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FOTOGRAFIA

Alessio Fusi e Alessandro Curti

Ghirardi e la luce che modella i volumi

Esperti di cultura fotografica e arte contemporanea, sono i curatori della mostra Giovanni Ghirardi. Altre architetture, dal 15 maggio presso Still Fotografia. Un’indagine su come luoghi marginali e funzionali possano trasformarsi in presenze essenziali, attraverso uno sguardo analitico e contemplativo

DI MARCO TORCASIO

13 May 2026

Come avete costruito il percorso espositivo di Altre architetture?

Abbiamo costruito la mostra analizzando lo sguardo di Giovanni Ghirardi, concentrandoci sul suo modo di osservare. Il lavoro tiene insieme attenzione all’ordinario e ricerca sulle geometrie dell’architettura. Il progetto nasce da un confronto diretto con l’autore e si sviluppa in un percorso che restituisce questa specificità. La selezione considera anche i formati, scegliendo immagini capaci di sostenere grandi dimensioni e amplificare il senso di monumentalità. La mostra diventa così una riflessione sullo spazio che abitiamo.

Cosa intendete con l’espressione “architettura dello sguardo”?

Indica una progettualità visiva: un processo mentale e filosofico, un modo di stare al mondo. È il linguaggio che Ghirardi utilizza per esprimersi e rispondere a un’esigenza personale. Si tratta di un meccanismo lento e riflessivo: ogni immagine nasce da questo tempo e richiede uno sguardo altrettanto attento per essere compresa.

Che ruolo ha la sequenza delle immagini?

Abbiamo scelto una sequenza aperta e contemplativa, evitando una narrazione rigida. L’obiettivo è lasciare spazio al visitatore, permettendogli di costruire un proprio immaginario. Il percorso è fluido e continuo, senza sezioni chiuse.

Che rapporto c’è con Milano?

Il legame con Milano esiste, ma il punto centrale è la relazione con lo spazio. Ghirardi osserva e restituisce ciò che incontra con uno sguardo silenzioso e rispettoso. Anche i luoghi familiari assumono così una forma nuova.

Come dialogano i contesti internazionali con quelli italiani?

Attraverso un approccio coerente: lento, progettuale e contemplativo. Ghirardi evita uno sguardo esotico e mantiene continuità tra tutti i luoghi, come un cittadino del mondo.

In che modo avete lavorato con l’assenza della figura umana?

La fotografia si basa su un equilibrio tra pieni e vuoti. La presenza umana è suggerita dalle architetture. Nell’allestimento abbiamo mantenuto leggerezza e solidità facendo sì che le architetture diventassero testimonianza dell’uomo.

Qual è il ruolo delle cornici?

Sono parte integrante dell’opera. La fotografia prende forma anche attraverso stampa, formato e cornici. Ognuna di esse è realizzata dall’artista e costruita in relazione all’immagine, configurando un’unità inscindibile.

Che esperienza volete lasciare al pubblico?

Proponiamo una fotografia lenta e consapevole, dove contano manualità e processo creativo. Le immagini non si consumano rapidamente, ma si sedimentano. L’intento è invitare i fruitori della mostra a uno sguardo più attento e riflessivo.

Informazioni 

Giovanni Ghirardi. Altre architetture
A cura di Alessio Fusi e Alessandro Curti
Dal 15 maggio al 4 luglio 2026
Still Fotografia 

 

L’intervista ad Alessio Fusi e Alessandro Curti è stata pubblicata su Club Milano 79

 

 

In apertura, da sinistra, Alessio Fusi e Alessandro Curti

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