Fascino romano

Traccia più importante dell’epoca imperiale, le colonne di San Lorenzo, insieme all’omonima basilica, sono tra i luoghi più amati della città. Risalenti al V secolo, hanno vissuto molteplici cambiamenti e visto l’impiego di materiali di recupero per la loro costruzione.

di Elisa Zanetti – foto Fred Romero da Flickr

Quando vi si cammina a fianco si respira grandezza e per un attimo, per lo meno la prima volta che lo si è fatto, pare magicamente di venire trasportati a Roma. Eppure si è in pieno centro a Milano. Traccia più importante del passato imperiale della città, le colonne di San Lorenzo sono un’antica costruzione di epoca tardo romana e provengono a loro volta da un tempio pagano, probabilmente dedicato a Cibele, che sorgeva nell’area dell’attuale piazza di Santa Maria Beltrade e dal quale vennero prelevate.

Con una datazione che ne colloca la realizzazione tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, le colonne, così come l’omonima basilica che sorge alle loro spalle, si trovavano all’esterno delle mura cittadine, non lontano dall’anfiteatro (dal quale provengono alcuni materiali utilizzati per la chiesa), dal palazzo imperiale e dal circo, lungo la via Ticinensis, che congiungeva Pavia a Milano ed era la strada di accesso più importante alla città. 

Per chi arrivava a Milano la Basilica, secondo quanto affermato dall’archeologo Mario Mirabella Roberti, si presentava come: «il più imponente edificio a simmetria centrale dell’Occidente cristiano», ricoprendo dal punto di vista architettonico un’importanza accostabile a quella di San Vitale a Ravenna o alla cattedrale di Aquisgrana. Amatissime e molto vissute dai milanesi, le colonne sono alte 7,60 metri e realizzate in marmo di Musso-Olgiasca. In tutto sono 16, anche se, proprio sopra all’arco centrale che le unisce, campeggia a sua volta una piccola colonna sormontata da una croce. I capitelli corinzi che le caratterizzano sono oggetto di recupero e provengono da due edifici: non hanno infatti la stessa altezza e ai più bassi è stato aggiunto uno spessore in laterizio per parificarli.

Tra le colonne e la basilica un tempo vi erano delle case, poi abbattute per lasciare spazio al sagrato. Non solo: in questo spazio è passato anche il tram, poi spostato al di là del colonnato per lasciare libera la piazza e accogliere la statua di Costantino imperatore, che nel 313 aveva legalizzato il culto cristiano (fate attenzione: si tratta di una copia, per l’originale occorre farsi trasportare davvero a Roma, a San Giovanni in Laterano).

Un’altra copia si trova all’interno della basilica dove si ammira una versione dell’Ultima Cena attribuita ad Antonio della Corna, allievo di Leonardo. Quelli relativi alla piazza non furono gli unici rimaneggiamenti: la facciata fu modificata nel 1894, con la costruzione di un pronao a tre arcate, mentre la cupola a pianta ottagonale, ancora oggi la più grande di Milano, richiese per la realizzazione una modifica della planimetria e fu voluta nel 1573 da Carlo Borromeo.

Articolo pubblicato su Club Milano 58 settembre – ottobre 2020. Clicca qui per scaricare il magazine.

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