Sorsi di salute

Frullati

Frutta, verdura ma anche semi, alghe e superfood vitaminici: con l’arrivo del caldo tornano protagonisti frullati, smoothies e centrifughe. E il benessere si beve.

di Filippo Spreafico

Che la frutta faccia bene l’abbiamo sentito, giustamente, migliaia di volte. Eppure, a parte qualche inguaribile vegano, per la maggior parte dei palati onnivori l’attrazione nei confronti di mele, kiwi e banane è tutt’altro che scontata. Sarà il recente trionfo dello street food e la voglia di provare gusti sempre più forti e originali, ma in Italia la frutta rimane ancora la sorella triste che compare, più per tradizione che per un reale desiderio, alla fine di pranzi e cene, come un inevitabile pegno che siamo chiamati a pagare. Ma con l’avvicinarsi dell’estate (e l’aumento delle temperature), all’improvviso la frutta riacquista una naturale dignità: non solo nella sua interezza, ma anche sotto forma di centrifughe e succhi, che tornano a riempire colazioni, pranzi e vari momenti di pausa della giornata, complici anche quei colori vivaci e brillanti che trasformerebbero chiunque in un instagrammer senza pudore. In questi anni dove persino il cibo subisce le logiche di un rebranding continuo, i frullati si sono trasformati in smoothies, ma la sostanza è da sempre la stessa: del resto chi non associa le merende della propria infanzia ai bicchieroni di latte e frutta frullata?
È anche vero che di strada ne abbiamo fatta da quando a fine Ottocento i milkshake venivano preparati senza frutta e con l’aggiunta di whiskey e uova: le abitudini alimentari si sono evolute, perfezionate e diversificate, e oggi abbiamo a disposizione una miriade di varianti e alternative per tutti i gusti, da chi cerca la bomba proteica post-allenamento e da chi invece necessita di una carica di benessere.

Frullati
Ed è proprio sul benessere che si combatte la guerra tra frullati e centrifughe: se i primi prevedono al proprio interno la presenza della polpa e quindi delle fibre del frutto, le seconde invece sono puro succo estratto, di cui la polpa è un semplice prodotto di scarto. Come risultato, nelle centrifughe le sostanze nutritive del frutto sono disponibili per l’organismo in altissime concentrazioni e vengono rilasciate nel sangue in tempi rapidi: senza la fibra, infatti, tutto il processo digestivo è molto più breve. Attraverso il succo l’assimilazione di enzimi e vitamine è quindi maggiore, raggiungendo anche il 70% (contro il 20% del frutto frullato), nutrendo e idratando il corpo anche a livello cellulare. È da tali considerazioni che in questi ultimi anni assistiamo a due tendenze che sembrano inarrestabili: da una parte il mercato degli estrattori e delle centrifughe sta diventando sempre più competitivo e con un giro d’affari in crescita esponenziale, dall’altra si è affermata prepotente la moda del juicing e dei regimi detox, con aziende e locali specializzati nella produzione e nel commercio di mix studiati di succhi, da somministrare in precisi momenti della giornata. Succhi che oltre alla frutta prevedono anche l’utilizzo di verdure, come cetriolo, spinaci, cavolo, sedano e perfino prezzemolo ed erba di grano: se volete davvero essere trendy, i “centrifugati verdi” ad alto dosaggio di clorofilla non possono mancare tra i vostri healthy food dell’estate.
La velocità di assorbimento dei nutrienti, unita alla grandissima possibilità di personalizzazione e alla facilità di consumo, hanno conquistato gli amanti del fitness: ecco che frullati e centrifughe si rivelano un aiuto essenziale perfino per la palestra, grazie all’aggiunta di integratori, proteine in polvere e amminoacidi essenziali che li trasformano in veri e propri shake proteici. Capitolo a parte meritano poi i cosiddetti “superfood”, ovvero tutti quegli alimenti naturali che per la loro stessa composizione molecolare permettono di dare un apporto di vitamine, antiossidanti e sali minerali decisamente superiore alla norma.

All’interno di questa grande famiglia di cibi supernutrienti troviamo sia alimenti conosciuti e diffusi, come ad esempio i mirtilli rossi e il melograno, sia frutta e verdura che arrivano da lontano, come bacche, alghe e semi dai nomi più bizzarri. Si chiama acai na tigela il tipico frullato di bacche di acai e cereali, venduto in Brasile praticamente a ogni angolo di strada e che recentemente ha fatto la sua comparsa anche da noi in locali specializzati. E poi ancora la pitaya dalla polpa bianca, il frutto dell’albero del pane, l’acerola, l’alga spirulina, la moringa, il ginseng peruviano: in barba alla filosofia del km 0, le frullaterie diventano sempre più esotiche e colorate, ma soprattutto diventano il luogo numero uno in città dove trovare tutto il benessere che stiamo cercando.

 

www.viel-milano.com
www.vivaviva.it
www.acai-frullateria.com

 

Articolo pubblicato su Club Milano 32, maggio – giugno 2016. Clicca qui per scaricare il magazine.

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