Un tuffo contro il logorio

Il grande assente del capoluogo lombardo è, e resterà sempre, il mare. Per fortuna, anche in tempi post lockdown, la città mette a disposizione piscine di ogni sorta, da quelle più schiette e accessibili a quelle più cool ed esclusive.

di Marco Agustoni

In qualsiasi disputa fra un milanese e un genovese, a un certo punto, inevitabilmente, di fronte ai primati cittadini sbandierati dal lombardo, il ligure ribatterà: «Sì, ma comunque voi non avete il mare». Una specie di arma segreta dialettica, di fronte alla quale il meneghino, spiazzato, non avrà modo di ribattere. Perché sì, abbiamo i Navigli, ma quelli ormai non sono balneabili da tempi remoti. E d’accordo, c’è l’Idroscalo, ma chiamarlo, anche solo scherzosamente, il “mare di Milano” ci attirerebbe la derisione dei nostri amici di Genova e dintorni. E quindi ci tocca incassare.

La piscina sul rooftop di Ceresio 7 offre una visuale panoramica della città

Per fortuna, a consolarci di questa inferiorità ontologica in fatto di acqua salata, ci pensano le tante, talvolta meravigliose piscine di cui la città è più che fornita. Certo, con la pandemia da coronavirus ancora in corso, qualcuno potrebbe farsi degli scrupoli a recarsi in ambienti dove il distanziamento non è sempre facile. In proposito c’è da dire che le strutture balneari hanno avuto il via libera alla riapertura, ma solo a patto di seguire una serie di rigide linee guida. Detto questo, se sia il caso o meno di concedersi un tuffo in piscina è una scelta che, con tutte le dovute precauzioni, sta alla sensibilità di ogni singola persona. Archiviata questa doverosa premessa, dicevamo: piscine.

Piscine per tutti i gusti, peraltro: impianti di lunga tradizione come la piscina Romano di via Ampère, costruita nel 1929 e riqualificata mantenendo la sua architettura originale (nella quale fra l’altro dal lunedì al venerdì è ora possibile nuotare fino alle 21). E altri più recenti, o addirittura ancora in corso di realizzazione, come la nuovissima piscina che sorgerà in zona Moscova, in via Fatebenesorelle, e quella di via Gassman, nel quartiere Adriano. Si può scegliere un impianto più inclusivo come i tanti parte del circuito Milanosport, tra cui ad esempio Solari e Bacone – anche se con un paio di accortezze: a causa della pandemia è necessario acquistare il biglietto in anticipo e rispettare determinate fasce orarie, senza contare che alcune vasche, come ad esempio quelle di solito bazzicatissime del Lido, quest’anno rimarranno chiuse.

Oppure si può optare per piscine più cool come quella situata sul rooftop di via Ceresio 7, con vista panoramica sullo skyline di Porta Nuova e cocktail studiati da esperti mixologist a portata di mano. Proprio perché la scelta non manca e l’intera città è tutto sommato “coperta”, il consiglio è di non rassegnarsi, per inerzia, alla piscina più vicina e di affrontare qualche spostamento per trovare quella che meglio rispecchia l’identità di ciascuno.

Se quello che cerchiamo è una semplice nuotata senza tanti fronzoli, l’ideale è andare sul classico scegliendo i già citati impianti di Milanosport: tra quelli attualmente aperti figurano anche Cozzi, Murat e Saini. Per chi invece fosse in cerca di un ambiente suggestivo in cui fare vita sociale (pur rispettando le dovute distanze imposte dal Covid) e, più che nuotare, chiacchierare a bordo vasca o sdraiati in amaca, l’opzione suggerita è quella dei Bagni Misteriosi di via Botta.

Chi aspirasse non solo a un bagno, ma a un’esperienza completa di benessere, potrebbe invece valutare l’acquisto di un ingresso a QC – Termemilano di piazzale Medaglie d’Oro, dove al termine del percorso SPA – ma senza sauna e bagno turco, al momento chiusi – è possibile rilassarsi in una piscina all’aperto con vista sulle mura spagnole. La scelta è molteplice, sempre tenendo conto del discrimine fra piscine al chiuso accessibili tendenzialmente tutto l’anno e quelle all’aperto attive per lo più durante il periodo estivo (su questo secondo fronte è possibile citare l’amatissima Argelati di via Segantini, con le sue vasche su più livelli).

Certo, nessuna piscina potrà mai sostituire la sensazione di tuffarsi nell’acqua salata. Eppure mantenere, anche quando si è in città, un legame costante con l’acqua, per quanto confinata in un alveo artificiale, può rappresentare un efficace rimedio contro il logorio della vita urbana. Perciò preparate la borsa con accappatoio, costume, cuffia e occhialini, trovate la piscina che fa per voi e, quando verranno a trovarvi a Milano, invitateci anche i vostri amici liguri.

Il “mare” di Milano

Come si è detto non è un mare. E peraltro pure definirlo lago sarebbe eccessivo (laghetto è forse più appropriato). Ma l’Idroscalo, il bacino artificiale inaugurato nel 1930 per fungere, come suggerisce il nome, da scalo per gli idrovolanti, oltre che per ospitare manifestazioni sportive, rimane un punto di riferimento fondamentale per i milanesi, anche grazie alle sue piscine all’aperto e alle tante attività sportive praticabili.

In apertura: la piscina esterna di QC – Termemilano, circondata dalle mura spagnole

Articolo pubblicato su Club Milano 57 luglio – agosto 2020. Clicca qui per scaricare il magazine.

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