È tempo di scoprire l’Oltrepò

Oltrepò pavese, Pinot nero

L’Oltrepò pavese, patria della vitivinicoltura italiana, spalanca le porte della ripartenza e si riscopre volano di un’economia territoriale che conquista gli amanti del wine&food.

di Marco Torcasio | 7 gennaio 2021

Nuove azioni sinergiche puntano a ridare slancio al comparto enoagrolamimentare pavese. Gli appassionati e i turisti che ogni anno frequentano le valli dell’Oltrepò pavese potranno scoprire il ricco patrimonio di vini e prodotti tipici. Ma anche le botteghe storiche, i luoghi dove sostare per una merenda o una cena e i locali che lavorano a km zero.

Ritratto dell’Oltrepò pavese

L’Oltrepò è quell’area geografica della Provincia di Pavia di circa 1000 kmq che prende il suo nome dalla propria posizione, appunto “oltre il fiume Po”. Una terra collinare, con ripidi versanti che salgono fino ai 1.700 m sopra il livello del mare nella zona del primo Appennino con il Monte Lesima e il Monte Chiappo.

L’Oltrepò pavese è la terza area italiana più estesa per superficie coltivata quasi completamente a vite. Oggi conta oltre 4000 cantine per lo più a conduzione famigliare e alcune grandi Cantine sociali e cooperative. Molte aree sono vocate alla coltivazione dei vitigni tradizionali a bacca nera, quali Barbera, Croatina e Uva Rara, ma il territorio si dimostra ottimale anche per la coltivazione del Pinot Nero e della maggior parte dei vitigni a bacca bianca. Accanto alla natura del terreno, a favorire l’habitat ottimale per questi vitigni, concorrono anche l’altitudine e un microclima caratterizzato da una forte escursione termica.

Nella zona più montana poi, si trovano ancora piccoli produttori di formaggi, miele e salumi, come il celebre salame di Varzi: un patrimonio enogastronomico di inestimabile valore.

Salame di Varzi
Stagionatura in cantina del Salame di Varzi, La Bottega del Pastaio

Un nuovo progetto di valorizzazione

La Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e la Camera di Commercio di Pavia collaborano per sviluppare azioni legate alla valorizzazione delle eccellenze enoagroalimentari del territorio pavese. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese e il Consorzio Club Buttafuoco Storico.

Il progetto mira al rafforzamento e alla promozione dell’immagine dell’Oltrepò vitivinicolo attraverso una pianificazione strategica di sviluppo locale per la promozione dei prodotti agro-alimentari di qualità.

La sfida è quella di riuscire a far conoscere un’area rurale ricca di produzioni e specificità locali in grado di rendere molto attrattivo il territorio e di favorire una diffusa cultura dell’accoglienza.

Borgo di Livelli
Borgo di Livelli, ex Oratorio Madonna della Neve – Alto Oltrepò Pavese

Un’app, 15 percorsi in Oltrepò

“Vite e Vino” è la nuova app pensata per valorizzare l’Oltrepò pavese, le sue eccellenze enogastronomiche e le botteghe dei tanti piccoli artigiani locali. Disponibile nelle prossime settimane sia per dispositivi iOS che Android, offre ai visitatori la possibilità di seguire ben 15 itinerari differenti in piena autonomia. Un’app che, seppur in modo virtuale, guiderà i tanti appassionati di wine & food, di natura e di turismo slow, che annualmente raggiungono l’Oltrepò. Per una breve vacanza o una semplice gita domenicale fuori porta alla scoperta di luoghi inediti. Dalla cantina dove partecipare a una degustazione di vini tipici, al panificio che ancora lavora i grani di un tempo, fino alla bottega storica.

Fabio Rolfi, Assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, commenta così:

«L’Oltrepò pavese è il primo territorio lombardo per produzione vitivinicola. La Regione sta investendo su questo comparto al fine di creare un indotto economico e una completa valorizzazione di tutta la zona. Le novità introdotte in questi anni e una nuova consapevolezza delle proprie potenzialità stanno contribuendo in maniera decisa e concreta a costruire l’Oltrepò pavese del futuro».

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