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CITTÀ

Il Poldi Pezzoli ritrova il suo Salone dorato

Il Museo Poldi Pezzoli restituisce al Salone dorato le proporzioni e l’identità immaginate da Gian Giacomo Poldi Pezzoli, riportando alla luce la grande serliana, gli arazzi fiamminghi e la monumentalità originaria dell’ambiente. Il recupero, realizzato con il World Monuments Fund, sarà presentato alla città sabato 19 settembre con ingresso gratuito al museo dalle 10 alle 18

DI REDAZIONE CLUB MILANO

16 September 2026

A centocinquant’anni dalla data fissata nei contratti per la consegna della grande serliana, il Salone dorato del Museo Poldi Pezzoli ritrova la misura e il respiro pensati da Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Non è soltanto un restauro: è il recupero di una grammatica spaziale ottocentesca rimasta per mezzo secolo in parte celata, e insieme il nuovo capitolo italiano del World Monuments Fund.

Il Salone era il fulcro della casa museo di via Manzoni, concepito per accogliere i capolavori del Rinascimento secondo un’idea allora modernissima: costruire l’ambiente intorno alle opere. Sotto la regia di Giuseppe Bertini vi lavorarono artisti e artigiani dell’Accademia di Brera. Soffitto ligneo dorato, affreschi con putti e festoni, marmi policromi e la monumentale serliana componevano l’insieme. I documenti del 1876 restituiscono il perfezionismo del fondatore: quintali di campioni di marmo arrivarono a Milano con la Ferrovia dell’Alta Italia per essere esaminati e controfirmati. «Ciò che mi emoziona di più di questo salone è la cura dietro ad ogni dettaglio», osserva Fiorella Ballabio, direttrice del World Monuments Fund in Italia.

Quell’unità fu spezzata dai bombardamenti dell’agosto 1943, che devastarono gli allestimenti ottocenteschi. La ricostruzione guidata da Fernanda Wittgens portò alla riapertura nel 1951; nel 1974, però, il soffitto venne abbassato di un metro con una volta in cartongesso. La nuova configurazione nascose la parte alta della serliana, sacrificò lo slancio della specchiera veneziana e rese impossibile esporre due monumentali arazzi fiamminghi del 1602.

La svolta è arrivata nel gennaio 2025. Una videoispezione ha rivelato, dietro la volta, l’arco marmoreo della serliana con le rosette in bronzo ancora in ottimo stato. Da quella scoperta ha preso forma il progetto curato da Alessandra Quarto e Piero Guicciardini, in dialogo con la Soprintendenza: ripristino della volumetria, riapertura dell’arcata, ricollocazione della specchiera e ritorno alle pareti degli arazzi. «Abbiamo restituito al Salone Dorato le sue proporzioni originali», afferma Bénédicte de Montlaur, presidente e CEO del World Monuments Fund, leggendo nell’intervento un omaggio tanto alla visione del fondatore quanto alla ricostruzione di Wittgens.

Il risultato non rincorre una nostalgica restituzione dell’Ottocento, ma ricuce le diverse vite del museo. È il senso del percorso avviato dal Poldi Pezzoli nel 2023: ritrovare, attraverso fonti, restauri e riallestimenti, l’identità della casa senza cancellarne le stratificazioni. «Preservare la memoria, approfondire la conoscenza del passato e restituirne la ricchezza e i valori» è, nelle parole della direttrice Alessandra Quarto, la responsabilità di un’istituzione culturale verso le generazioni future.

Per Milano il Salone dorato torna così a essere un documento vivo della cultura cittadina. Sabato 19 settembre il museo sarà aperto gratuitamente dalle 10 alle 18; dal 24 settembre, ogni giovedì, visite guidate in pausa pranzo saranno dedicate al recupero del Salone e ai suoi capolavori.

Informazioni

Museo Poldi Pezzoli
Via Alessandro Manzoni 12, Milano

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