Un camion per la Sacra Famiglia

Fondazione Istituto Sacra Famiglia

L’emergenza coronavirus porta alla ribalta anche la situazione difficile di RSA e RSD, ecco un’iniziativa benefica per dare a tutti gli effetti una mano: caricare un camion con presidi sanitari e medicinali di vario genere.

di Redazione web | 5 aprile 2020

Con un certo ritardo rispetto all’emergenza, ma finalmente da qualche tempo il dibattito mediatico ha iniziato a occuparsi anche delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle RSD (Residenze Sanitarie per Disabili), dato che, di sicuro in quelle lombarde si osserva un «evidente sproporzione di morti rispetto allo stesso periodo degli scorsi anni», come ha di recente dichiarato Valeria Negrini, portavoce del Forum Terzo Settore Lombardia. L’emergenza sanitaria per il Covid-19 ha, infatti, mostrato con forza quanto il sociosanitario sia fragile e ora più che mai bisognoso di sostegno. Per far fronte a questa situazione l’Associazione dei Parenti degli Ospiti di Sacra Famiglia, si è mobilitata lanciando l’iniziativa “Un camion per la Sacra Famiglia di Cesano Boscone“. È un caso singolo, ma che va a raccontare la situazione di molte strutture analoghe.

Non servono rassicurazioni di nessun genere, ma aiuti e attenzioni particolari per parecchie settimane, precisano i rappresentanti dell’Associazione e oltre alle richieste fatte alle istituzioni, c’è anche una parte di impegno che riguarda tutti noi.

Cominciando dalle prime, come recita il loro comunicato stampa, alle istituzioni viene chiesto:

  • Attenzione da parte delle Istituzioni Sanitarie, che devono concretamente riconoscere e sostenere le RSA e le RSD in prima linea nella lotta al Covid-19 con provvedimenti specifici, chiari e ben costruiti; con la fornitura del supporto metodologico e specialistico che serve e servirà sempre di più; con garanzie economiche e finanziarie che impediscano il collasso di una parte così importante delle comunità.
  • Attenzione nei tempi e nei quantitativi dei test diagnostici disponibili (in tutti i territori dove ci sono le residenze) per poter organizzare meglio il lavoro e salvare molte vite.
  • Attenzione nella fornitura di presidi di protezione per tutti, adeguati e costanti nella consegna, come pure di tutti i farmaci specifici che servono e che si fa fatica a trovare.
  • Attenzione ai lavoratori, per tanti versi ancora più stremati degli ospedalieri, con un impegno professionale totalmente stravolto, con turni incalzanti e fatiche segnate dalla scarsità di colleghi in condizioni di lavorare. Serve e servirà un’iniezione di infermieri e di medici esperti, oltre che di OSS con la disponibilità, da parte delle Regioni in ci sono le strutture di Sacra Famiglia, a riconoscere gli sforzi che in tanti stanno facendo.

Poiché la struttura è realmente in emergenza a tutti viene invece indirizzato un messaggio che riguarda la richiesta urgente di caricare un camion con presidi sanitari di vario genere. Per conoscere le specifiche del materiale è bene contattare il Direttore Generale Dr. Paolo Pigni anche scrivendo a questa mail.

La sfida è provare a fare un altro miracolo, come i tanti che si stanno cercando di fare in questo momento. E se il caso è quello di una struttura particolare, la realtà descritta riguarda purtroppo tante strutture assistenziali: è necessario prenderne atto e cominciare a farsene carico. #nonlasciamolisoli per fare in modo che quell’ #andràtuttobene che era comparso anche su uno striscione del loro balcone si trasformi davvero in una realtà #insiemeèpossibile

 

Fondazione Istituto Sacra Famiglia
www.sacrafamiglia.org

Coronavirus RSA, Sacra Famiglia

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