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VIAGGIO

Le migliori piscine geotermali in Islanda

Dalle acque lattiginose della Blue Lagoon alle piscine a sfioro affacciate sull’oceano, l’Islanda invita a scoprire il suo lato più caldo. Sei indirizzi tra spa scenografiche, sorgenti naturali e bagni remoti dove rilassarsi tra lava, ghiacciai e paesaggi selvaggi, vivendo un’esperienza autentica a contatto con la natura in ogni stagione dell’anno

DI FRANCESCA MASOTTI

24 June 2026

Tra paesaggi vulcanici, distese di lava e scenari mozzafiato, l’Islanda offre un’esperienza unica che passa anche attraverso le sue celebri acque geotermiche. Immergersi in una piscina naturale riscaldata dal sottosuolo o concedersi una pausa in una spa termale circondata dalla natura è una delle attività imperdibili durante un viaggio sull’isola. Per questo, oltre a giacca e scarponi, se state organizzando un’escursione, non dimenticate di mettere in valigia costume da bagno, asciugamano e qualcosa di caldo da indossare dopo il bagno. Ecco una selezione di sei piscine geotermiche e bagni termali in Islanda dove rilassarsi e vivere il fascino autentico del Paese.

Blue Lagoon

Scenografica e fotografata da tutti i turisti, la Blue Lagoon è l’esperienza per eccellenza da fare in Islanda se si è appassionati di terme. Situata nella penisola di Reykjanes, a pochi minuti dall’aeroporto di Keflavík, questa Spa geotermica conquista con le sue acque azzurro lattiginose che contrastano con il nero delle distese laviche circostanti. Tra nuvole di vapore, maschere al fango di silice e cascate d’acqua calda, l’atmosfera è quasi surreale, soprattutto in inverno, quando ci si immerge all’aperto mentre tutto intorno è coperto di neve. L’affluenza può essere importante, ma resta una tappa che vale la pena vivere almeno una volta nella vita. Le acque ricche di minerali provengono dalla vicina centrale geotermica di Svartsengi e l’accesso va prenotato con anticipo. Per godersela al meglio, meglio scegliere le prime ore del mattino o la fascia serale.

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Foto di Benjamin R, Unsplash

Sky Lagoon

Chi cerca un’esperienza più contemporanea può puntare sulla Sky Lagoon, alle porte di Reykjavík, nella zona del Kársnes Harbour, con piscine che guardano l’oceano e raffinati rituali wellness. Affacciata direttamente sull’acqua, si presenta come una grande piscina geotermica a sfioro incastonata tra rocce laviche, dove l’acqua a 38-40 gradi si fonde con il paesaggio marino e invita a un relax totale, magari sorseggiando un drink dal bar integrato nella roccia. L’esperienza non si limita al bagno caldo. Il percorso benessere prosegue tra immersioni in acqua fredda per stimolare la circolazione, una sauna panoramica con vetrate sull’orizzonte, la stanza della pioggia e il bagno turco, seguendo un rituale pensato per rigenerare corpo e mente.

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Foto di Freysteinn Jonsson, Unsplash

Seljavallalaug

Nascosta in una valle verde che si apre a nord verso il celebre vulcano Eyjafjallajökull, la Seljavallalaug è una delle piscine più antiche d’Islanda. Costruita nel 1923 nei pressi di Evindarhólar, questa vasca lunga 25 metri conserva ancora oggi un fascino autentico che sembra sospeso nel tempo. L’ingresso è gratuito e il contesto naturale è spettacolare: montagne tutt’intorno e silenzio assoluto, lontano dalle strutture più turistiche. Non si tratta però di una piscina attrezzata o sorvegliata, e la manutenzione è minima. Le alghe che si formano sulle superfici possono renderle scivolose, perciò è necessario prestare attenzione soprattutto in ingresso e in uscita dall’acqua. È un luogo essenziale, selvaggio, che racconta un’Islanda più ruvida, ma profondamente suggestiva.

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Foto di Boris Hadjur, Unsplash

Reykjadalur

A breve distanza da Hveragerði, la valle di Reykjadalur – la Valle del fiume caldo – è uno dei luoghi più affascinanti dell’Islanda geotermica. Qui, tra colline fumanti e sorgenti naturali, scorre un fiume di acqua calda in cui è possibile immergersi all’aperto, circondati da un paesaggio quasi irreale. Per raggiungerlo è necessario lasciare l’auto e affrontare un’escursione di circa 3 km dal parcheggio, seguendo un sentiero ben segnalato che attraversa campi geotermici e vapori sulfurei -il percorso richiede circa un’ora a tratta. Una volta arrivati, il premio è una vasca naturale a cielo aperto, dove la temperatura dell’acqua varia lungo il corso del fiume, permettendo di trovare il punto perfetto per il bagno. È fondamentale restare sui sentieri tracciati. Il terreno, infatti, è fragile e le zone geotermiche possono essere insidiose.

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Foto di Olena Shmahalo, Unsplash

Canyon Baths, Húsafell

Nella regione di Borgarbyggð, non lontano dal ghiacciaio Langjökull, gli Húsafell Canyon Baths offrono una delle esperienze termali più scenografiche d’Islanda. Qui, tra rocce laviche e una valle nascosta, si trovano piscine geotermiche circolari immerse nella natura, affiancate da vasche idromassaggio e persino uno scivolo, per un mix insolito tra relax e divertimento. L’esperienza può essere vissuta anche attraverso un tour guidato di circa due ore, che include un’escursione a piedi tra paesaggi incontaminati e tappe naturali come la suggestiva cascata Langfoss. Il percorso stesso è parte dell’avventura, tra silenzi, formazioni rocciose e scorci spettacolari. La prenotazione è obbligatoria e consigliata con anticipo, data la natura esclusiva del sito. Un angolo remoto e sorprendente, dove il benessere incontra il paesaggio islandese più autentico.

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Foto di Freysteinn Jonsson, Unsplash

GeoSea Baths, Húsavík

A pochi minuti da Húsavík, capitale islandese del whale watching, le GeoSea Baths offrono una delle esperienze termali più spettacolari del nord dell’isola. Le piscine a sfioro, sospese su una scogliera, sembrano dissolversi nella baia di Skjálfandi, con lo sguardo che si perde tra il mare e i profili montuosi di Víknarfjöll. Qui l’acqua non è la classica geotermica dolce: proviene da un pozzo naturalmente contaminato dall’acqua marina, che la rende salata. Il risultato è un’esperienza unica, frequentata tutto l’anno anche dagli abitanti del posto, con particolare vivacità nelle lunghe serate estive.  

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Foto di Freysteinn Jonsson, Unsplash
In apertura, foto di Balazs Busznyak, Unsplash

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