Abitare uno spazio umano

Lunghi mesi reclusi in casa o con forti limitazioni alla nostra libertà di movimento e interazione ci hanno portato a riscoprire il nostro spazio abitativo. La casa, con le sue possibilità e limiti, è tornata a essere il fulcro delle nostre vite. Marzia Mazzi, esperta di architettura del benessere e Feng Shui – l’antica disciplina di origine cinese che si occupa di spazi abitativi e integrazione uomo/ambiente – , ha raccontato a Club Milano come la casa possa sostenere i bisogni più profondi dell’essere umano a livello emotivo e fisico, anche in un momento così complesso.

di Alessandra Cioccarelli | 19 novembre 2020

Il lockdown ci ha portato a vivere quasi 24 ore tra le mura domestiche e a convivere con forti limitazioni e a volte anche con ataviche paure. Come può venirci in aiuto il Feng Shui in questo momento storico?

Con il lockdown e la vita trascorsa in casa per quasi 24 ore le note dolenti del sistema abitativo emergono, a volte in modo importante. Il Feng Shui ci aiuta a comprendere come l’ambiente in cui viviamo vada a supportarci nella nostra vita quotidiana, andando a sostenere il senso di sicurezza che guida i nostri livelli di comfort e benessere nello spazio. Quando il nostro corpo percepisce sicurezza abbassa l’attenzione attiva di controllo sullo spazio, può rilassarsi e portare l’attenzione dal fuori verso il suo interno. In questo periodo a molti è andato in tilt il sistema di sonno-veglia, soprattutto a chi vive abitazioni che non hanno interazione diretta con il sole, poiché restando tutto il giorno in casa viene a perdersi la capacità del corpo di riconoscere l’alternanza giorno e notte e facilmente si può soffrire d’insonnia. Questo problema si può risolvere facendo periodiche uscite all’esterno, cosa che anche nelle zone rosse si può fare e aiuta molto.

Una cucina realizzata secondo i dettami del Feng Shui

La casa è diventata per molti un luogo da riscoprire, ma anche un luogo dove conciliare imprevisti e necessità: quotidianità familiare, lavoro e anche didattica a distanza. Come è possibile ripensare gli spazi per trasformare la casa in modo armonico e funzionale?

Se si vive autonomamente è più semplice, se si condivide lo spazio l’equilibrio è più complesso. La necessità di fare in tanti più cose simultaneamente implica che ci siano spazi adeguati per tutti. Non sempre però abbiamo tanti spazi a disposizione da dedicare alle diverse attività; è importante cercare di creare una stanza dentro la stanza e organizzare lo spazio creando delle aree riservate a ciascun componente, il più possibile distanti le un dalle altre. Per la didattica a distanza ho necessità ad esempio di ascolto e interazione e la mia vista periferica non deve essere sollecitata da distrazione esterne. È importante che ogni membro percepisca di avere un proprio spazio personale all’interno di un ambiente dove poter svolgere le proprie necessità senza interferenze.

Crede che gli eventi di questi mesi abbiamo cambiato in modo radicale la percezione dell’abitare? Se sì quale sarà l’eredità di questi cambiamenti?

Questi mesi ci hanno permesso di ricordare quanto sia importante il sistema abitativo. Abbiamo avuto la possibilità di contattare quel senso di appartenenza alla casa che supporta il nostro benessere. Quando sentiamo di non stare bene in uno spazio,  probabilmente siamo in un ambiente che non è funzionale e non ci rappresenta. Il lockdown ha portato poi a rivalutare anche l’importanza dell’ambiente esterno. Chi ha un giardino, una terrazza ha vissuto con qualità diversa da chi chiuso in appartamento, senza sfoghi esterni, ha sperimentato sentimenti di frustrazione e oppressione. Il Feng Shui si occupa di analizzare come il sistema abitativo si relaziona con il contesto ambientale esterno, creando una profonda integrazione tra dentro e fuori. Un punto essenziale è comprendere dove si rivolge l’abitazione, qual è la vista davanti a noi. Chi ha fatto il lockdown con una bella vista aperta, mobile, su un contesto gradevole o con una buona esposizione e illuminazione sicuramente ha avuto maggiori benefici. Anche i colori possono aiutarci a trasmettere senso di “apertura” e leggerezza agli spazi interni di casa. Chi vive in contesti pieni di oggetti e con colori molto scuri, in questo periodo oltre a fare decluttering, può alleggerire le tinte di pareti e arredi e aggiungere piantane e punti di luce.

Altri dettagli di una progettazione Feng Shui

La natura è un forte equilibratore del nostro sistema psico-fisico e in una città come Milano quanto mai è forte la necessità di una sua integrazione. Come possiamo fare entrare la natura nelle nostre abitazioni e uffici per un vivere più salutare?

