Il LAND(e)SCAPE di Hevō

Porta la firma di Giovanni Troilo il progetto fotografico LAND(e)SCAPE che raccoglie gli scatti realizzati per la campagna della collezione inverno 2020 di Hevō. Un progetto che è diventato un libro e una mostra visitabile fino al 1° novembre.

di Redazione web | 22 settembre 2020

“Una visione inedita dei territori che circondano la sede del marchio Hevo, un luogo dove realtà e sogno si confondono. […] Un viaggio a occhi chiusi, ma mente espansa. A occhi aperti, ma senza nessun confine”. Comincia così la descrizione di LAND(e)SCAPE – il progetto fotografico firmato da Giovanni Troilo per Hevō che raccoglie gli scatti realizzati per la campagna della collezione inverno 2020.

Il progetto è in mostra a Monopoli nell’ambito di PhEST, il festival internazionale di fotografia e arte giunto quest’anno alla quinta edizione e che, con un’esposizione totalmente outdoor e gratuita, è visitabile fino al 1° novembre.

Negli anni Hevō, che da sempre sostiene attività legate a cultura, immagine, musica, design che si svolgono in Puglia o con un forte legame con questa terra (come VIVA! Il festival di musica elettronica nella valle d’Itria e di Porto Rubino), ha sempre creduto, supportandolo a vario titolo, a PhEst che stagione dopo stagione sta raccogliendo sempre più consensi e visitatori. 

In particolare il progetto LAND(e)SCAPE è un viaggio diviso in quattro capitoli futuristici che attraverso la collezione inverno Hevō, invita a scoprire la terra pugliese: The salt desert, The orange sea, The Crystal stones, The Sky’s on Fire. Vediamoli nel dettaglio.

Chapter one: The salt desert

Il deserto pugliese è fatto di sale e si affaccia sull’Adriatico. È per estensione il più̀ grande d’Europa e il secondo nel mondo. Il sale sedimentario si trova in località̀ degli ex mari a Margherita di Savoia (FG); 4500 ettari di vasche evaporanti e salanti che si estendono per 20 km lungo la costa pugliese. È puro e incolore, ma qualche volta può̀ assumere sfumature di giallo, rosso, grigio o marrone. 

Chapter two: The orange sea

Il mistero delle acque che cambiano colore, specchi d’acqua i cui colori variano dal bianco al rosa intenso all’arancio e si fondono con le tonalità̀ di azzurro del cielo e del mare. Nella Salina di Margherita di Savoia l’acqua cristallina del mare pugliese tramuta lentamente il suo colore. L’acqua si colora di un arancione dapprima pallido, poi via via sempre più̀ intenso fino a diventare quasi rosso sangue. Sul fondo dei bacini vive una particolare micro-alga chiamata Dunaliella Salina, capace di vivere in ambienti con alta concentrazione di sale. La sua colorazione può̀ variare di intensità̀ dal rosa al rosso mattone donando all’acqua la tipica colorazione rossastra. Una colorazione unica visibile per quasi tutto l’anno, ma soprattutto durante i mesi più̀ caldi.

Chapter three: The Crystal stones

Il futuro sembra molto, molto lontano, ma è già̀ qui. Questo paesaggio sembra provenire da un pianeta e da un tempo che non ci appartengono. Fatto di rocce luminose e irregolari che emergono di poco sopra il filo dell’acqua e si perdono fino all’orizzonte dove il cielo sembra ricongiungersi alla terra attraverso un meraviglioso gioco di riflessioni e rifrazioni. Cristalli di sale e acqua, la forma delle cose che verranno. 

Chapter four: The Sky’s on Fire

La Puglia non è solo acqua e terra ma anche e soprattutto aria. I colori del cielo, azzurro durante il giorno, si riempiono di sfumature rosa, indaco e viola. Qualche volta il sole già̀ oltre l’orizzonte infiamma il cielo. L’incendio rosso fuoco rende ancora più̀ surreale la piana e i monti dell’immenso ghiacciaio di sale di Margherita di Savoia.

hevo.it

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