I fantasmi del Sempione

Dietro l’immagine di città della moda e del design che l’ha resa celebre, Milano nasconde leggende nere di spiriti e oscure presenze: dalla Dama velata di parco Sempione al fantasma di Ludovico il Moro a cavallo, a quelli degli Sforza che ancora infestano le sale del Castello Sforzesco.

di Matilde Quarti – foto di Sergio Locatelli

Dietro le narrazioni che da sempre hanno contraddistinto il capoluogo lombardo: Milano che produce, Milano della moda e del design, Milano che si è fermata per il Covid e ora si appresta a ripartire, si fa spazio anche il racconto di un’altra città, più silenziosa e segreta. Una città che si respira nel lastricato delle piazze del centro, tra i chiostri delle chiese o sotto agli alberi dei parchi. È in questa Milano, antica e crepuscolare, che ancora si possono trovare storie di un passato nero, di anime inquiete che, nascoste dalla notte, resistono alla modernità.

Gli spettri e i fantasmi che abitano il Castello Sforzesco e il parco

Stiamo parlando di una città abitata dagli spettri, la cui più alta concentrazione, a quanto tramandano storie e racconti, sembra trovarsi tra il Castello Sforzesco e il parco Sempione. È qui che, come racconta la famosa leggenda riportata anche dal libro Milano segreta di Belotti e Margheriti, abiterebbe lo spirito più famoso della città: la Dama Velata. Sempre preceduta da un profumo di violetta e decisamente seducente nei suoi abiti antichi, la Dama Velata nasconderebbe sotto al velo che le copre il volto, due orbite vuote e si paleserebbe a ogni calar della sera per adescare ignari giovanotti.

Storie di streghe e nobildonne

Animata da intenzioni tutt’altro che innocue è, invece, un’altra Isabella ospite delle sale del Castello Sforzesco: si tratta di Isabella d’Aragona, moglie di Gian Galeazzo Sforza. Qui la leggenda affonda nella storia e si intreccia con congiure e beghe di palazzo. Lo zio di Gian Galeazzo, il duca Ludovico il Moro, era infatti riuscito a sottrarre al nipote il potere, ragion per cui l’anima di Isabella, ancora in pena, vagherebbe per il castello alla ricerca del veleno con cui uccidere il duca. Peraltro lo spirito dello stesso Ludovico continuerebbe ad aleggiare in quei dintorni, vicino alla Ponticella, un edificio porticato sopra il fossato, laddove consumò il lutto per la moglie Beatrice morta di parto e a sua volta condannata a far sentire i propri lamenti per l’eternità.

Ma lo scettro del fantasma più spaventoso sembra vincerlo Bianca Maria Visconti, morta decapitata per aver fatto uccidere il suo amante, il conte Ardizzino Valperga, per mano di un altro innamorato. Si racconta che da allora lo spirito di Bianca Maria percorra in lungo e in largo il castello, con la propria testa sottobraccio, costringendo i malcapitati che la incontrano, a rivivere la scena della sua decapitazione.

Articolo pubblicato su Club Milano 56 maggio – giugno 2020. Clicca qui per scaricare il magazine.

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