Il ristorante Seta, due stelle Michelin all’interno del Mandarin Oriental, Milan piace tanto alla clientela internazionale quanto ai milanesi amanti dell’alta cucina. Lo chef accoglie gli ospiti con un calore e un’umiltà propria dei grandi. Accanto a lui l’immancabile sous chef Federico Dellomarino
DI SIMONE ZENI
28 August 2026
È nata grazie a mia madre, quando ero ancora un bambino. Guardarla cucinare mi affascinava: i suoi gesti sicuri, il profumo della farina, la pasta fatta in casa. Chiedevo spesso di aiutarla, impastando o seguendo le cotture. Quei momenti hanno acceso in me una curiosità che con il tempo è diventata vocazione.
Molto. A Parigi, da Pierre Gagnaire, ho capito cosa significhi essere un cuoco: rigore, disciplina, precisione, ma anche libertà creativa. In Asia ho scoperto tecniche raffinate come la robata e le laccature, che ancora oggi ispirano i miei abbinamenti, sempre legati alla nostra tradizione.
Due in particolare. L’esperienza da Gagnaire, dove ho ricevuto una vera iniziazione all’alta cucina, e il lungo periodo al Pellicano, sulla costa toscana, dove per la prima volta sono stato Executive Chef. Lì ho vissuto una crescita personale e professionale molto intensa.
Nel 2014, prima dell’apertura ufficiale del Mandarin Oriental, Milan, nel 2015. Ho avuto la possibilità di progettare la cucina ideale per il mio stile, e allo stesso tempo di costruire una proposta gastronomica coerente, dal fine dining fino all’in-room dining. Una sfida che continua a stimolarmi.
Ricordo l’emozione fortissima. Ottenere la stella pochi mesi dopo l’apertura è stato un riconoscimento inatteso ma meritato, che ha premiato il lavoro di squadra e la nostra visione.
La seconda è arrivata con maggiore consapevolezza. È stata la conferma che il percorso intrapreso era quello giusto, in una città dinamica e gastronomicamente vivace come Milano.
I nostri ospiti la definiscono “setosa”, un termine che mi rappresenta. È una cucina elegante, equilibrata, che cerca di emozionare con armonia e misura. L’obiettivo è lasciare un ricordo preciso e piacevole.
Offriamo tre menu degustazione: uno storico con i piatti simbolo, uno chiamato Qui e Ora dedicato alle creazioni più recenti, e uno stagionale, attualmente incentrato sulla cacciagione, tema a me molto caro.
Molto varia. A pranzo accogliamo uomini d’affari e clienti abituali, mentre a cena anche famiglie, amici e coppie. Mi rende orgoglioso la presenza costante di milanesi, segno che il Seta è diventato un punto di riferimento in città.
La Spigola con cavolfiore, ribes rosso e salsa al Vin Jaune. È un piatto recente che sta ricevendo ottimi riscontri. Rappresenta bene la mia voglia di innovare nel rispetto del gusto.
Mi ha accolto con calore. È una città viva, aperta e stimolante, dove sento di poter esprimere pienamente la mia cucina. E ho ancora tanto da raccontare.
Piazza Sant’Alessandro. Pur essendo nel cuore di Milano, è tranquilla e riservata. Mi piace passeggiarci: ha un fascino intimo che mi ricorda certe piazze parigine.
L’intervista ad Antonio Guida è stata pubblicata su Club Milano 78