Il ristorante milanese 28 Posti si traferisce a Stromboli per tutta la stagione estiva, fino a ottobre, e promette di diventare uno dei riferimenti dell’estate eoliana. Un rifugio gastronomico ma anche emotivo, dove il tempo rallenta e il cibo si fa racconto
DI MARCO TORCASIO
30 July 2025
Quando le temperature in città si fanno soffocanti e il cemento ribolle, i milanesi più sensibili all’estetica e alla lentezza scelgono Stromboli. Non solo per il mare nero e profondo, o per il fascino magnetico del vulcano, ma per quel mix irripetibile di autenticità e visione che la rende una destinazione elettiva per chi cerca un’estate lontano dai circuiti affollati. Stromboli rappresenta una meta soprattutto per chi coltiva un’idea di viaggio intimo, essenziale, carico di senso. Qui l’estate è più lenta, più sincera. La natura è protagonista assoluta, con i suoi contrasti aspri: la roccia nera, il verde selvatico, il blu profondo del mare. A Piscità, la zona più riservata dell’isola, si rifugiano da anni milanesi in cerca di quiete e bellezza non addomesticata. Non ci sono auto, né rumori invadenti: solo vento, voci basse, luce radente. Stromboli non concede nulla all’artificio, ed è proprio questo a renderla così affascinante. È un luogo dove la semplicità si fa lusso, e dove ogni estate diventa occasione per ritrovarsi, senza mai sentirsi turisti.
Per l’estate 2025, 28 Posti, ristorante milanese noto per la sua ricerca gastronomica e il suo approccio umano, sceglie Stromboli come seconda casa. Un trasferimento temporaneo che non è solo geografico, ma culturale ed emotivo: la cucina contemporanea del locale approda alla Libreria, spazio indipendente nel cuore verde di Piscità, trasformandola per una stagione intera in un laboratorio di sapori, incontri e bellezza lenta.
A firmare la proposta gastronomica è il duo composto da Valentine Desmoulis, cuoca francese di rara sensibilità, e Franco Salvatore, chef alla guida di 28 Posti a Milano. Insieme hanno costruito una carta che parla il linguaggio dell’isola, ascoltandone la stagionalità e assecondandone i ritmi. Il risultato è una cucina essenziale ma sofisticata, dove la materia prima detta la forma dei piatti e il dialogo con il territorio è autentico.
La giornata gastronomica alla Libreria si apre con colazioni curate ma mai pretenziose: pane fresco con burro e marmellata artigianale, crostate appena sfornate, granite rigeneranti e lievitati farciti con ingredienti locali. A pranzo, la formula è agile e adatta anche al take away: insalate con ortaggi del posto, crostoni, focacce ad alta idratazione, hummus, fritti di pesce appena pescato. Proposte leggere e intelligenti, perfette per chi si muove tra una nuotata e un libro all’ombra.
Con il calar del sole, la tavola si fa più meditata. I piatti della cena raccontano fermentazioni, cotture alla brace, profumi mediterranei: dalla melanzana con salsa alle erbe e umeboshi di albicocca al polpo arrosto con carote fermentate, fino a un tataky di tonno su acqua di pomodoro fermentato. Non mancano i primi, come la linguina al burro acido di limone e zafferano, e i dolci, chiusi da una crostatina con crema al Marsala e dragoncello.

Il progetto si innesta in un luogo già iconico: la Libreria, nata da un’intuizione di Micaela Miculi e Andrea Guglielmi, milanesi trapiantati sull’isola, è oggi un crocevia di arte, musica, cocktail e cinema all’aperto. Una casa allargata, senza barriere tra pubblico e privato, dove la cultura si intreccia con la convivialità.

La Libreria
Via Vittorio Emanuele 98050 - Stromboli