Il Memoriale della Shoah trasforma gennaio in un laboratorio di memoria attiva: arte, documenti storici, lezioni e visite guidate. Protagonista la mostra di Mimmo Paladino, che restituisce la forza spirituale del Quatuor pour la fin du Temps scritto da Messiaen nel campo di Görlitz
DI REDAZIONE CLUB MILANO
20 January 2026
Gennaio 2026 conferma il ruolo del Memoriale della Shoah di Milano come uno dei principali centri italiani dedicati alla trasmissione attiva della memoria. Non solo un luogo di ricordo, ma un laboratorio culturale capace di leggere il presente alla luce della storia, come emerge dal ricco programma predisposto per il Giorno della Memoria e diffuso dalla Fondazione. “Gennaio è diventato per molti il mese della Memoria, ma al Memoriale la memoria si coltiva tutto l’anno”, afferma Marco Vigevani, Presidente del Comitato Eventi e Cultura della Fondazione, ricordando come la missione dell’istituzione includa anche l’attenzione ai segnali di crisi democratica nel mondo contemporaneo
Tra le iniziative più significative spicca la mostra Mimmo Paladino. Görlitz – Stalag VIII A – 15 gennaio 1941, visitabile dino al 28 febbraio. L’esposizione propone una trasposizione artistica del Quatuor pour la fin du Temps, opera composta da Olivier Messiaen durante la prigionia nel campo nazista di Görlitz e eseguita per la prima volta il 15 gennaio 1941 da quattro detenuti: Messiaen stesso al pianoforte, Jean Le Boulaire al violino, Étienne Pasquier al violoncello e Henri Akoka al clarinetto.
Paladino, uno dei massimi esponenti della Transavanguardia, non si limita a illustrare quell’episodio: crea un percorso immersivo in cui immagine e suono si intrecciano, invitando il visitatore a rivivere la potenza spirituale e il dramma umano da cui nacque il Quartetto. Le sue opere, caratterizzate da simboli primari, figure archetipiche e un uso controllato della materia, non descrivono: evocano.
Il progetto comprende anche un libro d’artista, pubblicato da Colophonarte, che raccoglie quattro interpretazioni visive dell’opera di Messiaen. Il volume è introdotto da un saggio dello storico della musica Sandro Cappelletto e da un contributo della Senatrice a vita Liliana Segre, che lega l’opera alla più ampia riflessione sulla memoria e sulla resistenza spirituale nei campi. L’esposizione si completa con un concerto dal vivo del Quartetto, previsto per il 21 gennaio, interpretato dai musicisti dell’Ex Novo Ensemble.
Dal 20 gennaio il Memoriale ospita l’esposizione documentaria La persecuzione patrimoniale degli ebrei. Storie di vita dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo. Il percorso illumina un aspetto meno noto delle leggi razziste del 1938: la sistematica sottrazione dei beni agli ebrei, intensificata dopo il 1943 con l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana. Attraverso documenti originali del Fondo EGELI – oltre 1.400 fascicoli nominativi – la mostra racconta le vicende delle famiglie Colorni, Levis e Dana, restituendo la dimensione umana di un processo di spoliazione che proseguì anche nel dopoguerra, segnato spesso da un ritorno alla normalità parziale e da una giustizia incompleta.
Come ogni anno, il 27 gennaio – data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz – il Memoriale della Shoah aprirà le porte gratuitamente dalle 9 alle 17. Le visite saranno guidate da esperti e affiancate da studenti PCTO, chiamati a trasmettere la Memoria come parte della loro esperienza formativa. Il percorso toccherà i luoghi simbolo del Memoriale: il Muro dell’Indifferenza, il Muro dei Nomi, l’Osservatorio e il Luogo di Riflessione, ambienti concepiti per mantenere viva la memoria e invitare il visitatore a una responsabilità personale e collettiva. “Ricordare oggi è più urgente che mai,” sottolinea il Presidente della Fondazione, Roberto Jarach, rilevando come il 2025 sia stato un anno segnato da un dibattito complesso attorno alla cosiddetta ‘crisi della Memoria’, acuita dalle tensioni mediorientali. L’apertura del 27 gennaio, afferma, vuole essere una risposta concreta a questa sfida.
Le iniziative di gennaio confermano la vocazione del Memoriale come “spazio per contrastare ogni forma di razzismo e indifferenza”, come indicato nella sua presentazione istituzionale. Pensato come un luogo di memoria attiva, il Memoriale integra mostre, didattica, ricerca e percorsi guidati per mantenere vivo il legame tra la storia della Shoah e le sfide del presente, proseguendo la missione avviata con la sua inaugurazione nel 2013.
