Claudio Artusi

Claudio Artusi

MILANO PALCOSCENICO DEL MONDO

Già ad di CityLife e prima ancora di FieraMilano, ora l’ingegnere Claudio Artusi, torinese arrivato a Milano nel 2001, è il coordinatore di Expo in Città. Un progetto che mette a sistema quanto Milano propone, in termini di cultura, spettacolo, gastronomia, creatività e saper fare per offrire ai visitatori di Expo esperienze di valore.

di Marilena Roncarà

Partiamo dall’inizio: che cos’è Expo in Città?
Expo in Città è il progetto di Comune e Camera di Commercio di Milano nato per coordinare e gestire il calendario di eventi che avranno luogo nell’area metropolitana milanese durante i sei mesi di Expo (1 maggio-31 ottobre 2015). L’obiettivo è mettere a sistema e promuovere l’offerta culturale, turistica e ricreativa della città.

“Expo in città non è di nessuno, se non di chi lo fa” recita un vostro slogan. Ma a chi si rivolge il progetto e come si fa a partecipare?
Si rivolge al final user, ovvero tutti i visitatori e i turisti che arriveranno a Milano nel semestre della grande Esposizione, con l’obiettivo di fornire un palinsesto adeguato di appuntamenti. In questo momento i nostri interlocutori privilegiati sono gli operatori, italiani o stranieri, che organizzano eventi e che ci stanno inviando le proposte per la costruzione del cartellone. In più offriamo anche il servizio di vetrina virtuale degli spazi, per consentire a chi è alla ricerca di una location di orientarsi. Entrambi i servizi sono gratuiti e accessibili mediante la semplice compilazione di una scheda sul sito www.expoincitta.com.

Si parla di centinaia di eventi che animeranno strade, piazze e quartieri della grande Milano…
A oggi, la prima release del calendario, pubblicato a fine ottobre sul nostro sito, conta già oltre 200 eventi che genereranno circa 7 mila appuntamenti tra mostre, concerti, mercati, rassegne, conferenze ed eventi sportivi. Ma da qui a Expo il calendario sarà via via aggiornato con nuovi inserimenti. Il nostro intento è comunicare al mondo, attraverso il web, quello che succederà giorno per giorno a Milano durante il semestre Expo, in modo da consentire, a chi vuole programmare un viaggio, di orientare la visita vicino a un evento di interesse, anche invogliando i visitatori a fermarsi in città. Expo 2015 ed Expo in città innescheranno ricadute positive per tutto il sistema economico, dalla filiera della ricettività alberghiera al commercio, dalla ristorazione ai trasporti, fino ai musei, ai teatri, alle discoteche. E gli oltre cinque milioni di biglietti d’ingresso al sito espositivo già staccati, sono un dato confortante, oltre che un record assoluto a sei mesi dall’avvio dell’evento.

Si parla di un metodo operativo di Expo in città da utilizzarsi anche dopo il 2015. Di cosa si tratta?
Milano non fa parte del tradizionale gran tour italiano per turisti, perché in termini di immaginario ci sono città più affascinanti. Per attrarre ha bisogno di rappresentare che cosa accade e non è un caso che sia molto visitata durante gli eventi del Fuorisalone. L’obiettivo è fare in modo che anche in futuro l’organizzazione dell’offerta di eventi e la sua comunicazione sia più strutturata per generare maggiore appeal.

Parlando di Expo, tutti abbiamo ancora in mente i fattacci di qualche mese fa, le tangenti, gli arresti: un ritorno di immagine non certo lusinghiero per Milano ed Expo 2015…
Con Expo in Città dobbiamo generare positività. Arriveranno a Milano milioni e milioni di visitatori e il nostro compito è fare in modo che trovino un territorio cittadino ricco di eventi e di accoglienza. Poi, certo, se avessimo potuto evitarci la “spina” sarebbe stato meglio per tutti, ma questo è un altro film e riguarda il percorso. La partita si vince o si perde al fischio finale.

Mancano meno di 200 giorni all’inizio di Expo e per recuperare il tempo perduto il cantiere va a tutta velocità con operai che lavorano anche di notte…
È chiaro che i ritardi creano affanni e costi extra, ma siamo di fronte a strutture (a parte alcune) temporanee, che possono essere costruite in poco tempo. In fondo la città ce l’abbiamo già.

A proposito di città, come sta cambiando Milano in questi anni, in che direzione sta andando?
La città è un corpo vivo e le trasformazioni urbanistiche degli ultimi 20 anni le hanno consentito di fare un salto di qualità non solo di natura estetica, ma anche nel senso di apertura al mondo, ai cambiamenti sociali, culturali ed economici che la modernità impone. Del resto se smette di correre Milano è perduta. E lo è anche l’Italia.

 

Intervista pubblicata su Club Milano 23, novembre – dicembre 2014. Clicca qui per scaricare il magazine.

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