Nel cuore di Porta Genova, Mirko Morini custodisce una memoria sentimentale fatta di insegne luminose, manifesti d’epoca e frammenti del boom italiano. Il suo Tortona4Arte è un archivio fatato in cui rivivono il gusto e l’immaginario di un periodo irripetibile
DI GIULIANO DEIDDA
11 May 2026
Tortona4Arte nasce sei anni fa, nel febbraio 2020. Il negozio è stato aperto 26 giorni e poi chiuso per 72, a causa del lockdown. All’epoca eravamo tre soci, ma l’anno scorso ho rilevato le loro quote e ho fondato Amerò Milano insieme a un amico, Matteo Gentile, che tratta oggetti pop contemporanei, a partire dalle insegne luminose, mentre Tortona è focalizzato sul vintage da collezione. Abbiamo una vasta fascia di clienti sia in negozio che online, principalmente italiani.
La selezione avviene un due modi paralleli, da un lato il nostro gusto, dall’altro le richieste dei clienti. Trattiamo principalmente oggetti del periodo tra gli anni Cinquanta e Ottanta, la cosiddetta epoca caroselliana. I pezzi arrivano da privati e collezionisti. Seguiamo tutte le aree di mercato. Ormai abbiamo una clientela fidelizzata, che si rivolge a noi perché diamo delle garanzie. Del resto il mio percorso è stato lungo, mi sono fatto le ossa con i mercati della domenica. All’epoca utilizzavo come magazzino il garage dei miei genitori. Oggi il discorso è diverso. Il negozio è comosciuto, per cui riceviamo continuamente proposte, che sia aggiungono alle ricerche che effettuiamo online. Quello che ci distingue comunque è la specializzazione in oggetti e accessori promozionali. Io, in particolare, sono un esperto di manifesti.
Sono nato e cresciuto in questa zona. Si tratta di un’area molto pop, famosa per ospitare i quartier generali di diverse griffe della moda, a cominciare da Armani, ma è anche un quartiere residenziale, in cui le persone vivono davvero, il che si traduce in un buon livello di clientela locale. Aprire un negozia a Brera sarebbe molto diverso da questo punto di vista.
Mi sono capitati diversi collezionisti stravaganti, alla ricerca di tappi di sughero, cucchiaini da caffé o tappi delle bottiglie di birra. C’è stato un cliente svizzero che collezionava statue di uomini o donne con le mani in tasca, perché affascinato dalla gestualità. Ne possedeva 140 e da me ne ha trovato per caso una.
Si è trattato di un colpo di fortuna. Mi hanno proposto questo spazio lo scorso luglio e il mese dopo ho fatto l’offerta. Ho dovuto solo arredarlo e fare il trasloco, era già perfetto così.
Sicuramente è il fatto di acquisire conoscenza di qualcosa che non so, lo studio continuo.
Sono principalmente legate al reperire gli oggetti a un prezzo corretto, soprattutto quando devo soddisfare le richieste specifiche di un cliente.
Lavoro con Cambi Casa d’Aste come esperto di pop culture e manifesti originali d’epoca e mi è capitato di collaborare per delle mostre con Galleria Campari, Hangar Bicocca e Mudec. In questo momento sto lavorando al catalogo di una mostra per l’anno prossimo di cui però non posso dire niente.