Sognando la Val D’Orcia

Val d'Orcia, Cappella della Madonna di Vitaleta © MonicaG60_Pixabay

Un weekend alla scoperta della Val d’Orcia, tra borghi gioiello, chiese antiche, vigneti e paesaggi che sembrano usciti da un dipinto. Un itinerario on the road tra Montalcino e Pienza passando per San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni.

di Francesca Masotti | 19 febbraio 2021

Morbide colline e paesaggi lunari. Chiesette e viali contornati da cipressi. Panorami che richiamano viaggiatori da tutto il mondo. Un luogo bellissimo 365 giorni l’anno che vogliamo riscoprire all’insegna di un fine settimana di relax, in attesa di poterci nuovamente spostare fra regioni. Tra paesini dove il tempo sembra essersi fermato, vigneti e abbazie, la Val d’Orcia, patrimonio Unesco dal 2004, è infatti l’ideale per trascorrere un weekend immersi nella bellezza e nel silenzio.

Val dOrcia, appunti di viaggio

Montalcino, 42 km a sud di Siena, è la terra di uno dei vini più famosi al mondo: il Brunello di Montalcino. Immerso nei colori della campagna toscana, questo centro medievale racchiuso tra mura fortificate, è una sorpresa continua: un castello edificato dai senesi nel 1361, palazzi signorili, chiesette e panorami incredibili sulle colline della Val d’Orcia. Un giro tra Piazza del Popolo, con il Palazzo dei Priori, il Municipio della città, la Torre dell’Orologio, e le chiese di Sant’Agostino e Sant’Egidio, prima di partecipare a una degustazione dell’amatissimo Brunello (DOCG) e proseguire verso San Quirico d’Orcia.

Il borgo, di origine etrusca, è circondato da oliveti, vigneti e boschi di querce. Un labirinto di vicoletti acciottolati si snoda nel raccolto centro storico fino a Piazza della Libertà da cui ci si incammina verso botteghe, eleganti palazzi e antiche chiese, come la romanica Collegiata dei Santi Quirico e Giuditta. Una visita agli Horti Leonini, incantevole esempio di giardino all’italiana del Cinquecento, poi dritti verso Pienza, patria del pecorino toscano. 

Panorama della Val d’Orcia
Panorama della Val d’Orcia, foto © Linda A._Pixabay

La Cappella della Madonna di Vitaleta in Val dOrcia

La strada che collega le due località è un quadro di colline brulle, colori irreali, campi di grano, stradine bianche e sinuose accompagnate da filari di cipressi. Qui, sul crinale di una collina, si erge la Cappella della Madonna di Vitaleta, sosta obbligatoria per fare incetta di bellezza.

Neanche 10 km ed ecco che si arriva a Pienza, gioiello in pietra nel cuore del Parco artistico, naturale e culturale della Val d’Orcia, “città ideale” del Rinascimento Italiano, che Pascoli definì “nata da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza”. Il centro storico, dichiarato dall’UNESCO nel 1996 patrimonio mondiale dell’umanità, è un incanto di piazze in pietra, residenze rinascimentali e scorci sulle colline toscane. Piazza Pio II è il cuore pulsante della città: da un lato il Municipio, dall’altro Palazzo Borgia, Palazzo Piccolomini, con un giardino pensile da cui ammirare la Valle in tutto il suo splendore, e accanto il Duomo, la Cattedrale dell’Assunta, con la monumentale facciata in travertino.

Cappella della Madonna di Vitaleta
Cappella della Madonna di Vitaleta, © Free Photos_Pixabay

Dopo tanta cultura, è il momento di fare una sosta golosa per scoprire i prodotti tipici del territorio, come il pecorino di Pienza (a cui, ogni anno, a settembre è dedicata la Fiera del Cacio), lo zafferano, il tartufo, i salumi di cinta senese e i pici, spaghettoni fatti a mano solitamente conditi con sugo di pomodoro e aglio o con cacio e pepe. Da annaffiare con un calice di buon vino locale, Brunello di Montalcino, rosso di Montalcino od Orcia Doc.

Bagno Vignoni, tra storia e archeologia

L’ultima tappa di questo viaggio è Bagno Vignoni, famoso villaggio termale frequentato già ai tempi dei romani e, prima ancora, dagli etruschi. Qualche ora di relax in uno dei centri termali del borgo e poi una passeggiata fino alla centrale Piazza delle Sorgenti, con la vasca termale le cui acque raggiungono temperature di 49° (la balneazione è, però, vietata dal 1978). La struttura rettangolare, risalente al Cinquecento, è chiusa su tre lati da mura di un metro e mezzo. La sera, quando calano le temperature, qui si compie la magia: i vapori dell’acqua calda, che sgorga da una faglia di origini vulcaniche, avvolgono la piazza, e creano un’atmosfera d’altri tempi. Uno spettacolo da contemplare in tutta la sua bellezza

Piazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni
Piazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni, foto © Paolo Torrini_Pixabay

In apertura un’immagine della Cappella della Madonna di Vitaleta, in Val d’Orcia. Foto © MonicaG60_Pixabay

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