La terra tra i monti e il mare

Sochi in estate

Se il Mar Nero è la riviera russa, Sochi ne è la sua capitale balneare: una città divisa tra le spiagge e le montagne del Caucaso oggi più che mai pronta a fare il suo debutto internazionale tra le grandi destinazioni d’Europa.

di Filippo Spreafico | 20 gennaio 2014

Era il luglio del 2007 quando, a sorpresa, i Giochi Olimpici Invernali del 2014 furono assegnati a Sochi, una città della Russia meridionale che fino a quel momento era fuori dal radar di interesse per il turismo internazionale. Eppure con i suoi 330 mila abitanti, questa città che si affaccia sul Mar Nero è sempre stata un’amata destinazione per le vacanze della media borghesia russa. Chiamata “la Perla del Mar Nero” o la “Capitale estiva”, è una sorta di riviera romagnola della Madre Patria, con spiagge attrezzate e clima mite che richiamano ogni anno oltre 4 milioni di russi.
Caratteristica peculiare della città, oltre al suo clima eccezionalmente subtropicale, è ovviamente una straordinaria geografia: a soli 40 km dalle spiagge del Mar Nero incontriamo infatti Krasnaja Poljana, la prima di una lunga serie di località sciistiche che costellano il Grande Caucaso e resort che a febbraio ospiterà numerose competizioni delle Olimpiadi, come il biathlon, lo snowboard e la combinata.
Oggi Sochi si apre finalmente al turismo internazionale, mettendo a disposizione una città rinnovata ma profondamente ancorata alla sua storia, spesso controversa ma sempre in fermento.
Esplorata già dagli antichi Greci e poi abitata da tribù stanziali e successivamente da Uzbechi e Circassi, Sochi vide l’arrivo del primo avamposto russo solo all’inizio del XIX secolo: lo scoppio della Guerra Caucasica con i popoli indigeni sembrò quindi inevitabile, un conflitto che terminò con la schiacciante vittoria della Russia e il seguente tragico massacro dei circassi, che ancora oggi rivendicano una città a cui sentono di appartenere, a cominciare dal nome stesso Sochi, che il lingua circassa significa proprio “Terra tra i monti e il mare”. Un epilogo quello dei circassi che ricorda tristemente i recenti eventi nella vicina Cecenia: proprio questo aspetto non smette anche oggi di provocare accese polemiche per l’organizzazione dei Giochi, che non a caso sono tra i più blindati nella storia.
La città è oggi suddivisa in 4 distretti: il nucleo storico è il Distretto Centrale, la parte più sviluppata e che raccoglie il maggior numero di turisti, centri commerciali e alberghi. Il territorio sotto la circoscrizione di Sochi è in realtà molto più ampio (oltre 2000 km quadrati) e comprende anche il Parco Nazionale e il monte Akhun, la vetta più alta nella parte costiera della regione, circondato da foreste, cascate e inaspettati canyon. Il distretto di Adler è invece quello che ospiterà i Giochi Olimpici e proprio per questo è la parte della città che ha subito i più radicali sconvolgimenti architettonici e di viabilità: dopo le Olimpiadi sarà questa la sede degli alberghi più lussuosi e degli appartamenti per la ricca imprenditoria locale.
Sochi è però per vocazione una città balneare (non è un caso che sia gemellata con la nostra Rimini): le spiagge, lunghe e sabbiose, e la temperatura mite delle acque del Mar Nero la rendono una località perfetta per chi ama una balneabilità semplice e attrezzata (a discapito forse di una qualità piuttosto modesta delle acque).
Montagna, mare, ma anche benessere: rinomate in tutta Europa fin dall’epoca romana sono le sorgenti sulfuree di Matsesta, che sgorgano naturalmente da due grotte ipogee e che hanno proprietà curative.
Infine da non perdere, soprattutto per chi ha bambini al seguito, una visita al Dendrarium, parco subtropicale istituito alla fine dell’800 che contiene oltre mille specie arboree provenienti da tutto il mondo, e una al Discovery World Aquarium, il più grande oceanario di tutta la Russia.

 

Foto tratte da Sochi2014 Flickr

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