Una villa regale

villa litta modignani

Nel quartiere di Affori si trova il più antico parco della città tra quelli al di fuori del centro storico. Una cornice unica per Villa Litta Modignani, la dimora barocca voluta dal marchese Corbella nel 1687. Frequentata da Hayez e Manzoni, oggi ospita una biblioteca comunale.

di Alessandra Cioccarelli

C’era una volta un antico feudo, poi borgo, di nome Affori la cui fama era legata alla vicinanza con Milano e alla presenza di una strada militare romana, chiamata nel Medioevo Strada Comancina. Nel caratteristico quartiere, alla periferia nord della città, sono ancora visibili tracce medievali e rinascimentali dell’antico abitato come la Torre di guardia in via Osculati, facente parte del complesso della chiesa di Santa Giustina. Fu nel 1686 che il marchese Pier Paolo Corbella ereditò il feudo di Affori, su cui sorgevano i ruderi di una villa edificata nel 1350 dall’arcivescovo Giovanni Visconti. E proprio sui ruderi dell’edificio il marchese nel 1687 fece costruire uno dei tesori del quartiere: Villa Litta, il cuore dell’antico borgo, che nel tempo trasformò la fisionomia agreste di Affori. Con il suo avvento e le crescenti esigenze dei suoi frequentatori, gli abitanti si orientarono verso l’artigianato, poi verso la piccola azienda familiare, infine verso l’organizzazione di arti e mestieri (coltivazione di cotone, allevamento di baco da seta, tessitura, arte del ferro battuto, falegnameria). Identificata come Villa del borgo di Affori, Villa Litta Modignani – che dopo il marchese divenne proprietà dei Trivulzio, in seguito dei Litta Modignani, fino a diventare nel 1927 del
Comune di Milano – vide il suo massimo splendore nell’Ottocento, diventando una delle più rinomate destinazioni della campagna di Milano. Circondata da un lussuoso parco, diventò una dimora di villeggiatura destinata a ricevimenti per l’alta borghesia ambrosiana.
La principessa Belgioioso, patriota italiana, seppe raccogliere attorno al suo salotto intellettuali di rilievo.
Tra i frequentatori del circolo, organizzato da Gerolamo Trivulzio, spiccano i nomi di Alessandro Manzoni e Francesco Hayez. Oggi, invece, il piano nobile dell’edificio ospita la Biblioteca di Affori. Oltre ad avere ereditato questa magnifica sede in stile barocco, con il salone affrescato e i soffitti a cassettoni, la biblioteca porta avanti la tradizione di centro culturale locale: circondata dall’antico parco all’inglese – all’origine un giardino all’italiana con lunghi viali regolari – la biblioteca con la sua continua proposta di concerti, conferenze, mostre è il cuore pulsante del quartiere di Affori. Semplice ed essenziale, la facciata dell’edificio somma elementi della tradizione della villa lombarda con dettagli in stile classico come archi e colonne. Negli interni si può ammirare il gusto per le decorazioni ricercate che andavano affermandosi con il Rococò di Luigi XVI. Non resta che godersi lo spettacolo.

 

Articolo pubblicato su Club Milano 52 settembre – ottobre 2019. Clicca qui per scaricare il magazine.

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