Le ceste sospese arrivano a Milano

ceste sospese milano

Sulla scia dell’iniziativa partenopea del “panaro solidale”, anche nel capoluogo lombardo sono state appese ceste ai balconi con aiuti per chi è in difficoltà.

di Marco Agustoni | 7 aprile 2020

L’isolamento conseguente alla pandemia da coronavirus sta avendo pesanti ripercussioni su tutti quanti, ma è innegabile che per alcuni la situazione sia ben più difficile che per gli altri. Se infatti per molte persone questo periodo rappresenta una sorta di “confortevole quarantena” durante la quale, tutto sommato, non mancano i comfort solitamente a disposizione, per i più sfortunati questo stop forzato può comportare una difficoltà nel procurarsi i beni di primissima necessità, a partire dal cibo.

Per fortuna, in uno scenario così difficile non mancano le iniziative di solidarietà (qui ve ne raccontiamo un’altra), a cominciare da quelle che si occupano di consegnare un pasto o la spesa a casa di chi fatica ad arrivare a fine mese, compresi gli hub di stoccaggio e delivery di cibo del Comune di Milano. A queste, da qualche giorno si è aggiunta una nuova trovata, mutuata da un’idea “made in Napoli”.

Sulla scia dei cosiddetti “panari solidali” partenopei del Teatrino di Perzechella, un gruppo di donne dei quartieri Bovisa e Dergano ha lanciato l’iniziativa delle ceste sospese. Che, come ben spiega il loro nome (per quanto questo sia un evidente rimando all’usanza del caffè sospeso), sono letteralmente delle ceste calate dal balcone e lasciate sospese a una corda, contenenti generi alimentari e di prima necessità. Questi sono lasciati a disposizione dei passanti, ovviamente a patto che si tratti di persone in difficoltà.

ceste sospese Milano

“Chi può metta, chi non può prenda”, è l’invito rivolto, talvolta anche in maniera esplicita tramite biglietto, a chi vede queste ceste penzolare dalle facciate delle case. Perché, ovviamente, chi vuole partecipare aggiungendo qualche cibaria a una cesta altrui è non solo autorizzato, ma addirittura incoraggiato a farlo.

Il vantaggio di questa soluzione, rispetto ad altre simili, come i gruppi Facebook che mettono in contatto persone in difficoltà con altre desiderose di aiutare, è l’anonimato. Trovarsi nella condizione di dover chiedere cibo per tirare avanti può infatti essere umiliante. In questo modo, chi ha necessità può prelevare quello di cui ha bisogno, senza identificarsi in alcun modo.

L’idea ha subito preso piede, tanto che al momento sulla mappa delle ceste sospese di Dergano e Bovisa se ne possono contare ben quindici. A garantire man forte ci stanno pensando anche associazioni e locali di zona, come l’Arci La Scighera e il caffè-libreria Mamusca.

Un piccolo gesto di solidarietà, quello delle ceste-sospese, che fa bene agli altri, ma può farne anche agli aderenti all’iniziativa (che, si spera, saranno sempre più numerosi e magari ubicati anche in altre zone della città). Perché praticare l’altruismo in tempi difficili, in cui è più facile chiudersi su se stessi, può aiutare a preservare quel po’ di umanità che è indispensabile per continuare a pensare a un futuro collettivo.

Per aderire all’iniziativa, scrivere a: info@mamusca.it

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