Gli spettacoli teatrali da non perdere a Milano nel mese di marzo 2026: dall’omaggio al personaggio più celebre di Paolo Villaggio alla celebrazione della poesia. Dal musical dedicato a Topo Gigio alle piece d’autore
DI SIMONE ZENI
27 February 2026
Il 5, 6, 7 e 8 marzo 2026 il Teatro Oscar di Milano ospita Il mare nel cassetto, una performance dedicata alla musica e alla poetica di Franco Battiato, tra le figure più libere e innovative della cultura italiana. Un evento che unisce concerto e narrazione, pensato per celebrare l’eredità artistica del Maestro attraverso uno sguardo contemporaneo. La parte narrativa è affidata a Silvia Boschero, giornalista e conduttrice radiofonica, che accompagna il pubblico in un viaggio tra le tappe fondamentali della vita e della carriera di Battiato. Con lei sul palco Giua (voce, chitarra e basso) e la violinista Anaïs Drago, protagonista del nuovo jazz italiano. Lo spettacolo intreccia racconto e musica, alternando momenti cronologici e suggestioni tematiche. Le reinterpretazioni fondono sonorità acustiche ed elettroniche, restituendo nuova energia a brani iconici come La stagione dell’amore e Centro di gravità permanente.
Dal 5 al 25 marzo 2026, il Teatro Franco Parenti riporta in scena Sto diventando un uomo, monologo cult di Claire Dowie, con protagonista Sara Bertelà. A vent’anni dal debutto dello spettacolo firmato da Andrée Ruth Shammah, la messinscena viene ripresa da Benedetta Frigerio, custodendone la memoria e rilanciandone l’urgenza contemporanea. Il testo – tradotto da Monica Capuani e Massimiliano Farau – è un’opera lucida, feroce e sorprendentemente attuale sull’identità di genere e sul desiderio di essere sé stessi. Helen, la protagonista, si sveglia una mattina e scopre che il suo corpo sta cambiando: sta diventando un uomo. Da questa metamorfosi prende forma un racconto ironico e vulnerabile, capace di far sorridere e commuovere insieme.
Dal 6 al 15 marzo 2026, il Teatro Lirico Giorgio Gaber ospita Topo Gigio - Il Musical, lo spettacolo dedicato al topolino più amato di sempre e alla donna straordinaria che lo ha immaginato e portato in vita, Maria Perego. Protagonista di un racconto magico, tenero e commovente, Topo Gigio torna sul palcoscenico in una nuova produzione pensata per emozionare grandi e piccoli. Perché a teatro accadono i miracoli: i sogni prendono forma, i ricordi tornano a brillare e l’amore si materializza in un piccolo eroe dalle grandi orecchie, capace di attraversare le generazioni. In scena Milena Miconi nel ruolo di Maria Perego e Sergio Friscia nel ruolo di Mr. P, guidano un grande cast di performer e ballerini in uno show ricco di effetti scenici spettacolari e tecnologie immersive.
Dal 12 al 15 marzo 2026, il Teatro Carcano ospita Fantozzi. Una tragedia, spettacolo tratto dall’universo narrativo di Paolo Villaggio, con la regia di Davide Livermore e la drammaturgia firmata da Gianni Fantoni, Davide Livermore, Andrea Porcheddu e Carlo Sciaccaluga. Villaggio è stato un osservatore acuto e impietoso della società italiana, capace di raccontarne contraddizioni e trasformazioni attraverso personaggi diventati archetipi collettivi. Fantozzi, la moglie Pina, la figlia Mariangela, Filini, Calboni, la signorina Silvani e il Megadirettore Galattico compongono una moderna commedia dell’arte: maschere tragicomiche di un’umanità sospesa tra servilismo e ambizione, opportunismo e disincanto. Nella visione registica di Livermore, la materia comica si tinge di echi classici: dietro la risata si avverte il peso del destino, l’ineluttabilità della disfatta, la dimensione quasi epica della sconfitta quotidiana. Fantozzi diventa così un eroe tragico contemporaneo, schiacciato da un sistema dominato da “divinità” aziendali e da una folla impiegatizia in lotta per la sopravvivenza. In scena Gianni Fantoni, a lungo al fianco di Villaggio e da lui stesso investito dell’eredità della maschera, dà voce e corpo a un possibile Fantozzi di oggi: sempre pronto a ricominciare, sempre destinato a cadere. Uno spettacolo teatrale 2026 che trasforma la comicità più celebre del Novecento italiano in una potente riflessione tragica sul nostro tempo.
