Intima Ortigia

Siracusa. Ortigia.-Foto-di-anna-auza-Gjva

È l’estate per scoprire i nostri tesori più belli, quella per ripartire, per ripensare e ripensarci. Da dove iniziare se non dai luoghi storici? Meglio ancora se vista mare. E allora ecco una breve guida a Siracusa e al suo cuore millenario: Ortigia.

di Carolina Saporiti

Ci sono luoghi in cui non ci si stanca mai di tornare, che diventano presto quelli del cuore, dove ci si sente subito come a casa… E tutto questo senza apparente motivo. Ma un motivo, sappiamo, c’è sempre. È questa la sensazione che si prova ogni volta che si arriva o si torna a Ortigia. Il centro storico di Siracusa è sinonimo di Mediterraneo, è sud Italia, ma allo stesso tempo è un mondo a sé. Sarà perché non circolano automobili – fatta eccezione per alcune ristrette zone – ma l’atmosfera di Ortigia è così intima che ci accoglie immediatamente. E sarà anche per i suoi sapori, intensi e veraci, come sono anche i caratteri di chi lì abita, “isolani” nell’animo. Ortigia si raggiunge solo con un ponte, vicino ai resti del tempio di Apollo. Da qui può cominciare il tour dell’isola. Rigorosamente da fare senza meta, lasciandosi affascinare da incroci, profumi, scorci e incontri.

A pochi passi dal Duomo si trova la chiesa di Santa Lucia alla Badia che custodisce un dipinto di Caravaggio. Foto di Luigi Crosti su Pixabay

Quella di Siracusa è una storia millenaria ed è testimonianza di tante epoche: greca, romana, araba, normanna e barocca. Lo si vede nel suo monumento storico più maestoso, il Duomo. La cattedrale dedicata alla Natività di Maria Santissima accoglie in facciata anche la martire e patrona siracusana, santa Lucia – le cui spoglie sono però custodite a Venezia – e san Marciano – primo vescovo della città. Ma è osservando il lato sinistro della cattedrale che si scopre qualcosa in più della storia di questa città. Sono infatti visibili le antiche colonne del peristilio che costituivano il tempo di Atena in stile dorico e risalente al 480 a.C. Queste stesse colonne furono inglobate nella chiesa bizantina. Successivamente, durante il IX secolo, sotto la dominazione araba, l’edificio fu adibito a moschea, mentre nel XII secolo tornò al culto cristiano divenendo chiesa normanna. La facciata di questo periodo venne completamente perduta nel terribile terremoto del 1693 e quella attuale, barocca, risale ai primi del Settecento. A pochi passi da lì, nella chiesa dedicata alla patrona della città, è custodito Il seppellimento di santa Lucia di Caravaggio.

Da lì andando verso il mare si trova la Fonte Aretusa che ha riaperto al pubblico solo lo scorso anno. I Greci, ispirati da questo luogo e dalle acque dolci che scorrono nel sottosuolo a pochissimi metri dal mare, narrarono la storia della bellissima ninfa Aretusa, trasformata in sorgente da Artemide, e di Alfeo, divinità fluviale che si innamorò perdutamente della giovane, tanto da ottenere da Zeus di unirsi eternamente con l’amata. Fate in modo di visitarle a fine giornata, per Cicerone era uno dei tramonti più belli al mondo. Ma come si diceva Ortigia è da vivere… e da mangiare! Farlo bene qui non è difficile e certo non si può perdere un giro e qualche assaggio al mercato.

L’orecchio di Dioniso è una grotta artificiale che si trova nella cava di pietra detta del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa. Foto di Hilmar Buschow su Pixabay

E non si può partire senza aver mangiato un panino con il pesce. Quelli più famosi sono quelli del Caseificio Borderi, ma in alta stagione potreste fare più di un’ora di coda. Accanto ci sono i Fratelli Burgio, che hanno un locale anche alla marina. Ma la bellezza di Ortigia risiede anche nei suoi palazzi che custodiscono cortili magnifici, come quello barocco del ristorante con bar Cortile Verga. Qui si viene a bere, a mangiare e soprattutto a passare il tempo con grande calma. In carta piatti di pesce crudo, ma anche panini per i più affamati. Se passerete davanti alla Trattoria Foglia la riconoscerete, anche senza insegna. Eccentrica, con piccoli tavoli in legno, centrini di pizzo, chincaglieria e bambole antiche, sembra quasi di stare nella vecchia casa di una nonna. E la cucina è proprio quella: pasta fatta in casa, pesce spada grigliato e polpette di tonno, granita di mandarino e torta alla ricotta.

Anche se come canterebbe Dalla, “Ortigia non basta mai,” anche la città di Siracusa non è da trascurare. È qui che si trovano gli scavi del Parco Archeologico della Neapolis che conserva i più importanti monumenti del quartiere. Oltre al Teatro Greco di Siracusa, dove ogni estate vengono messi in scena spettacoli classici (per la programmazione di quest’anno www.indafondazione.org), il Parco comprende l’Ara di Ierone II, l’Anfiteatro romano del III-IV secolo d.C., la più importante opera pubblica dell’epoca e il famoso Orecchio di Dionisio. Tempo di ripartire? La sentite quella sensazione? Quella di voler tornare, quella di lasciare casa… è la magia di Ortigia che è entrata nel cuore.

In apertura: sul lungomare Alfeo di Ortigia si susseguono bar e ristoranti. All’ora dell’aperitivo tappa obbligata è il Sunset. Foto di Anna Auza su Unsplash

Articolo pubblicato su Club Milano 57 luglio – agosto 2020. Clicca qui per scaricare il magazine.

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