#UnitiMaDistanti

#Unitimadistanti. Nella foto Alessandro Marchesi

#UnitiMaDistanti è la campagna social lanciata dal brand Two Women Two Men, il marchio di punta dell’azienda Compagnia del denim, per sostenere il distretto tessile marchigiano specializzato nella produzione del jeans.

di Redazione web | 4 maggio 2020

La moda per le Marche rappresenta un settore d’eccellenza, vanta la presenza di 5.715 imprese con 40 mila addetti ai lavori, un’impresa manifatturiera su tre lavora nel tessile, nell’abbigliamento e nelle calzature, per un fatturato superiore ai 5 miliardi di euro (cfr dati Federmoda CNA). Ora più che mai è quindi importante difendere il Made in Marche. Da qui l’idea di Alessandro Marchesi  , CEO di Compagnia del denim, di creare una “catena umana del jeans” #UnitiMaDistanti, coinvolgendo i suoi collaboratori, i fornitori, gli agenti, i negozianti, i clienti. Nasce così un network tra gli imprenditori del territorio e in particolare con l’azienda Lordflex. “Quest’ultima ha convertito la propria azienda, specializzata nella produzione di tessuti per materassi, in tessuti per mascherine, mentre i laboratori tessili dell’abbigliamento si sono riconvertiti nell’assemblaggio dei pezzi e, oggi, sono in grado di produrre quasi 10.000 mascherine al giorno – inoltre – allargando il network stiamo avviando anche la produzione dei camici”.

La storia dei laboratori tessili marchigiani, ma più in generale di quelli italiani, è cambiata molto negli ultimi anni. Se prima erano i piccoli artigiani locali il cuore pulsante del sistema manifatturiero italiano, successivamente lo sono diventati i laboratori cinesi, che per un rapporto di qualità/prezzo e per una diffusione massiccia nel territorio hanno preso il sopravvento su molte realtà autoctone, le quali sono state costrette a chiudere o sono sopravvissute grazie alla collaborazione con le grandi griffe. Per molte pmi è diventato, quindi, fondamentale collaborare con i laboratori cinesi per mantenere la produzione in Italia, preservandone cosi l’aspetto artigianale dei capi.

“Negli anni, non solo queste maestranze hanno acquisito conoscenza e abilità, proprie della nostra cultura tessile, ma si sono anche integrate sempre più nel territorio, molti sono nati e cresciuti proprio qui, sentendosi parte di questo Paese” spiega Alessandro Marchesi, CEO di Compagnia del denim. Per Compagnia del denim, infatti, come per tante pmi, sarebbe impossibile ripartire immediatamente, se queste realtà decidessero di chiudere e diportare le conoscenze acquisite in Cina, dove la vita sta lentamente riprendendo il via. “Il loro guadagno di oggi – continua – permetterà a noi di ripartire domani. Un domani che dovrà ridare più valore e dignità a tutto il lavoro artigianale, precisa sempre Marchesi, in modo che potranno nascere anche nuovi laboratori italiani, perché sono queste realtà, la vera leva competitiva del sistema manifatturiero italiano.

 

Foto in apertura: Alessandro Marchesi Ceo di  Compagnia del denim

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