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GUSTO

Milano capitale del panettone, i 20 migliori

Da Marchesi a Cova, dagli hotel 5 stelle ai ristoranti fine dining: Milano è la capitale del panettone. Questa guida seleziona le versioni più interessanti per un milanese, analizzando lievitazione, gusto e identità di ogni realtà per scegliere il panettone giusto da mettere in tavola o da regalare

DI MARCO TORCASIO

08 December 2025

A Milano il panettone non è solo un dolce natalizio: rappresenta un’abitudine radicata e un gesto identitario. Le pasticcerie lo trattano come patrimonio cittadino, i ristoranti lo trasformano in estensione della loro cucina e gli hotel lo elevano a dono formale. L’offerta è ampia e stratificata: versioni classiche eseguite con rigore, interpretazioni territoriali, letture autoriali firmate dagli chef e tirature limitate pensate per occasioni speciali. Per orientarsi serve un criterio, perché la differenza non riguarda soltanto il nome dell’insegna ma anche la tecnica, la struttura del lievitato e il modo in cui racconta chi lo ha creato. Questa guida riunisce i panettoni che meritano attenzione in città: scelte per chi punta sulla qualità tecnica, per chi desidera un regalo autorevole e per chi cerca un’esperienza gastronomica da condividere a tavola.

PASTICCERIE E FORNI

La caccia al panettone a Milano comincia nelle pasticcerie: luoghi in cui lievito madre, tempi lunghi e manualità restano centrali. Qui si trovano i dolci più identitari della città, dai classici eseguiti con rigore ai lievitati che esplorano ingredienti lombardi o deviazioni mediterranee. Ecco una selezione pensata per chi cerca continuità, maestria e riconoscibilità.

Pasticceria Marchesi 1824
Il panettone elegante della tradizione milanese

Novità della stagione, il Panettone Meneghino Marchesi 1824 al Grand Marnier rappresenta la scelta più identitaria per chi vuole vivere un Natale autenticamente milanese. Nasce dall’impasto tradizionale della casa, lievitato a lungo con lievito madre, soffice e finemente alveolato, ma viene arricchito dal celebre liquore francese che ne amplifica le note agrumate e la dolcezza della frutta candita, lasciando un profumo caldo e avvolgente senza risultare invasivo. All’olfatto spiccano scorza d’arancia, vaniglia e un tocco speziato; al palato la texture è morbida e vellutata con un finale aromatico che equilibra la dolcezza. È un panettone pensato per chi ama le interpretazioni classiche con profondità aromatica, ideale come dolce da fien pasto e perfetto in abbinamento a tè nero o vini da dessert. La presentazione in cappelliera, cifra estetica della maison, lo rende anche un dono raffinato.

migliore panettone milano 2025, Marchesi Panettone Meneghino al Grand Marnier

Pasticceria Cova 1817
Un classico milanese, discreto e rassicurante

L’approccio di Cova 1817 al panettone rimane fedele a una linea classica: alveolatura minuta e regolare, profilo aromatico sobrio in cui burro e vaniglia emergono senza eccessi, e un equilibrio gustativo tradizionale. Le note agrumate dei canditi e l’uvetta danno struttura senza imporsi, sostenute da una dolcezza contenuta e da un finale asciutto. È un panettone pensato per chi vuole concedersi un’icona milanese senza reinterpretazioni: puntuale, elegante, perfetto come dolce pomeridiano con un tè nero o da tagliare a colazione leggermente tostato e accompagnato da una crema leggera. Il confezionamento manuale aggiunge un’attenzione alla gestualità coerente con l’idea di “panettone di rappresentanza”, da portare in tavola o regalare a colpo sicuro.

migliore panettone milano 2025, cova montenapoleone

Panificio Longoni x Fornasetti
Il panettone d’autore con tocco artistico

Nel portfolio Longoni, il panettone che parla maggiormente al pubblico milanese è quello nato in collaborazione con Fornasetti: un classico arricchito da rhum giamaicano e vaniglia in bacca che introduce una nota calda e minuta, senza snaturare la struttura del lievitato. L’alveolatura appare regolare e la dolcezza misurata consente di percepire l’incontro tra canditi e nota alcolica, che allunga il finale e aggiunge profondità. È un panettone adatto a chi cerca un’identità più articolata del gusto, ideale a fine pasto con vini passiti o distillati morbidi. La confezione cilindrica, illustrata in stile Fornasetti con riferimenti ironici e colti alla città, ne accentua la natura “oggetto da salotto”, destinato a chi vive il panettone anche come segno estetico oltre che gastronomico.

