A Milano esistono gallerie d’arte che non sembrano gallerie d’arte. Ed è forse proprio questo il fascino de L’Appartamento, lo spazio di via Sant’Agnese 18 fondato da Benedetta De Magistris, dove fino al 30 giugno è visitabile Underskin, mostra personale dell’artista Greta Pllana
DI CAROLINA FALCETTA
25 May 2026
In un mondo spesso percepito come distante, regolato da dinamiche e linguaggi non sempre immediati per chi non frequenta abitualmente il sistema dell’arte contemporanea, L’Appartamento sceglie una strada diversa. Lo fa già dal nome, che suggerisce un’idea di intimità più che di rappresentanza, e lo conferma appena si entra nello spazio di via Sant’Agnese 18, nel cuore di Milano: non una galleria nel senso più canonico del termine ma un luogo domestico, raccolto, quasi sospeso, in cui l’arte viene restituita a una dimensione più umana. Qui non c’è la freddezza spesso associata agli spazi espositivi tradizionali né quella sensazione di dover conoscere codici, linguaggi o rituali impliciti per sentirsi autorizzati a entrare. L’impressione è piuttosto quella di essere accolti in una casa privata dove le opere convivono con lo spazio stesso, con chi lo abita o lo attraversa anche solo il tempo di una visita. Un ambiente accogliente, misurato, dove la bellezza non viene esibita ma condivisa, esaltata dalle pareti color ottanio e da una selezione di oggetti personali della proprietaria e della sua famiglia che restituiscono allo spazio una personalità autentica e vissuta.
È in questo contesto che prende forma Underskin, la nuova mostra personale di Greta Pllana, visitabile fino al 30 giugno, a cura di Benedetta De Magistris e Anna Vittoria Magagna, in collaborazione con L’Essenziale Studio. L’identità de L’Appartamento passa anche attraverso una ricerca curatoriale attenta alle pratiche artistiche femminili, contribuendo – senza proclami – a riequilibrare uno scenario che spesso privilegia uno sguardo maschile. Non un gesto ideologico ma una scelta culturale concreta. L’idea è quella di creare uno spazio in cui le narrazioni femminili possano esprimersi con complessità, libertà e profondità, lontano da certe rigidità del sistema. La gallerista De Magistris porta avanti un progetto che mette al centro la relazione, la ricerca e una sensibilità curatoriale molto riconoscibile, privilegiando artiste capaci di costruire un dialogo autentico con il pubblico e con lo spazio stesso. Ed è proprio tra queste pareti che la pittura di Greta Pllana trova la sua cassa di risonanza ideale.
Nata in Albania nel 1992, Pllana utilizza pittura e disegno come strumenti per esplorare memoria, identità, appartenenza e territorio. La sua ricerca si muove costantemente tra dimensione individuale e collettiva, interrogando il corpo femminile come luogo attraversato da esperienze, tensioni, fragilità e trasformazioni. Le opere raccolte in Underskin, realizzate negli ultimi due anni, sviluppano proprio questa riflessione. I corpi dipinti dall’artista nascono spesso da fotografie scattate e costruite dalla stessa Pllana. Non sono mai immagini ferme o definite. Sembrano piuttosto emergere e dissolversi continuamente, attraversate da una tensione sottile tra presenza e sparizione. La pittura è densa, stratificata, istintiva. I contorni si aprono, le superfici vibrano, mentre il colore costruisce una dimensione emotiva più che narrativa. Anche i fiori, presenza ricorrente nella sua pratica, smettono di essere semplici elementi decorativi per diventare estensioni simboliche del corpo stesso: fragili e resistenti insieme, delicati ma vitali. Nelle opere di Pllana tutto sembra muoversi in uno stato di metamorfosi continua dove vulnerabilità e forza convivono senza mai annullarsi. C’è qualcosa di profondamente silenzioso nella sua pittura. Le figure femminili che abitano le tele non cercano di imporsi allo spettatore, non hanno nulla di celebrativo o spettacolare. Restano invece sospese in uno spazio emotivo intimo, quasi trattenuto, che lascia emergere lentamente memoria, inquietudine e desiderio.

Negli ultimi mesi il lavoro dell’artista ha attirato crescente attenzione. Recentemente Greta Pllana è stata protagonista anche a Venezia, alla Etnia House of Arts promossa da Etnia Barcelona all’interno dell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio: una piattaforma dedicata alla produzione contemporanea, alle residenze artistiche e al dialogo tra discipline diverse. Un approccio che, pur muovendosi in un contesto completamente diverso, dialoga in modo naturale con la filosofia de L’Appartamento: costruire spazi culturali più accessibili, più sensibili, meno formali, in cui l’arte possa tornare a essere esperienza, incontro e relazione prima ancora che status.
Ed è forse proprio qui che Underskin trova la sua forza maggiore. Non tanto nella volontà di spiegare o affermare qualcosa in modo esplicito, quanto nella capacità di creare un’esperienza intima senza diventare autoreferenziale. La mostra non richiede competenze specialistiche né appartenenze sociali. Richiede soltanto tempo, attenzione e disponibilità emotiva. E in un momento in cui molti luoghi dell’arte sembrano parlare soprattutto agli addetti ai lavori, entrare in un appartamento milanese per osservare corpi che si trasformano in memoria, fiori e materia finisce per diventare un’esperienza sorprendentemente rara.
Underskin. Di Greta Pllana
A cura di Benedetta De Magistris e Anna Vittoria Magagna
Dal 21 maggio al 30 giugno 2026
L’Appartamento – Benedetta De Magistris Arte Contemporanea
Via Sant’Agnese 18, Milano