La 15ª MIA Photo Fair BNP Paribas alimenta ricerca, talento e nuove narrazioni tra mostre sperimentali, call internazionali e premi dedicati. La direttrice artistica, alla guida della fiera per il terzo anno consecutivo, racconta come, attraverso l’allegoria della Metamorfosi, si disvelino nuovi linguaggi visivi
DI MARCO TORCASIO
13 March 2026
Oggi MIA è un appuntamento stabile, cresciuto con la città e capace di generare connessioni tra gallerie, collezionisti, artisti e istituzioni. È uno spazio di relazione che rafforza il ruolo della fotografia e sostiene il posizionamento internazionale di Milano.
MIA è un punto di snodo tra ricerca e mercato. Offre alle gallerie una piattaforma dedicata e ai collezionisti strumenti per orientarsi con consapevolezza. Per le istituzioni rappresenta un osservatorio sulle tendenze, contribuendo alla crescita dell’intero sistema fotografico.
Ho lavorato su qualità curatoriale e dialogo internazionale, trasformando la fiera in una piattaforma di ricerca aperta alla fotografia storica e alle sue evoluzioni contemporanee, incluse contaminazioni con video e nuove tecnologie. Ho ampliato talk, premi e partnership, rendendo MIA uno spazio di riflessione sul ruolo dell’immagine oggi.
È la chiave per leggere la fotografia come linguaggio in evoluzione: dall’analogico al digitale, dal documento alla costruzione, dall’umano all’artificiale. Permea sezioni e progetti speciali, inclusa l’immagine guida di William Wegman, che con mezzi essenziali apre riflessioni su identità e rappresentazione.
Il compito è creare una struttura leggibile dentro la complessità. Sosteniamo la sperimentazione, ma offriamo anche strumenti per orientarsi. La coerenza curatoriale permette ai progetti innovativi di trovare pubblico e dialogare con la tradizione.
Abbiamo costruito una mappa di sguardi: Beyond Photography - Dialogue, a cura di Domenico de Chirico, esplora il rapporto tra fotografia e altri media; Reportage Beyond Reportage, curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera, indaga l’evoluzione del linguaggio documentario; Focus Latino, curato da Rischa Paterlini, introduce prospettive diasporiche e identità ibride. Ogni sezione mantiene autonomia e coerenza con Metamorfosi.
Rendere la fiera più fluida e accogliente. Percorsi chiari, aree di sosta e spazi per incontri favoriscono visione e relazione. Per gli espositori significa stand integrati; per il pubblico un’esperienza in cui mercato e cultura convivono. L’edizione 2026 rafforza il ruolo della fotografia come spazio di confronto nella complessità contemporanea.
MIA Photo Fair BNP Paribas
Dal 19 al 22 marzo 2026
Superstudiopiù
L’intervista a Francesca Malgara è stata pubblicata su Club Milano 78