Fornasetti_panettone 2025 (2)

Pasticceria Gattullo
Il panettone “di casa”, morbido e quotidiano

Per Gattullo il panettone parte da un lievito madre storico e da una fermentazione lenta che dona profumo netto di burro e agrume. La struttura è soffice e regolare, con un equilibrio semplice tra uvetta e canditi: un’interpretazione rassicurante del panettone, pensata per evocare un’idea familiare di Natale. Per chi preferisce maggiore intensità c’è la versione al cioccolato, più rotonda ma altrettanto godibile. È un dolce adatto al fine pasto o da accompagnare a una cioccolata calda; nella versione decorata diventa anche elemento scenografico della tavola festiva.

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Pasticceria Martesana
Panettone territoriale con ingredienti lombardi

Tra le molte interpretazioni Martesana, quella più rilevante per un pubblico milanese è il panettone Fichi, Riso, Zafferano e Noci: un impasto che traduce in chiave lievitata ingredienti con forte radicamento lombardo. La struttura rimane morbida e regolare, mentre fichi e noci ampliano la masticabilità con dolcezza e tannicità naturale; il riso apporta delicatezza alla trama e lo zafferano introduce un fondo aromatico caldo, senza aggressività. Il crumble di mais completa l’identità territoriale con un richiamo sensoriale familiare. È un panettone pensato per chi vuole uscire dal classico senza abbandonare la riconoscibilità, ideale a tavola con uno spumante secco o come chiusura di un pranzo invernale.

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Pasticceria Mignon
Panettone dal profilo mediterraneo all’albicocca

Mignon è approdata a Milano nel 2016 portando la pasticceria napoletana contemporanea nella quotidianità urbana: prima alla Stazione Centrale, poi con negozi in città e nei principali hub di viaggio, fino alla nuova apertura in Porta Romana. Nel catalogo festivo la proposta più interessante per chi vive a Milano è il panettone all’albicocca Pellecchiella del Vesuvio. L’impasto, sostenuto da lievito madre vivo e tripla lievitazione, rimane soffice e regolare; la glassa alle mandorle aggiunge croccantezza, mentre l’albicocca Vesuviana, carnosa e dolce, introduce intensità fruttata con una punta acida che bilancia la dolcezza. Il profilo resta mediterraneo ma comprensibile anche a chi preferisce panettoni tradizionali. È adatto alla colazione o al fine pasto con tè agrumati o spumanti dolci non troppo aromatici.

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Forno del Mastro x Strucchi
Il panettone con l’impronta dell’aperitivo

La collaborazione tra Forno del Mastro e Strucchi genera un panettone che parla a Milano attraverso il linguaggio dell’aperitivo. L’impasto, a lievitazione naturale, è arricchito da Vermouth e Bitter Strucchi: i canditi hanno una nota amara e agrumata, il cuore porta un accenno al Negroni e una leggera bagna finale rafforza il profilo aromatico. Il risultato è un panettone meno dolce del tradizionale, con un finale asciutto e speziato. È adatto a chi frequenta il mondo dei cocktail e cerca una variazione coerente con quella cultura. Si esprime meglio a fine pasto, con un brut secco o con un vino dolce leggero che ne arrotondi le note amaricanti.

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Pasticceria Vergani
Il panettone milanese prodotto in città

Vergani resta l’unica azienda a produrre il panettone milanese in città, cosa che rende il suo Classico una scelta significativa per chi cerca un riferimento identitario. L’impasto, da lievito madre rinfrescato quotidianamente, ha tempi di maturazione lunghi che restituiscono morbidezza e profumo pulito di burro e agrumi. La dolcezza è moderata e il candito risulta ben distribuito, con un finale equilibrato e lineare. Non punta su effetti speciali, ma su una leggibilità immediata che funziona tanto per la colazione quanto per il fine pasto, soprattutto in abbinamento a un brut secco o a un passito leggero. Per i milanesi è lo “standard d’eccellenza”: un panettone che definisce la categoria più che cercare di reinventarla.