Il 17 marzo 2026 il Teatro della Quattordicesima ospita Venere in pelliccia, uno spettacolo intenso e contemporaneo che mette al centro il tema del potere, dei ruoli di genere e delle dinamiche di dominio. Durante un colloquio di lavoro, una donna si trova di fronte a un selezionatore che incarna una visione tipicamente maschilista del sistema: atteggiamenti ambigui, sottintesi, tentativi di sopraffazione. Quello che sembra un incontro a senso unico si trasforma però in un confronto serrato e imprevedibile. L’uomo non immagina di avere davanti una donna brillante e determinata, capace di ribaltare la situazione con intelligenza, ironia e sottile strategia. Il gioco delle parti si fa sempre più sottile, in un crescendo psicologico che mette in discussione certezze e gerarchie. Chi conduce davvero il confronto? Chi sta manipolando chi? Il finale, tutt’altro che scontato, sovverte le aspettative e lascia lo spettatore sospeso tra tensione e riflessione. Con la regia di Emanuela Bonetti e l’interpretazione di Manila Barbati e Martino Palmisano.
Il 20 e 21 marzo 2026, al bistrot del Teatro Elfo Puccini torna Il menu della poesia, la rassegna di spettacolo con cena che unisce teatro e convivialità in collaborazione con BistrOlinda. Un format originale in cui, mentre il pubblico cena, attrici e attori si muovono tra i tavoli come camerieri, proponendo un menu speciale: al posto delle portate, poesie da scegliere e “gustare” dal vivo. All’interno della rassegna va in scena lo spettacolo Sono nata il 21 a primavera (titolo che riprende una poesia di Alda Merini), una degustazione poetica pensata per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia del 21 marzo e l’arrivo della primavera. I versi proposti vengono recitati su richiesta degli spettatori, creando ogni sera un percorso diverso, intimo e sorprendente. Un gioco teatrale interattivo in cui è il pubblico a decidere cosa ascoltare, trasformando la poesia in esperienza condivisa e nutrimento dell’anima. In scena Ksenija Martinovic e Vincenzo Zampa.
Ironico, surreale, caustico e profondamente contemporaneo: Orgasmo - Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso segna il debutto di Niccolò Fettarappa al Piccolo Teatro di Milano. Lo spettacolo è in scena dal 24 al 29 marzo 2026 al Teatro Studio Melato, portando sul palco una riflessione provocatoria sulla crisi del desiderio nella società occidentale. In un futuro non troppo lontano, l’agenda politica dell’Unione Europea stabilisce che l’ultimo orgasmo sulla Terra avrà luogo nel settembre 2030. Mentre il continente si prepara a un’inedita estinzione del piacere, l’Italia viene invasa da un’orda di orsi dagli appetiti incontenibili. In questo scenario paradossale, una coppia in crisi consuma pomeriggi spenti tra giornali e ginnastica domestica, mentre un giornalista e uno zoologo incaricato dal governo cercano di spiegare l’invasione. Al centro, una domanda bruciante: perché non si fa più sesso? Secondo la visione del regista, la deflazione del desiderio procede insieme all’aumento di antidepressivi, stimolanti e ossessione produttiva. L’ufficio prende il posto dell’orgasmo; l’unico piacere ammesso è quello lavorativo. Con linguaggio tagliente e immaginazione visionaria, Orgasmo racconta l’annientamento erotico dell’individuo contemporaneo, trasformato in cifra produttiva e separato dal proprio retroterra selvaggio.