverso sentieri nel bosco o ancora cimentarsi con canoe, stand up paddle o wind surf per godere di preziose calette – raggiungibili solo via mare – dove l’acqua si fa cristallina. La più nota è sicuramente la spiaggia della Due Sorelle (ma meritano una tappa anche le vicine Gabbiani e Sassi Bianchi). I due faraglioni che la caratterizzano non devono il loro nome al semplice fatto di essere uguali: navigando da nord scoprirete che il loro profilo ricorda quello di due suore che, rivolte verso il monte, sembrano indirizzargli una preghiera. La quiete offerta dal Conero ha fatto sì che questo luogo attirasse sin dai primi anni del Cristianesimo monaci ed eremiti. Vale la pena prenotare una visita alla chiesa di Santa Maria di Porto Novo. Le finestre di questo gioiello romanico non regalano solamente una vista azzurra sul mare, ma segnano il passare delle ore. Le aperture sono infatti collocate a diverse altezze, in modo da catturare la luce nei vari momenti della giornata. Un tempo monastero benedettino e oggi hotel dalla posizione privilegiata sulla cima della montagna, l’Hotel Monte Conero di Sirolo offre una superba vista a 360 gradi. La struttura conserva l’originaria Badia di San Pietro con i suoi capitelli dai motivi vegetali e fantastici. Dopo la visita, concedetevi un aperitivo o una cena sulle sue belle terrazze e poi spostatevi giusto accanto, a La Cima. Questo bar circondato dagli alberi propone serate di musica dal vivo da godersi comodamente stesi su un’amaca. Per un po’ di shopping l’ideale è invece il centro medievale di Sirolo, con i suoi pittoreschi vicoli e la piazza protesa come una terrazza sul mare. Sempre a Sirolo, meritano un tuffo in mare la spiaggia di San Michele, raggiungibile anche tramite navetta, e quella di Sassi Neri, cui si arriva solo a piedi e tendenzialmente meno affollata.

La spiaggia di Numana Bassa, con vista sul paese e sul Monte Conero

La spiaggia di Numana Bassa, con vista sul paese e sul Monte Conero

Chi preferisse spostarsi comodamente con la propria auto, può scegliere invece la spiaggia di Numana bassa, con vista sull’omonimo paesino. Ritagliatevi un momento (e prendete fiato) per salire i gradini della Costarella, la colorata e fiorita scalinata che un tempo i pescatori percorrevano per raggiungere il centro dal porto. Per cena potete scegliere uno dei ristoranti nella graziosa piazzetta vicino all’arco romano o la terrazza a picco sul mare del ristorante La Torre. Un viaggio nelle Marche non può prescindere da una visita dell’entroterra, per immergersi nella quiete dei suoi borghi e nell’abbraccio dei suoi colli. A Loreto, oltre al Santuario che ospita la Santa Casa di Nazaret dove visse Gesù, c’è la bella Piazza della Madonna con i “madonnari” intenti a disegnare sulla pavimentazione soggetti d’arte sacra. Se Castelfidardo è la città della fisarmonica, celebrata a settembre con un festival, il borgo di Offagna si distingue per la maestosa rocca medievale. Vantano un’aura di mistero Osimo e Camerano, con le loro grotte che danno vita a gemelle città sotterranee usate dai templari, in tempo di guerra oppure oggi per la stagionatura del vino Rosso Conero. Ma non si può lasciare la zona senza visitare la casa di Giacomo Leopardi e salire sull’“ermo colle” del suo Infinito. Seduti lassù, sarà ancora più facile sentir risuonare dentro di sé i versi: “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.

 

In apertura i colli affacciati sul mare caratterizzano il paesaggio della Riviera del Conero. Tutte le foto sono di Archivio Fotografico della Regione Marche.

Articolo pubblicato su Club Milano 52 settembre – ottobre 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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