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FOOD

Nel Giardino di Giada

Nasce a Milano nel 1980, a breve distanza dal Duomo, il ristorante Giardino di Giada. Qui la cucina cinese imperiale trovò una casa autentica che conquistò molti. Merito della titolare Carmen e oggi del figlio Gigi. Tanta storia meneghina passò di qui, come quella volta che Isabella Rossellini…

DI Simone Zeni

21 April 2021

A pochi passi dal Duomo, in via Palazzo Reale 5, si trova il Giardino di Giada. Con oltre quarant’anni di storia alle spalle, questo indirizzo non è soltanto un ristorante di cucina cinese tradizionale ma racchiude in sé anche un autentico pezzo di storia milanese. Tutto nasce in una data ben precisa: il 7 luglio 1980.

«Mia madre, che tutti in città conoscono come Carmen, era rimasta in Cina, a Wenzhou, fino al 1979, nonostante mio padre fosse in Italia già da tre anni, dove lavorava come chef», spiega Gigi Chin, attuale titolare che ha accantonato la carriera da ingegnere per portare avanti l’attività di famiglia. La Giovane Carmen all'interno del Giardino di Giada a Milano

«Quell’anno arrivò a Milano assieme a mia sorella maggiore, che aveva soltanto cinque anni. Subito inizio a lavorare presso il ristorante La Muraglia, storico ristorante cinese meneghino situato in piazza Oberdan di proprietà di mia nonna».

La nascita del ristorante

Dopo solo dodici mesi Carmen decide di gettarsi in un’avventura ben più grande, proprio quella del Giardino di Giada. «Certamente il destino ha fatto la sua parte e mia madre si trovò davanti a un’opportunità più unica che rara: in pieno centro storico il titolare di un apprezzato ristorante di cucina locale, che non aveva eredi a cui passare il testimone, decise di cedere la licenza. I cittadini all’epoca vivevano molto di più il centro di quanto non facciano ora, non si fece scappare l’occasione». Così, su due piani e in uno stabile di grande pregio, là dove c’era la Pastaccia nacque il Giardino di Giada «grazie all’audacia e alle abilità culinarie dei miei genitori, ma anche al supporto, economico e non solo, della nonna», tiene a precisare Gigi. Un'immagine storica del ristorante Giardino di Giada a Milano

Cucina cinese autentica

Ma cosa ha fatto diventare in breve tempo il Giardino di Giada un riferimento nel mondo della ristorazione a Milano? In una città ancora a suo modo chiusa, all’inizio degli anni ’80 la ristorazione cinese a Milano non aveva certamente avuto l’evoluzione che vediamo oggi. «Erano anni in cui gli involtini Primavera erano il piatto più richiesto, quello che in menu non poteva proprio mancare. Anche il Giardino di Giada si adattò a modo suo alle richieste della clientela ma i cuochi del ristorante, tra cui mio padre, inserirono a poco a poco piatti più ricercati, autentici della cucina imperiale, che ancora il pubblico milanese non conosceva. Dall’anatra laccata, che mio padre acquistava dal macellaio Peck, al pollo Kung Pao, molti si innamorarono della nostra proposta», racconta con soddisfazione Gigi Chin. Anatra pechinese con crêpes

Un nuovo corso per il Giardino di Giada

Queste premesse consentirono al ristorante centrale di tracciare un nuovo corso per la cucina cinese a Milano. Pur con i dovuti richiami alla propria terra, Carmen fu la prima a slegarsi da un’idea di arredamento che calcava la mano sull’aspetto folcloristico e poco autentico. Così come gli ambienti, pur caratteristici ma sempre in chiave minimale, anche la cucina cambiò nel tempo, lasciando l’atmosfera genuina immutata. L'atmosfera orientale al Giardino di Giada di Milano

Sottolinea Gigi: «Il menu si evolveva soprattutto grazie al cambio degli chef che di volta in volta arrivavano ai nostri fornelli e, provenendo da diverse aree della Cina, davano il loro apporto personale. Un’impronta particolarmente marcata fu quella lasciata da chef Dong, del distretto di Shunde, considerato la culla dei migliori chef della Cina».

Infine anche la clientela subì le sue mutazioni nel tempo. Se in principio era internazionale, proveniente dal Giappone come dalla Thailandia, nei decenni successivi gli ospiti erano soprattutto cinesi, residenti ma anche a Milano per business, quindi alla ricerca dei sapori di casa. E oggi, anche a causa del Covid-19, il Giardino di Giada è tornato a rivolgersi alla clientela locale, destinata ad allargarsi con le nuove generazioni, tra nuovi piatti e il trend del delivery.

Un pezzo di storia milanese

Così il racconto di un ristorante di cucina cinese si trasforma in una storia che racconta un pezzo di Milano e quindi di Italia. Se tra le mura del Giardino di Giada si sono svolte (e si svolgono ancora) le prime ricorrenze tipiche della Cina, dal Capodanno Cinese alla Festa della Luna, ma anche la Festa delle Lanterne e la Festa delle Barche Drago, sia sotto la guida di Carmen che sotto quella di Gigi è permeata un po’ di sana milanesità. Non solo strizzando l’occhio alla clientela del Salone del Mobile, ma anche con aneddoti e personaggi noti che sempre si sono seduto al tavolo del giardino di Giada. Un esempio su tutti? Gigi non ha dubbi:

«Ai tempi della Milano da bere, tra amari ed aperitivi, il Giardino di Giada fu scelto per il lancio del Rabarbaro Zucca. La protagonista in quell’occasione fu Isabella Rossellini, un evento che mia madre ricorda ancora con grande piacere e orgoglio».

Indirizzo
Giardino di Giada
Via Palazzo Reale 5, Milano

In apertura, ritratto di famiglia con il proprietario del ristorante precedente. Tutte le foto, courtesy Giardino di Giada.

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