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Pasticceria Ranieri
Il panettone di quartiere con tecnica rigorosa

Quello della Pasticceria Ranieri è uno degli esempi più riusciti di panettone “di quartiere”. Il tradizionale nasce da lievito madre rinfrescato quotidianamente, impasto curato, pirlatura manuale e riposo capovolto post-cottura per stabilizzare struttura e sofficità. La texture è morbida e regolare, con agrumi canditi e uvetta ben integrati e un profilo aromatico pulito, centrato su burro e scorza d’arancia. È una lettura classica e domestica del panettone milanese, adatta a chi privilegia la precisione tecnica. Si presta bene sia a colazione sia con un tè leggero, e rappresenta quel tipo di prodotto che dimostra come una pasticceria di quartiere possa competere per rigore e costanza con realtà più note.

Panettone Artigianale Ranieri di Bizzarri Roberto

RISTORANTI E LOCALI CON CUCINA

Quando il panettone entra nei ristoranti, diventa estensione di un linguaggio culinario: non è solo un dolce, ma un gesto di cucina. Dalle collaborazioni con pasticcerie artigiane ai richiami alla mixology, queste interpretazioni interessano chi vive il panettone come narrazione gastronomica più che come acquisto in pasticceria.

Horto Restaurant
Il panettone stellato in tiratura limitata

Il panettone di Horto riflette il pensiero del ristorante stellato milanese: lavorazione lenta, lievitazione naturale e un profilo aromatico fedele alla tradizione, con agrumi canditi e uvetta. Qui la particolarità non è tanto il gusto quanto il contesto di produzione e presentazione: tiratura limitata di 350 pezzi numerati e confezione tessile ricamata a mano da Oriens, in sintonia con l’approccio etico e artigianale del locale. La supervisione gastronomica del progetto resta coerente con la cucina di Horto, guidata dallo chef Norbert Niederkofler, e sviluppata dall’executive chef Alessandro Pinton e dalla brigata, che traducono l’idea di cura e tempo anche nel lievitato. È un panettone pensato per chi frequenta il ristorante e ne condivide il linguaggio, più legato alla ritualità del dono che alla ricerca di nuove aromaticità.

migliore panettone milano 2025, HORTO X ORIENS_PANETTONE 2025_Photo © Juliano Araujo

Foto di Juliano Araujo

Dry Milano
Panettone con identità mixology

Il panettone DryMilano, sviluppato con CiaccoLab di Stefano Guizzetti, interpreta il dolce come traduzione del mondo cocktail. La struttura segue una lavorazione da alta pasticceria: doppio impasto, lievito madre e 48 ore di fermentazione. L’elemento che lo distingue è l’aroma del Clear Colada “trasferito” nel panettone: burro di cocco, ananas candita, rum dominicano e cioccolato Tanzania non sono decorazioni, ma ingredienti inseriti nell’impasto per riprodurre il profilo del drink. Il risultato è un lievitato con dolcezza contenuta, una nota tropicale calda e un finale leggermente alcolico. È pensato per chi frequenta Dry e ne riconosce il linguaggio: più narrativo che tradizionale, funziona bene come dessert servito con crema al mascarpone o zabaione, oppure come panettone “da conversazione” con bollicine secche.

migliore panettone milano 2025, Dry Milano x Ciacco

Langosteria x Romanengo
Panettone con i canditi d’autore

Il panettone nato dalla collaborazione tra Langosteria e Romanengo 1780 lavora sulla tradizione con un elemento distintivo: i canditi interi di clementina e albicocca, preparati “alla genovese”, cioè canditi lentamente in sciroppo e poi tagliati a mano per preservarne consistenza e profumo. L’impasto, da lievito madre e oltre due giorni di lavorazione, segue un registro classico ma con burro, panna fresca e vaniglia che amplificano morbidezza e rotondità. Il Corporate Pastry Chef Daniele Bonzi interpreta il panettone in continuità con lo stile Langosteria: pochi ingredienti, riconoscibili, ben marcati. Il risultato è equilibrato, con una nota agrumata nitida e una dolcezza misurata, adatto a fine pasto con spumanti secchi o vini ossidativi leggeri. La scatola in legno riciclato riflette l’estetica essenziale del ristorante, traducendo il panettone in gesto di ospitalità.

migliore panettone milano 2025, Panettone Langosteria& Romanengo 1780

Giacomo Milano
Il panettone elegante che diventa un classico

Giacomo Pasticceria interpreta il panettone secondo lo stile del gruppo: sobrio, rifinito, riconoscibile. Il Panettone Classico nasce da un impasto morbido e profumato con lievito madre, uvetta e scorze candite, con una dolcezza chiara ma non eccessiva. La struttura risulta soffice e regolare e privilegia continuità aromatica: un profilo pulito, adatto sia alla colazione sia al dessert. Per chi cerca maggior intensità esiste il Gianduia, più rotondo e cremoso, ma il classico rimane la scelta più equilibrata per chi riconosce l’identità di Giacomo. È un panettone orientato ai palati che apprezzano eleganza e rassicurazione, facilmente abbinabile a spumanti secchi o a una crema al mascarpone servita in sala.

