Achille Castiglioni

Achille Castiglioni Milano

In visita allo studio di Achille Castiglioni. A un passo dal Castello Sforzesco, tra i pezzi iconici, i souvenir di viaggio, gli appunti, i modellini e i libri collezionati dal maestro del design. Milanese doc.

di Marzia Nicolini | 22 settembre 2021

Se siete appassionati di design è una visita irrinunciabile. Ma anche se vi piace l’idea di immergervi in un’atmosfera sospesa nel tempo, intellettuale, creativa, ricca di ispirazioni e verve. La Fondazione Achille Castiglioni, in piazza Castello, nel cuore della città, è il luogo ideale per avere un assaggio della monumentale opera progettuale del designer-simbolo di Milano.

Vivace, visionario, manuale, Achille Castiglioni

Il lascito di Achille Castiglioni ha un notevole peso. La sua biografia ha inizio in un momento storico importante. Nasce nel febbraio del 1918 a Milano, dopo una guerra e prima di un’altra guerra, entrambe mondiali, entrambe devastanti. Suo padre, Giannino, è uno scultore molto attivo e molto rinomato e il suo modo “plastico” di operare avrà una forte influenza sul lavoro futuro di Achille.

La sua laurea in Architettura al Politecnico di Milano arriva nel 1944. Giovane e pieno di idee, Castiglioni viene chiamato a far parte del Comitato di ordinamento e allestimento dell’VIII Triennale. Amante della materia e appassionato di modellistica, collabora con il fratello maggiore Pier Giacomo. Dalle loro due menti nasce un’infinità di progetti, prima più legati alla sfera architettonica, poi sempre più spinti in direzione industrial design.

Il tema dell’illuminazione si fa centrale nella produzione dei fratelli Castiglioni ed ecco che arrivano pezzi destinati a diventare icone del design, a partire dalla lampada da tavolo Tubino, partorita nel 1949.

Quando Pier Giacomo scomparirà prematuramente, Achille si darà al design di mobili e oggetti, in una produzione prolifica e pluripremiata, nel segno dell’originalità e dell’avanguardia. Qualche esempio? Dalla lampada Parentesi (1971) alla macchina per il caffè Pitagora (1964), i pezzi di Castiglioni raccontano un periodo felice dell’economia italiana.

Oggi resta il suo studio: la Fondazione

A inizio 2006 gli eredi di Achille Castiglioni hanno firmato un accordo quinquennale con la Triennale di Milano affinché lo Studio Museo Achille Castiglioni potesse aprirsi al pubblico, proseguendo un’incessante opera di catalogazione, archiviazione e digitalizzazione di progetti, disegni, foto, modelli, conferenze, oggetti, libri, riviste di Achille Castiglioni. 60 anni di attività sono tanti, tantissimi, specie se sostenuti da una curiosità guizzante come quella del progettista milanese.

Fondazione Achille Castiglioni Milano
Fondazione Achille Castiglioni, stanza prototipi, foto di Annette Cheung

Dal martedì al sabato mattina, la Fondazione organizza visite guidate per singoli e gruppi, mostrando e raccontando le quattro stanze che compongono lo studio: nella prima sono conservati i prototipi e i modellini, nella seconda i tecnigrafi e tante curiosità, nella terza gli oggetti raccolti in una vita intera, utilizzati quando insegnava al Politecnico di Torino e Milano per parlare di design. Si conclude il tour con la sala riunioni, ulteriore cabinet de curiosités, ricca di storia e citazioni.

Fondazione Achille Castiglioni_Stanza tecnigrafi con visitatori, Milano
Fondazione Achille Castiglioni, stanza tecnigrafi con visitatori

La filosofia del maestro Castiglioni, intima e libera da narcisismo, è condensata in questa sua frase:

Un buon progetto non nasce dall’ambizione di lasciare un segno, il segno del designer, ma dalla volontà di instaurare uno scambio anche piccolo con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da noi progettato”.

In apertura A.C. tecnigrafo (H.Findletar). Tutte le foto: courtesy Fondazione Achille Castiglioni.

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