Milano segreta in 3 stop

Quartiere arcobaleno, Milano Segreta

Palazzine Liberty, villaggi multicolor di fine Ottocento, edifici di architettura eclettica… Milano nasconde unanima segreta. La città è un libro di storia dell’arte a cielo aperto da scoprire con piacevoli passeggiate o giri in bicicletta.

di Alessandra Cioccarelli | 21 settembre 2021

Navigli, Duomo, Scala, Montenapoleone, Castello Sforzesco… e poi cosa c’è da vedere a Milano? È una domanda che ancora troppi turisti, viaggiatori di passaggio ma anche milanesi si fanno. Eppure Milano è ben lontano dall’essere la meta monotona e prevedibile fotografata dagli stereotipi più duri a morire.

Il capoluogo meneghino è una città stratificata e composita dove passeggiare e scoprire le architetture più diverse e singolari. Dai resti romani, alle eccellenze gotiche e rinascimentali, passando per le architetture barocche e rococò, i palazzi Liberty e Decò, per arrivare ai grattacieli più avveniristici e agli esempi più audaci di architettura contemporanea, a volte poco noti o valorizzate dagli itinerari turistici.

Da dove cominciare? Una mini guida vi porta alla scoperta di tre tesori della Milano Segreta sconosciuta ai più.

Acquario Civico, un capolavoro in stile Liberty

Avete mai visitato l’Acquario di Milano? Meno noto del famosissimo Acquario di Genova, l’edificio si trova ai margini del Parco Sempione. Istituito nel 1906, rappresenta uno dei più antichi acquari al mondo ed è l’unica costruzione rimasta di quelle realizzate a Milano in occasione dell’Esposizione Internazionale di inizio Novecento. Ad attendervi vi aspettano oltre 100 specie di pesci del Mediterraneo, del Mar Rosso e delle nostre acque dolci.

La palazzina che ospita l’Acquario è stata progettata dall’architetto Sebastiano Locati ed è un’incantevole interpretazione dello stile Liberty. Antichi ornamenti, quali tondi a rilievo di pesci, crostacei, aragoste, tartarughe, riquadri e fasce policrome in maiolica con disegni di pesci e flora acquatica, decorano le facciate esterne e vi faranno immergere in un’atmosfera a dir poco fiabesca.

Da non perdere anche la fontana del Dio Nettuno impreziosita da fantasiosi temi e soggetti acquatici sempre di ispirazione Liberty.

Acquario civico Milano Segreta
foto di Max Bashyrov, via flickr

Palazzo Berri-Meregalli e l’esuberanza dell’architettura eclettica

Uno degli edifici più stravaganti della Milano Segreta si trova nel cuore del Quadrilatero del Silenzio, a due passi dai Giardini di Palestro. Si tratta di Palazzo Berri-Meregalli, un curioso e riuscito esempio di architettura eclettica.

Situato ad angolo tra via Cappuccini e via Vivaio ed edificato tra il 1911 e il 1913 dall’architetto Giulio Ulisse Arata, il palazzo sorprende per l’eclettica mescolanza di generi e materiali. In un insolito ma felice collage di pietra, marmo e mosaico si alternano mattoni a vista di stile romanico, dettagli gotici, decorazioni in ferro battuto e persino affreschi e putti dall’eco Liberty.

Purtroppo il palazzo non è visitabile internamente, ma è possibile ammirare il variopinto androne e, sul fondo, circondato dai mosaici dorati del loggiato, anche una suggestiva opera di Adolfo Wildt intitolata Vittoria Alata.

Palazzo Berri Milano Segreta, foto Cioccarelli
foto di Alesandra Cioccarelli

Le case arcobaleno dell’ex quartiere operaio

A pochi minuti da piazza Cinque Giornate e da Corso XXII Marzo, si trova uno dei quartieri più variopinti della città, non a caso ribattezzato “quartiere giardino” o “quartiere arcobaleno”. Una palette coloratissima, fatta di gialli, lilla, verdi, rossi e azzurri, catapulta il visitatore che imbocca via Lincoln in universo di palazzine dalle cromie festose e sgargianti.

Com’è nato questo mondo che profuma di Portobello Road o della nostrana Burano? Bisogna tornare agli anni ‘80 dell’Ottocento quando vicino a Corso XXII Marzo c’era un’area dismessa in seguito all’abbattimento della stazione di Porta Tosa (sostituita dalla nuova Stazione Centrale).

Nel 1889 la cooperativa operaia SEAO ebbe l’idea di realizzare un quartiere-giardino esteso, destinato agli operai, in particolare ai ferrovieri in tutta la zona di Porta Vittoria. Lo scopo era creare una mini città ideale composta di case colorate a prezzi accessibili, dotate di orto e giardino privato e immerse in clima tranquillo. La cooperativa dei ferrovieri versò 270.120 lire dell’epoca per l’acquisto dell’intera area, circa 100 mila mq.

Purtroppo l’arrivo delle due Guerre Mondiali e la recessione economica stravolse il progetto e la “città ideale” rimase confinata solamente a via Lincoln. Passeggiando da queste parti, potrete però ancora godere di quell’atmosfera da “Milano Segreta” racchiusa in questo coloratissimo fazzoletto della città.

quartiere arcobaleno milano segreta - foto cioccarelli
foto di Alessandra Cioccarelli

Indirizzi

Acquario Civico
V.le Gadio 2, Milano

Palazzo Berri-Meregalli
Via Cappuccini 8, Milano

Quartiere Giardino
Via Abramo Lincoln, Milano

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