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VIAGGIO

Nuovo polo d’arte contemporanea

Nel cuore di Bruges, tra canali e facciate gotiche perfettamente conservate, c’è un nuovo arrivato. Si chiama BRUSK ed è un museo che rompe, con eleganza, la narrazione esclusivamente medievale della città fiamminga. Nuovo polo d’arte contemporanea del Belgio, è più di un semplice museo: è il nuovo manifesto contemporaneo di Bruges

DI FRANCESCA MASOTTI

13 May 2026

A partire da maggio 2026, BRUSK diventa il cuore pulsante del rinnovato quartiere museale, accanto allo storico Groeningemuseum. Un progetto ambizioso che segna una svolta nella strategia culturale della città, sempre più orientata verso un dialogo tra patrimonio storico e linguaggi contemporanei. Il nuovo museo è un luogo dove l’arte non è solo da osservare, ma da vivere. Mostre temporanee di livello internazionale mettono in relazione arte antica, moderna e contemporanea, creando cortocircuiti visivi e concettuali tra epoche e continenti.

Architettura: una “scatola aperta” nel Medioevo

Firmato dagli studi architettonici Robbrecht en Daem e Olivier Salens, l’edificio si inserisce con discrezione nel tessuto storico. Nessuna architettura stravagante, ma una presenza quasi silenziosa che si rivela passo dopo passo. Dentro, però, cambia tutto. Due enormi sale espositive – alte quasi come cattedrali – sono illuminate da luce naturale zenitale, in controtendenza rispetto ai musei contemporanei. Gli spazi, flessibili e monumentali, sono pensati per ospitare non solo arte visiva ma anche performance, musica e teatro. Il piano terra, completamente aperto e accessibile, è concepito come una piazza urbana: caffè, atelier e auditorium trasformano BRUSK in un luogo da attraversare, non solo da visitare.

BRUSK museum, foto Filip Dujardin

Foto di Filip Dujardin

Più di un museo

Definire BRUSK un semplice museo è riduttivo. È un ecosistema culturale che include anche il centro di ricerca BRON, un programma pubblico continuo e, in futuro, un parco urbano che riconnetterà arte e natura. L’obiettivo è chiaro. Creare un hub capace di attrarre artisti, curatori e visitatori internazionali, senza perdere il legame con la storia millenaria della città. Un luogo dove i capolavori delle collezioni di Musea Brugge dialogano con le sperimentazioni più avanzate, dall’arte digitale alle installazioni immersive. Il cuore simbolico dell’edificio è La Scala, elemento architettonico che attraversa BRUSK collegando gli ambienti espositivi e gli spazi pubblici. Qui l’artista francese Laure Prouvost ha realizzato The Whispering Walls Rêve, un monumentale affresco di 350 metri quadrati che trasforma le pareti in una narrazione immersiva. L’opera intreccia frammenti della memoria di Bruges, dettagli provenienti dalle collezioni storiche cittadine, elementi naturali, figure oniriche e richiami contemporanei, creando un dialogo poetico tra passato e presente.

Brusk Museum, foto Da?niel Ma?tya?s Fu?lo?p

Laure Prouvost, The Whispering Walls Rêve. Foto di Dániel Mátyás Fuloop

Le due mostre inaugurali

L’apertura di BRUSK, con le due mostre temporanee visitabili fino all’autunno, è una dichiarazione d’intenti. Da un lato, c’è Latent City, dell’artista turco-americano Refik Anadol, pioniere dell’arte generata dall’intelligenza artificiale, un’installazione immersiva dove dati urbani, tracce architettoniche, archivi storici e memorie visive di Bruges sono elaborati attraverso sistemi di AI e trasformati in immagini fluide e futuristiche. Il risultato? Un’esperienza ipnotica che reinterpreta la città medievale con un linguaggio radicalmente contemporaneo, sospeso tra arte digitale, cinema e tecnologia. Dall’altro, Bigger Picture. Connected Worlds of Bruges 900-1550, racconta Bruges come crocevia internazionale del Medioevo europeo. Realizzata con la collaborazione dello storico britannico Peter Frankopan dell’Università di Oxford, la mostra ripercorre i secoli in cui la città fiamminga era uno dei principali snodi commerciali e culturali del continente, in costante dialogo con il Mediterraneo, Bisanzio e il Vicino Oriente. Un doppio registro che racconta perfettamente l’identità di BRUSK (e della stessa Bruges), un museo radicato nella storia, ma proiettato nel futuro.

Refik Anadol. Latent City, Simulation in BRUSK, 2026, Refik Anadol Studio

Refik Anadol, Latent City, 2026. Courtesy Refik Anadol Studio
In apertura, foto Studio Woester

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