Design, creatività e vibes urbane si respirano ovunque a Bruxelles. Dai nuovi musei alle gallerie d’arte, negli ultimi anni la città si è trasformata in un playground per chi ama esplorare con uno sguardo curioso e contemporaneo
DI FRANCESCA MASOTTI
14 April 2026
È una città che non ama mettersi in posa, ma preferisce sorprendere. Bruxelles non ostenta la propria identità, piuttosto la dissemina nei dettagli: una vetrina minimal nascosta in una strada laterale, un’ex fabbrica riconvertita in hub artistico, una galleria che ha le sembianze di un appartamento privato. Nella capitale belga arte e creatività sono una presenza costante che attraversa quartieri, linguaggi e generazioni. Le boutique di giovani designer convivono con gli atelier indipendenti, i concept store mescolano moda, editoria e oggetti d’autore. Il fascino sta proprio in questa energia diffusa, urbana ma mai patinata. Camminando tra i quartieri di Ixelles, Dansaert, Sablon o Saint-Gilles, si percepisce una creatività che nasce dal basso, alimentata da una comunità internazionale di artisti, designer e curatori attratti da una città accessibile, colta, stratificata. Un ruolo chiave lo giocano le gallerie private, vero tessuto connettivo della scena artistica cittadina. Spazi come Xavier Hufkens, Greta Meert, La Patinoire Royale e Sorry We’re Closed raccontano un collezionismo sofisticato, ma aperto alla sperimentazione, capace di dialogare con il panorama internazionale senza perdere il legame con la ricerca locale.
Accanto a questa costellazione diffusa di spazi privati, il cuore istituzionale della vita culturale bruxelloise resta il BOZAR – Palais des Beaux-Arts. Progettato da Victor Horta, il museo è una piattaforma culturale multidisciplinare dove arte visiva, musica, cinema e arti performative convivono in un programma denso e trasversale. Le sue grandi mostre (l’esposizione Bellezza e Bruttezza, con opere di Botticelli, Tintoretto e Michelangelo, mette a confronto artisti italiani con pittori del nord Europa ed è visitabile fino a giugno) dialogano con il contemporaneo e con la storia, mentre concerti, festival e incontri con artisti e curatori ne fanno uno dei poli culturali più vivi d’Europa. Per vivere un’esperienza lontana dai soliti circuiti turistici, vale la pena invece visitare l’Istituto Reale del Patrimonio, accessibile solo in alcune giornate e su prenotazione. Qui opere d’arte, monumenti e oggetti di valore storico esposti poi nei musei belgi vengono studiati e restaurati da esperti di diverse discipline. Nato nel 1900 come istituto di servizio fotografico, è oggi un centro di ricerca interdisciplinare unico al mondo.

A rendere, però, Bruxelles ancora più interessante è la sua capacità di reinventare l’esistente. Lo dimostra uno dei progetti più attesi del panorama artistico europeo, il Kanal Pompidou. Il nuovo polo dell’arte contemporanea, che inaugurerà a novembre 2026, sorge lungo il canale di Bruxelles, all’interno di una monumentale ex fabbrica Citroën degli anni Trenta, in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi. Più che un museo, sarà un contenitore vivo e poroso: spazi espositivi, aree dedicate alla performance, alla ricerca e alla produzione artistica, con un’attenzione particolare alla scena belga contemporanea. Proprio mentre il museo parigino rimarrà chiuso per cinque anni per lavori di ristrutturazione, Kanal Pompidou diventa un’alternativa ideale per chi desidera immergersi nell’arte moderna e contemporanea. L’occasione per mettere in cantiere un viaggio nella capitale belga.
Articolo pubblicato su Club Milano 78