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Andrea Aprea
Panettone identitario tra Milano e Napoli

Andrea Aprea traduce il panettone nel linguaggio della sua cucina due stelle Michelin: rigore formale e identità personale. La versione classica con canditi omaggia Milano, ma la seconda variante – albicocche del Vesuvio – introduce la memoria della sua città natale, Napoli. L’impasto è soffice, regolare, con agrumi ben presenti e dolcezza misurata; la variante all’albicocca aggiunge un registro più caldo e fruttato. Il packaging in carta di caffè riciclata riflette l’estetica del ristorante. È un panettone per chi frequenta l’alta ristorazione ma vuole un gesto leggibile, adatto al servizio da dessert. A tavola funziona bene con gelato alla vaniglia o, più sorprendentemente, con un assaggio di ricotta montata e olio EVO delicato, che ne allunga le note agrumate.

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Camparino in Galleria
Il panettone a firma Campari

Camparino in Galleria è prima di tutto un’icona dell’aperitivo milanese: non sorprende che il suo panettone parli lo stesso linguaggio. La ricetta è classica, con canditi morbidi all’arancia, ma l’identità sta nella gelatina al Campari inserita nell’impasto, che porta una nota amara e agrumata riconoscibile. Il risultato è un lievitato con dolcezza contenuta e un finale più secco, pensato per chi conosce l’estetica del locale. Servito al piatto in Galleria o acquistato per regalo, funziona bene come dessert da aperitivo: leggermente tostato con una crema leggera agli agrumi, oppure con un piccolo bitter a bassa gradazione che ne richiami l’amaro.

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Cucina Triennale
Il panettone di design che traduce la tradizione in gesto contemporaneo

Nel ristorante Cucina Triennale il panettone diventa riflesso dell’identità di un luogo in cui italianità e sensibilità progettuale convivono. Per Natale, il ristorante affida la sua linea dolciaria a T’a Milano, realtà artigianale fondata dai fratelli Alemagna, eredi di una storica famiglia legata alla pasticceria milanese, che unisce savoir-faire tradizionale e gusto contemporaneo. Il panettone proposto è un tradizionale da 750 grammi: impasto soffice con lievito madre, lavorazione artigianale e ingredienti selezionati per restituire un sapore autentico, quello “caldo” della cultura italiana di Natale. La ricetta privilegia la morbidezza, seguendo un registro classico per un dolce che nasce per essere condiviso a fine pasto o donato con cura. La versione mini da 100 grammi offre un’alternativa più informale: stesso impianto aromatico e tecnica artigianale, ma formato “da assaggio” o regalo più easy, in sintonia con l’approccio accessibile e giocoso del progetto.

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Foto di Gianluca Di Ioia, GDI STUDIO

HOTEL DI LUSSO E CHEF

Negli hotel e negli indirizzi firmati dagli chef, il panettone assume carattere autoriale: materia prima selezionata, tempi controllati e presentazione scenica. Qui il lievitato diventa dono, rituale e riconoscibilità di marca. Una sezione dedicata a chi cerca precisione tecnica, confezioni curate e interpretazioni pensate per essere portate in tavola o regalate.

Principe di Savoia Milano
Panettone del maître-pâtissier Beniamino Passannante

Al Principe di Savoia il panettone è firmato da Beniamino Passannante, Maître-Pâtissier del ristorante Acanto. Il lievito madre, soprannominato “Il Principino”, viene accudito con rinfreschi costanti e lavorazioni lunghe, che si riflettono in una struttura soffice e regolare. La versione classica resta fedele alla tradizione, con agrumi canditi e uvetta che definiscono un profilo pulito e misurato; la variante al cioccolato aggiunge ricchezza senza perdere leggibilità. È un panettone pensato per l’hotellerie di lusso: elegante, rassicurante, ideale come dono o come dessert in sala. A tavola funziona bene a colazione con panna leggermente salata oppure, in chiave serale, con una piccola salsa al fondente che ne riequilibri la dolcezza.

