Milano torna a farsi attraversare dal jazz con un’edizione che mette in relazione grandi maestri, nuove voci e linguaggi di confine. Jazzmi 2026 costruisce una mappa sonora diffusa tra teatri, club e spazi culturali, affiancando ai concerti progetti speciali, incontri e omaggi a Miles Davis e John Coltrane, tra memoria e futuro
DI REDAZIONE CLUB MILANO
23 September 2026
È stato presentato oggi, 23 settembre, il cartellone completo di Jazzmi 2026, undicesima edizione del festival che dal 19 ottobre all’8 novembre tornerà a trasformare Milano in una grande geografia del jazz contemporaneo. Un programma diffuso tra teatri, club, spazi culturali e realtà indipendenti, capace di mettere insieme protagonisti internazionali, artisti italiani, nuove generazioni e progetti originali. L’anteprima, il 12 ottobre all’Alcatraz, sarà affidata ai Lake Street Dive, per la prima volta in Italia.
L’apertura ufficiale porta subito uno dei nomi più attesi: Erykah Badu, protagonista il 19 e 20 ottobre al Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni con le due uniche date italiane di IMEHO - An Intimate Experience with Erykah Badu, una performance costruita intorno a voce, pianoforte e percussioni.
Il calendario prosegue attraversando generazioni e linguaggi. Il 27 ottobre all’Alcatraz arriva Rokia Traoré, mentre il 28 e 29 ottobre il Blue Note ospita Richard Bona Quintet. Il 29 ottobre il Teatro Lirico Giorgio Gaber accoglie Paolo Fresu Quintet con Ascensore per il patibolo, rilettura dal vivo della celebre colonna sonora di Miles Davis per il film di Louis Malle; il giorno successivo, 30 ottobre, il Teatro Dal Verme è affidato al virtuosismo fingerstyle di Tommy Emmanuel. Il 3 novembre torna all’Alcatraz Gregory Porter, tra soul, gospel e jazz, mentre il 4 novembre si concentra una delle serate più dense: Dee Dee Bridgewater al Blue Note, China Moses in Triennale e Ibrahim Maalouf & The Trumpets of Michel-Ange al Teatro Arcimboldi, con la partecipazione degli studenti del Conservatorio G. Verdi. Il 5 novembre, ancora in Triennale, Israel Galván e Michael Leonhart presentano A New Sketches of Spain, progetto che torna sull’immaginario di Miles Davis e Gil Evans. Il 7 novembre spazio al Bill Frisell Trio, a Take 6 e ai The Messthetics con James Brandon Lewis; chiusura l’8 novembre con Isaiah Collier, Sergio Cammariere al Conservatorio e Calibro 35 vs L.A. in Triennale.

Nel presentare l’edizione 2026, i direttori artistici Luciano Linzi e Titti Santini sottolineano la vocazione urbana del festival: «Siamo sempre più orgogliosi di dare al jazz una città da abitare e a Milano una musica da vivere. Una città intera, non un solo teatro, dal centro alle periferie, una geografia vivente di quartieri che diventano palcoscenici». E aggiungono: «In un tempo segnato da fratture e conflitti, Jazzmi ribadisce il ruolo sociale che la musica ha sempre avuto. Nato dall’incontro di popoli e culture diverse, il jazz è per sua natura un ponte tra civiltà, un territorio di scambio e di ascolto reciproco».
Per l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, «l’undicesima edizione di Jazzmi conferma un festival che non si limita a ospitare il jazz, ma ne interpreta l’evoluzione, mettendo in dialogo grandi protagonisti, nuovi talenti e linguaggi diversi». Una forza che passa anche dalla capacità di attraversare Milano: «È questa la direzione di una politica culturale che vogliamo sostenere: una città in cui la musica non sia un’esperienza per pochi, ma un’occasione di incontro, scoperta e partecipazione».

Un capitolo a parte spetta al Volvo Studio Milano, main partner e venue del festival per l’ottavo anno consecutivo. Qui il programma musicale si apre il 24 ottobre con Sofi Paez, prosegue il 5 novembre con Lubiana e il 6 novembre con Chiara Civello, per chiudersi il 7 novembre con Ibibio Sound Machine. Lo spazio allarga inoltre il racconto oltre il concerto: dal 23 ottobre al 7 novembre ospiterà la mostra fotografica dedicata a Hermann Leonard e Pino Ninfa, mentre il 29 ottobre è prevista la presentazione del libro Solo – concerto per jazz e fotografia di Paolo Fresu e Pino Ninfa. Musica, immagini e parola rafforzano così il ruolo del Volvo Studio come uno dei luoghi chiave della manifestazione.
Prodotto dall’Associazione Jazzmi, da Ponderosa Music & Art e da Triennale Milano Teatro, in collaborazione con il Blue Note Milano e con la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.
I biglietti e gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito ufficiale di Jazzmi.