Le piante vive, collegate nel Feng Shui all’energia Legno, sono un ottimo alleato per abbassare i livelli di stress e per portare un po’ di natura dentro casa. Aiutano inoltre  a equilibrare le cariche elettrostatiche dell’aria dovute a computer, wifi, e inquinamento elettromagnetico… Certo parliamo di piante di dimensioni e proporzioni adatte all’ambiente, non di una piantina da scrivania. Grandi benefici si possono ottenere anche introducendo immagini, quadri e carta da parati con soggetti naturali dove il verde sia il colore dominante. Un’altra possibilità è utilizzare per i nostri arredi le diverse sfumature del verde tranne il verde acido che fa contrarre lo stomaco e non porta apertura e anche impiegare arredi dai materiali naturali o con forme mosse che richiamano la natura come fa il Biophilic design.

Architettura, naturopatia, Feng Shui sono ingredienti essenziali della sua formazione e professione. Quando è nata la sua chiamata verso un’architettura del benessere? 

Volevo fare l’architetto da quando avevo 10 anni e quando ho preso la laurea in architettura ero felicissima. Finiti gli studi uno dei primi interrogativi è stato: come faccio a scegliere cosa è meglio per i miei clienti? All’università si era parlato tanto di estetica e gusto… ma gusto di chi? E come comprendere in che modo lo spazio avrebbe interagito e influenzato i suoi occupanti? Mentre questi interrogativi rimanevano aperti, è accaduto poi che a Roma mi sono ritrovata a lavorare per uno studio che si occupava di progettare ospedali e cliniche private, il tema del benessere è emerso con evidenza. In quegli anni mi sono iscritta all’Istituto RIZA di Medicina Psicosomatica, non tanto per cambiare lavoro e fare la naturopata, ma per capire in profondità i temi del benessere. La naturopatia mi ha permesso di cambiare prospettiva sulla vita, sul significato della malattia, di comprendere meglio l’interazione tra persona e tutto ciò che la influenza a 360°C. E mentre finivo il percorso di naturopatia, ho scoperto il Feng Shui di cui mi sono poi innamorata! Nel Feng Shui ho trovato una sintesi tra architettura e naturopatia. Oggi sono in grado di progettare spazi abitativi e lavorativi con una metodologia che unisce le necessità profonde del cliente (emotive, funzionali, estetiche) allo spazio, costruendo intorno a lui il contesto ambientale che meglio lo rappresenta, che racconta la sua identità, che lo sostiene nel suo benessere quotidiano. Ho creato un metodo di progettazione – il Metodo SpazioUmano – in cui Feng Shui, architettura e naturopatia si integrano armonicamente.

Mansarda Feng Shui
Il legno è protagonista di un arredo Feng Shui

Come esperta di architettura del benessere e di Feng Shui si occupa di consulenze per aziende e privati. Chi sono i suoi clienti e come avviene una consulenza di Feng Shui? Com’è cambiato il suo lavoro in questi mesi?

I miei clienti sono di tutti i tipi, ci sono manager, freelance, dipendenti, persone di diversa età e background. Alcuni sono interessati a stili di vita naturali, altri stanno facendo percorsi di crescita personale e vogliono unire aspetti emotivi e abitativi. Il mio metodo mette al centro la persona e prevede una grande interazione con i clienti. Di solito faccio loro delle mini lezioni di Feng Shui, attraverso un metodo di lavoro partecipato, perché voglio che il cliente comprenda le ragioni che muovono le scelte progettuali. Si comincia con un’intervista al cliente in cui emergono le priorità o anche bisogni nascosti, si fa un sopralluogo cui segue l’analisi ambientale dell’abitazione. Dopo un accurato studio viene presentato al cliente il progetto attraverso elaborati grafici planimetrici e tridimensionali e se ne discute insieme. Durante il lockdown – dopo aver fatto il sopralluogo – ho svolto da remoto la progettazione ex-novo per un’abitazione e per una cantina vinicola ad Alba – lavori che sto seguendo insieme alla mia collega e amica di una vita, l’arch. Germana De Michelis – ma quando è possibile preferisco incontrare il cliente di persona.

Nella sua carriera ha scelto di occuparsi anche di insegnamento e nel 2014 ha aperto la Scuola di Specializzazione in Feng Shui e Architettura del Benessere. Chi sono i suoi studenti e come si diventa un professionista del Feng Shui?

I miei studenti sono principalmente architetti, professionisti dell’abitare. Il percorso dura due anni ed è frequentato per lo più da lavoratori. Partecipano anche designer, home stager, professional organizer. La scuola è professionalizzante, fornisco una solida preparazione teorica, unita a una pratica costante, dove si entra nel vivo del lavoro sul campo attraverso numerose consulenze Feng Shui guidate presso le proprietà di clienti reali. Venerdì 20 novembre inizierà il nuovo ciclo con la parte teorica in streaming e quella pratica in presenza. www.spazioumano.com

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