Aspettando Cortina 2021

Sciatrice alpina, campionessa olimpica nella discesa libera a Pyeongchang 2018, vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2018 e di due medaglie mondiali, Sofia Goggia si conferma tra le protagoniste più attese dei prossimi Mondiali di sci alpino.

di Nadia Afragola – foto FISI/Pentaphoto

Come ha passato il lockdown?

Nel mio appartamento, sui colli di Bergamo. Al netto della tragedia e dei numeri atroci, è stato particolare vivere quella normalità casalinga che mai ci è concessa durante la vita sportiva.

Come pensa che ne sia uscito il Paese?

Abbastanza in ginocchio dal punto di vista economico. Confido nel fatto che noi italiani cercheremo di rialzarci nel migliore dei modi. Sarà una rinascita, se tutti daranno il proprio contributo.

I limiti, per un atleta del suo livello, esistono? Quali sono?

Tra osare e rischiare c’è una grande differenza, io sono sempre per l’osare, anche se qualche volta ho rischiato, e ho avuto, in certe situazioni, la peggio.

Cos’è la velocità per lei?

Un elemento imprescindibile della mia vita. Quello che la caratterizza e ciò che ricerco quando ho gli sci ai piedi. Nella vita privata invece, l’approccio è contrario, molto più lento e pacato.

È lei a creare la velocità. Non ha mai avuto paura di spingersi troppo oltre?

Mi è capitato di andare troppo veloce e perdermi tutto il resto. In quei casi ho dovuto frenare per capire quello che mi stava sfuggendo di mano. A volte è necessario ricalibrare il tiro, per poi ripartire ancora più forti e in sicurezza. 

Le sue vittorie e quelle delle sue compagne di squadra, in particolare il successo della sua collega Brignone, hanno riportato l’attenzione sullo sci, quasi come ai tempi di Tomba e della Compagnoni. Che effetto le fa?

Sono molto lusingata da questa attenzione. In parte è vero, ma d’altro canto è il frutto di un lavoro di squadra.

In Italia piacciono i campioni, i personaggi, ma anche il leader che trascina. Si sente pronta per raccogliere questo tipo di eredità in questo momento?

Forse è vero che sono un po’ la leader del gruppo, ma in squadra ci sono fuoriclasse come appunto la Brignone che quest’anno ha vinto la Coppa del mondo generale e ha compiuto un’impresa che nessuna italiana prima di lei aveva realizzato, entrando nella storia. Anche lei penso abbia doti da leader.

La pressione come la tiene a bada?

Imponendomela anche quando non c’è. Mi metto pressione quotidianamente, anche in estate, cercando di dare sempre il meglio in tutti gli allenamenti, in tutti i contesti, dall’alimentazione al riposo. Quando arriva l’inverno, grazie alla continuità in questo approccio, ho sviluppato un’attitudine alla pressione che mi consente un controllo maggiore del normale.

E la leggerezza?

La leggerezza è qualcosa che ho conosciuto raramente in vita mia. Per questo la ricerco sempre disperatamente. Ne ho bisogno. Me la tengo come un obiettivo per il futuro, sapendo che sarà una delle mie più grandi conquiste.

Mondiali di sci alpino, Cortina al 2021. Si torna a fare sul serio?

Dobbiamo ancora entrare nel vivo della preparazione. Sto lavorando fisicamente per essere pronta. Cerco di mettere tutto il meglio di me, in primis per riuscire a qualificarmi, dal momento che il livello in squadra è alto, e poi naturalmente perché ai mondiali si va per una ragione sola. L’obiettivo è palese.

Una parte fondamentale della preparazione di un atleta è l’alimentazione. A cosa non rinuncia?

Mi concedo qualche bicchiere di vino in compagnia, ma quello è un aspetto legato alla condivisione che fa bene all’anima. Poi non so resistere al tortino di cioccolato fondente. 

Un centesimo di secondo può fare la differenza. Per lei cosa fa la differenza oggi, anche come persona?

Si è vero, un centesimo di secondo fa la differenza su una pista di 3 chilometri. Un centesimo, seppur minuscolo nell’ordine temporale, in termini di dimensione nello spazio vale circa 27 centimetri. Per
me oggi la differenza la fa la serenità che si costruisce giorno dopo giorno vivendo bene nel quotidiano, alimentando buone relazioni e svolgendo bene il proprio dovere.

In diverse interviste ha dichiarato: «Lo sci è espressione del proprio carattere». E lei ha un bel carattere. Crede che in qualche modo l’abbia aiutata a diventare la donna che è oggi?

C’è una stretta correlazione tra il mio modo di affrontare la pista e il mio carattere. Di questo sono certissima, tanto che amo ripetere e ripetermi che viene prima la donna dell’atleta. 

Chi è quando sveste i panni della campionessa mondiale?

Un pendolo che passa da pulsioni passionali fortissime alla tranquillità, un mix perfetto tra adrenalina e pacatezza. Penso anche di incutere timore, ma forse quello è il mio personalissimo scudo difensivo con cui mi presento a chi non conosco, per poi deporlo una volta entrata in confidenza. Quando tengo a qualcuno il mio cuore non si risparmia.

Cosa vede nel suo futuro?

Nel mio cognome, Goggia, è contenuta la parola “oggi”. Penso sempre che il futuro sia oggi. Vivo nel presente e mi piace molto.

Intervista pubblicata su Club Milano 58 settembre – ottobre 2020. Clicca qui per scaricare il magazine.

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