Urbanismo tattico, rivoluzione low cost

Milano Spoleto Venini urbanismo tattico

Di recente a Milano si assiste a interventi “leggeri”, detti di urbanismo tattico, che con poche risorse e in via provvisoria cambiano piazze e vie, da Porta Genova a NoLo.

di Marco Agustoni | 14 novembre 2019

Negli ultimi tempi, girando per Milano può capitare di vedere quelle che sembrano delle “piazze improvvisate”, con panchine e tavoli da ping pong e l’asfalto dipinto a pois o con motivi colorati, in cui gli abitanti della zona possono circolare senza il timore di essere investiti e i bambini possono giocare senza doversi incuneare fra le macchine parcheggiate.

Non si tratta del delirio di un pianificatore reduce da un happy hour un po’ troppo happy, bensì di esempi di urbanismo tattico, una tipologia di intervento cittadino che sta prendendo sempre più piede dalle nostre parti. Come “filosofia” della rimodulazione degli spazi urbani esiste da circa un decennio e oggi molto deve a Bloomberg Philantrophies, l’associazione no profit che sta collaborando con le municipalità di mezzo mondo per aiutarle a riappropriarsi degli spazi a favore della cittadinanza.

urbanismo tattico Philadelphia

Il “murale su pavimento” dipinto da Brad Carney a Philadelphia (foto: Steve Weinik)

In parole un po’ più “umane”, l’urbanistica tattica mira a trasformare spazi poco vivibili attraverso interventi leggeri e soprattutto low cost. Da Expo in poi, il cambiamento in atto a Milano è sotto gli occhi di tutti. Solo che in alcune zone i soldi per trasformare la città, complici gli investitori privati, ci sono; in altri quartieri, magari meno appetibili da un punto di vista economico, ce ne sono meno. Di qui la necessità di ricorrere a soluzioni creative.

asheville urbanistica tattica

Lo spettacolare intervento di urbanistica tattica ad Asheville, in North Carolina (foto: Justin Mitchell)

Alle volte è sufficiente ridisegnare la pavimentazione con un po’ di vernice e un pizzico di fantasia, per modificare uno spazio urbano agli occhi di chi lo attraversa. Strisce arcobaleno, onde colorate e pois possono contribuire a demarcare un’area come libera dalle auto e riservata, invece, alla cittadinanza. Aggiungi un paio di panchine e magari qualche gioco, e con due spiccioli hai fatto il resto.

porta genova milano urbanismo tattico

Lavori in corso a Porta Genova, a Milano (foto: Bloomberg Philantrophies)

Certo, nessuno pretende che questo tipo di interventi light abbiano lo stesso impatto di un piano di riqualificazione pluriennale con tanto di cantieri e tutto il resto. Ma svolgono comunque una serie di funzioni. Innanzitutto, come detto, permettono di fare qualcosa (come si dice in milanese: piutost che nient, l’è mej piutost) laddove non ci sono soldi a disposizione. In secondo luogo, permettono di farlo in maniera rapida. Infine, non meno importante, permettono di aprire una prospettiva.

urbanismo tattico corvetto

Piazza Angilberto II, a Corvetto, dopo l’intervento di urbanistica tattica (foto: Comune di Milano)

Molti di questi progetti di urbanismo tattico sono già, nelle intenzioni, provvisori. Ma servono a suggerire interventi potenziali, di scala maggiore. O a fare da “ponte” fino a quando i fondi per risistemare la zona non ci saranno. O, ancora, a sensibilizzare gli abitanti e i fruitori della zona sulla necessità di un intervento. Mostrano, in sostanza, che un’altra città è possibile.

piazza dergano urbanismo tattico

Piazza Dergano dopo l’intervento di urbanistica tattica

L’urbanistica tattica ha già lasciato il segno a Milano in numerose zone, dove l’asfalto si è colorato di giallo e azzurro e sono spuntate panchine e tavoli da ping pong. In generale, questi interventi sono sempre stati bene accolti dagli abitanti della zona (per quanto commercianti e proprietari d’auto in cerca di parcheggio non siano sempre d’accordo), da Porta Genova a piazza Dergano, passando per l’incrocio tra via Spoleto, via Martiri Oscuri e via Venini a NoLo e Piazza Angilberto II a Corvetto. Al di là della traccia tutt’altro che persistente che questi interventi lasciano, è il segno che il cambiamento della città non parte solo dai grandi grattacieli e dai colossi della finanza, ma anche dal basso.

In apertura: l’intervento di urbanistica tattica fra Spoleto, Venini e Martiri Oscuri

Commenti

commenti

Be first to comment