La mostra Rehearsal - Before the Applause a Palazzo Castiglioni racconta, attraverso 39 scatti di Giampaolo Sgura, il backstage della Cerimonia di Apertura di Milano Cortina 2026. Con uno sguardo mutuato dalla moda, il fotografo indaga attesa, tensione e armonia dei corpi prima dello spettacolo, restituendo intimità e umanità a un evento di portata globale
DI MARCO TORCASIO
12 February 2026
Lo sguardo di Giampaolo Sgura ha conferito forma visiva alle prove generali della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Con Rehearsal - Before the Applause, il fotografo ha trasformato il backstage in un racconto per immagini, indagando l’attimo che ha preceduto lo spettacolo globale. La mostra, presentata oggi a Palazzo Castiglioni e visitabile fino al 17 febbraio, si inserisce nel programma “Oltre il podio: scatti, storia e arte” per il decennale di MuseoCity e riunisce 39 fotografie selezionate personalmente dall’autore.
Prima ancora di entrare nel merito della mostra, il progetto impone l’attenzione sulla figura del suo autore. Sgura ha costruito una carriera internazionale nel mondo della fotografia di moda, collaborando con le più note testate del settore e firmando campagne per maison quali Dolce & Gabbana, Versace e Armani. Nato in Puglia e formatosi tra Italia e Stati Uniti, ha sviluppato nel tempo un linguaggio visivo riconoscibile, basato su un controllo rigoroso della luce, su una costruzione quasi cinematografica dell’immagine e su una centralità assoluta del corpo. Una matrice fashion la sua che non si esaurisce nel semplice esercizio stilistico, ma rappresenta l’impianto tecnico attraverso cui il fotografo affronta il contesto olimpico: Sgura trasla l’estetica dell’editoriale di moda in uno spazio collettivo, trasformando il backstage in un set dinamico dove silhouette, texture e volumi hanno dialogato con la dimensione corale della performance.
L’accesso speciale concesso al fotografo nei giorni precedenti la Cerimonia, concepita attorno al concetto di Armonia, ha aperto uno spazio di osservazione privilegiato. Nelle immagini di Sgura il principio armonico ha assunto una dimensione concreta: non solo come semplice tema narrativo, ma come vera e propria struttura organizzativa di corpi, movimenti e segni scenici.
Il fotografo ha lavorato accanto a oltre 1.200 volontari, insieme a tecnici, costumisti, direttori creativi e artigiani. Nelle sue inquadrature ha isolato dettagli – una piega di tessuto, una linea di spalle, la tensione muscolare prima dell’ingresso in scena – e li ha ricomposti in una grammatica visiva fondata su ritmo, equilibrio e stratificazione materica. Dal punto di vista tecnico, Sgura ha alternato piani ravvicinati e campi medi, mantenendo una profondità di campo capace di isolare il soggetto senza disperdere la dimensione collettiva. Mentre la luce artificiale delle prove scolpisce i volumi, al contempo enfatizza la tridimensionalità dei tessuti e restituisce consistenza plastica a broccati, organze e materiali tecnici.
La mostra trova fondamento nell’istante sospeso che precede l’esposizione mediatica. Sgura ha infatti concentrato l’attenzione su ciò che normalmente resta fuori campo: mani che sistemano un copricapo, sguardi assorti, movimenti ripetuti fino a raggiungere la precisione richiesta dalla coreografia. In questa dimensione silenziosa ha potuto rivelarsi la sostanza più autentica dell’evento: la fatica della preparazione, la tensione dell’attesa, ma anche la generosità e l’entusiasmo di una comunità chiamata a costruire un rito collettivo.
È Sgura in prima persona a sintetizzare il senso stesso dell’esperienza: «Poter accedere alle prove è stato incredibilmente intimo. Ho affrontato il progetto con un taglio fortemente fashion, concentrandomi su silhouette, texture e su come i costumi prendono vita su corpi reali. Volevo che le immagini trattenessero quella umanità: plasmata da fatica, tensione e generosità. Spero che le persone possano percepire la cura, l’eccitazione silenziosa e l’impegno condiviso che esistono appena prima che qualcosa diventi uno spettacolo globale».
Lontano dall’enfasi spettacolare, le immagini in mostra ci restituiscono così un tempo dilatato, quasi meditativo, in cui ogni gesto assume valore strutturale. Ed è proprio in questa sospensione, prima degli applausi, che la fotografia ha potuto trovare tutta la sua potenza narrativa.
Rehearsal - Before the Applause
Di Giampaolo Sgura
Dal 12 al 17 febbraio 2026
Palazzo Castiglioni, Milano