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Four Seasons Milano
Panettone firmato dal pastry chef Stefano Trovisi

Al Four Seasons Milano il panettone diventa espressione di firma: Stefano Trovisi, pastry chef noto proprio per i suoi lievitati, debutta con un classico che richiede oltre 56 ore di lavorazione. La struttura è soffice, con alveolatura regolare e un bouquet definito da burro AOP delle Ardenne, agrumi canditi selezionati e un blend di vaniglia Tahiti/Madagascar che intensifica profumo e persistenza. La dolcezza è calibrata e il finale tende all’agrume, più elegante che opulento. È un panettone pensato per chi cerca precisione tecnica e controllo aromatico, perfetto come dessert con gelato allo zabaione – come proposto al Four Seasons – oppure a casa con un vermouth dry ben freddo, che ne esalta le note agrumate senza sovrastarle.

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Mandarin Oriental, Milan
Panettone del pastry chef Marco Pinna

Al Mandarin Oriental Milan il panettone è affidato a Marco Pinna, Pastry Chef dell’hotel, che ne fa un omaggio alla tradizione cittadina. La lavorazione richiede 48 ore e si basa su lievito madre e ingredienti selezionati, con una struttura soffice, ben sviluppata, e un profilo aromatico classico centrato su burro e agrumi canditi. La scelta di mantenerlo in tiratura limitata ne rafforza il carattere “da dono”, più che da produzione seriale. È un panettone pensato per chi apprezza un’esecuzione pulita e una dolcezza misurata, coerente con l’estetica dell’hotel. A tavola funziona bene a colazione con ricotta montata e miele millefiori, oppure a fine pasto con un sorbetto agli agrumi che ne accompagni la freschezza.

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Palazzo Parigi Hotel Milano
Panettone all’albicocca del pastry chef Damiano Bonomi

A Palazzo Parigi il panettone nasce dalla visione del pastry chef Damiano Bonomi. La ricetta resta fedele alla tradizione, ma si concentra su un solo gesto identitario: l’albicocca, scelta come frutto guida, affiancata da scorze di agrumi non trattati e vaniglia Tahiti. La fermentazione naturale di 14 ore restituisce una struttura morbida, regolare e una dolcezza equilibrata. È un panettone pensato per chi cerca un profilo elegante, con un frutto riconoscibile ma non invasivo, coerente con lo stile dell’hotel. Funziona bene a colazione con burro leggermente salato o, in chiave dessert, con un sorbetto di agrumi che ne amplifica luminosità e freschezza.

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Indirizzi

Pasticceria Marchesi 1824
Via Santa Maria alla Porta 11/a | Montenapoleone 9 | Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

Pasticceria Cova 1817
Via Montenapoleone 8, Milano

Panificio Longoni
Via Tiraboschi 19 e Buonarroti 12, Milano

Pasticceria Gattullo
P.le Porta Lodovica 2, Milano

Pasticceria Martesana
Via Cagliero 14 | Santa Margherita 16 | Paolo Sarpi 62, Milano

Pasticceria Mignon
Corso di Porta Romana 48, Milano

Forno del Mastro
Punti vendita a Monza, in via Giotto 4 e via Italia 44

Pasticceria Vergani
Via Mercadante 17 | Corso di Porta Romana 51, Milano

Pasticceria Ranieri
Via Alessandro Volta 6, Milano

Horto Restaurant
Via San Protaso 5, Milano

Dry Milano
Via Solferino 33, Milano

Langosteria Milano
Via Savona 10, Milano

Giacomo Milano / Pasticceria Giacomo
Via Sottocorno 5–6, Milano

Andrea Aprea
Corso Venezia 52, Milano

Camparino in Galleria
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

Cucina Triennale 
Viale E. Alemagna 6, Milano

Four Seasons Hotel Milano
Via Gesù 6/8, Milano

Hotel Principe di Savoia
Piazza della Repubblica 17, Milano

Mandarin Oriental, Milan
Via Andegari 9, Milano

Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa
Corso di Porta Nuova 1, Milano

 

 

In apertura, il panettone di Marco Pinna, Pastry Chef dell’hotel Mandarin Oriental, Milan

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