Ristorante e bistrot a casa

Ottocentodieci chef. Foto di Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

A fianco dei ristoranti di alta cucina e ai bistrot che hanno attivato il servizio di consegna a domicilio, un locale nel pavese, Ottocentodieci, spedisce a casa entrambe le offerte insieme.

di Redazione web | 4 maggio 2020

Ottocentodieci +1: questo è il nome del servizio di consegna a domicilio di Ottocentodieci Ristorante e 810 Bistrot a Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia, che vede ai fornelli il giovane Executive chef Rigels Tepshi. Entrambe le anime si trovano all’interno dell’Hotel 4* Eridano, riaperto da martedì 21 aprile con servizio room service e orari di reception ridotti. «810 sono i chilometri – spiega la proprietà Annalisa Magriche separano le due anime della nostra idea di cucina, la Campania e la Lomellina. Oggi abbiamo deciso di fare un passo in più, di percorrere quel chilometro che idealmente ci separa dalle vostre case per portarvi i nostri piatti appositamente studiati».
La proposta di cucina ideata per l’occasione, consegnata dal giovedì al sabato, in un raggio di 25 km con consegna gratuita entro i 10 km, è integrata. Nella stessa carta il cliente può scegliere sia i piatti del bistrot che quelli del ristorante in abbinamento a una carta dei vini che spazia dal Piemonte al Trentino con un focus su Lombardia e Campania. Non potendo consegnare i piatti come venivano serviti al ristorante, così come invece avviene per altre tipologie di locali, si è pensato di far ultimare ai clienti la realizzazione degli stessi. Il menu appositamente creato è particolarmente ricco, come è ampia la proposta gastronomica che normalmente si trova all’interno dell’Hotel Eridano, e accontenterà sia i clienti che ricercano una cucina semplice, sia quelli che vogliono optare per piatti più elaborati.

Ottocentodieci chef, Foto di Alberto Blasetti

Ottocentodieci chef, Foto di Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

Per chi ricerca gusti più raffinati ecco Capasanta, crema di mais, tè matcha, barbabietola; Spaghettone di Gragnano, crema all’aglio, habanero, olio Evo, scampi crudi; Salmerino, blu di capra, bottarga di muggine, crema di asparagi dal ristorante. Per chi, invece, preferisce sapori più tradizionali, piatti come Polpette al sugo napoletano con crema di basilico; Paccheri di Gragnano, salsa di pomodori freschi, conza e Entrecote di manzo, crema di carote, mugnoli di campo dal bistrot.

La novità sta però, come accennato, nella possibilità di combinare i due desideri, nelle tre formule di menu: 2 portate a € 20; 3 portate a € 30; 4 portate a € 38. In questo modo si può soddisfare la voglia di provare qualcosa di nuovo e mai assaggiato prima, senza per questo dover rinunciare alle certezze, a quei piatti che rievocano momenti della nostra memoria passata. Come la Pastiera napoletana, uno dei tre dolci ordinabili, assieme a Riso soffiato al cioccolato bianco, namelaka al cioccolato fondente 72%, nocciola piemontese e Pera cotta in acqua e zafferano, crema di avocado, mango, crumble di cacao a € 6 l’uno. I prodotti di panificazione, interamente di produzione propria, sono presenti in ogni ordine e includono: pane alle patate, pane sfogliato alle olive nere di Gaeta, focaccia al sale Maldon e grissini stirati a mano.
«Nonostante non sia mai stato abituato ad approcciare la cucina con un taglio delivery, trovo stimolante questa nuova visione del mondo food. Penso si possano ottenere ottimi risultati anche con questo modo “alternativo” di lavorare. Se il mercato cambia, anche noi come cuochi dobbiamo essere pronti ad adattarci e dobbiamo impegnarci per soddisfare al meglio le esigenze dei nostri clienti», chiosa l’executive chef Rigels Tepshi.

 

Ottocentodieci Ristorante

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